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INTERVISTA

Annie Lennox: non mettetevi contro la missionaria!

Annie Lennox, arrabbiata? Ci potete scommettere. All’uscita del suo nuovo album - The Collection - la cantante racconta a Nigel Farndale a contro cosa sta lottando e perché, nonostante la sua indole pacifista, si concede un momento di rabbia.


Fuori c’è un tempo da Annie Lennox – le nuvole ammaccate, il gelo, l’oscurità a mezzogiorno e lo stiamo contemplando da sotto un lungo lucernario, nella caffetteria vuota di una galleria d’arte a ovest di Londra...


Vengo da un luogo pianeggiante della Scozia dove il cielo è sempre grigio - dice la cantante guardando verso l’alto - Atmosfera tetra, più o meno come oggi. Edifici di granito. Penso abbia condizionato il mio personaggio. Come figlia unica cresciuta nella tenuta di Aberdeen, ho avuto molto tempo per starmene sola con i miei pensieri. Tutti i miei report scolastici dicevano: Ann potrebbe  essere più brava se la smettesse di sognare ad occhi aperti. Ma io non riuscivo a farne a meno. Crescendo, ho capito cos’è che non volevo: non volevo la normalità.”

La sua pelle ha il colore di un fungo; i suoi capelli corti sono altrettanto chiari, in contrasto con il marrone scuro del suo cappotto di pelo finto. Ritroviamo la Scozia anche nelle sue vocali arrotolate, sospirate “Aye” dice quando chiedo se il pessimismo è la parola più adatta a descrivere il suo modo di essere...

Non ti sbagli. Sono stata pessimista per la maggior parte della mia vita e non mi è sempre andata bene. Il cane nero: quel ciclo di cose che ti butta giù.

Quel pessimismo, tuttavia, non è forse stato il prezzo da pagare per la sua creatività? Per essere riuscita a scrivere dei testi così potenti e cupi?

Sì, certo. Che meccanismo perverso! E poi ancora, non sono totalmente nichilista perché, se lo fossi, avrei cessato di esistere molto tempo fa. Mi sarei suicidata. C’è una parte di me che è rimasta abbastanza bambina e quando incontro alcune persone della mia età penso che sembrino più vecchie, perché sono bloccate in un sistema di convenzioni. Il mio spirito vede le cose esattamente come le vedeva quando ero piccola. Mi entusiasmo di fronte alle benne cose, come i frutti rossi in autunno, il colore delle foglie in primavera, il colore e la bellezza. È in contrasto con il mio lato più cupo”.  Sorride di scatto e scuote la testa. “ sono una persona parecchio intensa, come avrai probabilmente già capito. Tutto ha un certo effetto su di me, non sono distaccata da niente e sono molto empatica. Quando ero piccola se vedevo qualcuno o qualcosa soffrire mi mettevo a piangere.


Trova che la sofferenza di massa sia ugualmente insopportabile. Da questo suo atteggiamento viene il suo lavoro intenso per combattere l’HIV/Aids in Africa, per il quale vinse l’anno scorso il Red Cross Services to Humanity Award premio per i servizi di croce rossa per l’umanità. È impegnata anche in altre opere di beneficenza, ma quella che le sta particolarmente a cuore è Heart the World, una campagna per diffondere la consapevolezza riguardo alla sordità, la stessa che afflisse il suo ultimo padre, un fabbricante di caldaie in un cantiere navale in Aberdeen. Più di recente, è stata vista dirigere le marce di protesta contro l’attacco israeliano su Gaza. Mentre me ne parla, mi accorgo che sta trattenendo le lacrime.


Sì, è difficile per me mantenere le distanze. La protesta per Gaza è avvenuta perché un milione e mezzo di perone sono rimaste intrappolate in un posto relativamente piccolo. Quando ho visto cadere le bombe, sapevo cosa sarebbe successo. Gli israeliani possono anche dire che non stavano mirando a colpire i civili, ma queste persone non potevano fuggire da nessuna parte, erano in trappola.

Presumo che lei consideri la possibilità che Hamas abbia usato queste persone come scudi umani…

Oh, sì, credo sia così. Non c’era alcun luogo per nascondersi. Anche quando si recarono al palazzo delle Nazioni Unite furono attaccati.”

Durante queste proteste lei zoppicava, e lo fa tutt’ora, ma è grata di poter almeno muoversi, perché lo scorso agosto è stata operata alla colonna vertebrale. Sembra una cosa spaventosa, dico io...

Non ho avuto tempo per spaventarmi perché è successo tutto velocemente. Avevo un ernia al disco e sono stata da un chiropratico, il quale togliendola ha danneggiato un nervo. Non ho mai sofferto un dolore così forte.  Una cosa chiamata “drop foot”, la mia gamba sinistra era paralizzata e non riuscivo a muovere le dita dei piedi. Ero a città del Messico in occasione della conferenza sull’HIV/Aids. Ho dovuto cancellare tutto e tornare a casa. Feci i raggi e alla fine della settimana mi operarono. Hanno dovuto raschiare l’osso per fare più spazio. Alcuni dicevano “non operarti, è troppo rischioso” ma io pensai “non voglio essere disabile”. Mi avvertirono che l’operazione sarebbe potuta andare male e dovetti firmare una liberatoria. Decisi di affrontarla e basta, senza impazzire.

leggi la recensione dell'album

Immagino che a livello psicologico questa esperienza ti sia costata molto.


Sinceramente, molta della mia autostima è stata spazzata via. La mia fisicità, il mio zoppicare, mi ha fatta sentire vulnerabile, mi ha spenta un po’. Il mio piede è sempre inerte, sento spilli e aghi. Come se fossero immersi in un secchiello ghiacciato si acqua, trascino il piede e…basta, tutto questo è noioso.” Sorride di nuovo, un sorriso lieve e freddo. “ questo è il genere di cose di cui si parla quando si hanno sessant’anni. Guardavo le mie dita dei piedi e dicevo “Dai, forza! Dai!” e poi pensai “Heigh-ho, ho ricevuto un buon servizio da queste dita per 53 anni, perciò ora dovrei andare loro incontro.” Spero che alla fine mi riprenderò, magari tra un anno.

Nel frattempo, è uscita una sua raccolta dei suoi pezzi da solista chiamata The Annie Lennox Collection. Dopo essersi ritirata da un corso alla Royal Academy of Music, negli anni ottanta è entrata a far parte degli Eurythmics ( con un look tipicamente androgeno). La sua carriera solista, iniziata con Diva nel 1992, ha ottenuto, inaspettatamente, un successo ancora maggiore: ha venduto 80 milioni di dischi.

Ripenso a Diva e al fatto che allora aspettavo un bambino. La mia intera vita adulta sembra misurarsi nei miei album e nelle copertine – tutte queste immagini di me che cambiavano negli anni.

Le racconto che ho dei ricordi speciali di Diva, perché uscì proprio nell’anno in cui mi sposai. Lo ascoltavamo continuamente durante la luna di miele e, ancora oggi, trovo inebrianti le splendide melodie e il timbro vellutato della voce della Lennox. È stato solo quando ho ascoltato alcuni pezzi della nuova raccolta che mi sono reso conto per la prima volta di quanto melanconici ed evocativi siano i suoi testi. Walking on Broken Glass è un buon esempio: una canzone in levare rivestita di versi cupi, tristi, così come “vivo in una stanza vuota / con i vetri delle finestre in frantumi”.

Gli album possono significare cose diverse in diversi momenti della tua vita. Tutti i miei testi sono dark e la cupezza è nascosta dalla bellezza della musica e della produzione. Mi rendo conto che esiste questo aspetto ironico. I miei testi, in realtà, hanno sempre espresso la mia melanconia. Io la vedo così, la vita si basa sull’equilibrio tra positivo e negativo.


Il suo primo matrimonio con un monaco Hare Krishna è stato molto breve. Il secondo, con il produttore cinematografico e musicale Uri Fruchtmann, finì in un divorzio nel 2000, dopo 12 anni. Le figlie che ebbe da quel matrimonio sono quasi ventenni adesso. Quando erano giovani, lei si prese una pausa dalle tournée e dalla produzione. Sono riuscite a colmare il suo bisogno di creatività?


È troppo difficile fare entrambe le cose e io le ho fatte entrambe. Mi sono tirata indietro, ma ho notato che in me si era instaurato uno scisma: quando ero con le mie bambine mi mancava lo studio di registrazione e quando ero in studio mi mancavano loro. Non si riesce mai ad essere concentrati al 100% su una delle due cose. Alcune celebrità amano alimentare il fuoco ed essere sempre nei giornali perché è questo il loro valore principale. Io non ho nessun interesse in questo genere di attenzioni. Per quale motivo dovrei desiderarla? La gente a volte dimentica che sono una persona comune e voglio poter camminare per le strade, sedermi in un bar, mescolarmi alla folla.

Di persona, in parte a causa del suo aspetto fragile e la sua voce debole, in Annie Lennox si intravede una certa vulnerabilità.  Non è loquace o frivola e quando sorride, cosa che fa spesso, sembra piuttosto voler mostrare i denti. La interrogo sulla chimica che c’era tra lei e Dave Stewart , suo compagno per molti anni e partner negli Eurythmics. È stata attratta dal suo carattere estroverso?

E io ero introversa? In genere funziona così tra le persone. Avevamo di certo qualità diverse e la relazione funzionò così per dieci anni. Ero attratta da lui perché era dolce, divertente, eccentrico, semplice e diretto. È meraviglioso quando una storia funziona perché ti rafforza, ma con il tempo si ha voglia di fare altre cose e ci si sente limitati. Avevo bisogno di indipendenza per capire cosa potevo fare senza Dave. Mi stupì moltissimo scoprire che il mio album da solista aveva venduto anche solo una copia. Non sono nemmeno andata in tour perché ero incinta.

Sono usciti solo altri tre album solisti. Le piace scrivere canzoni per conto suo, ignorando le pressioni di tipo commerciale. Trova mentalmente e psicologicamente stressante il tour che segue l’uscita di un nuovo album.

Quando finisce sono sempre distrutta e ho bisogno di riposare. Sono piena di adrenalina e paura perché non è normale esibirsi davanti ad una gran folla di gente. Quando mi muovo sul palcoscenico mi sento un istinto combattivo e spaventato, un’energia nervosa. Mi viene voglia di scappare. Spesso dovevo combattere con questa sensazione. La notte precedente ad una performance rabbrividivo e dormivo malissimo, con mille pensieri che mi ronzavano in testa.


Fa dei sogni inquietanti?


Oh, sì, ne ho avuto uno un paio di notti fa, in cui dimenticavo i testi delle mie canzoni. Però la cosa più importante per quanto riguarda i concerti è la preparazione. So che posso farlo a comando. La mia voce è come un segreto che trascino con me: se improvvisamente mi mettessi a cantare ora saremmo entrambi imbarazzati, perché c’è un tempo e un luogo, per questo la performance è un rito, è uno stato di fisicità e disciplina. Non sono con te mentre mi esibisco, ma in un altro luogo, perciò non puoi avvicinarti e cominciare a parlare. Mi lascio trasportare e voglio che il mio pubblico faccia lo stesso.

Evita di leggere articoli su di lei nella stampa perché dice che lo trova doloroso. Non riesco a immaginare cosa abbia esattamente in testa, perché la maggior parte delle notizie sembrano parlare molto bene di lei. Forse pensa al suo attivismo, cosa per la quale viene un po’ presa in giro. Presumo sia molto sensibile. Ancora quella sua vulnerabilità! La sua pelle d’alabastro non è molto spessa .

Senti che hai voglia di vendicarti, che se vieni attaccato hai voglia di rispondere a tono. Se fossi stata un uomo so che avrei fatto a pugni molto spesso. Ho quella rabbia dentro, amo l’idea della pace, ma non mi fido delle persone. Mi ritrovo a rispondere agli attacchi e perdere il controllo.

Anche le sue figlie hanno ereditato il suo stesso temperamento?

Non in quel senso. Sono entrambe socievoli e di buon cuore. Per fortuna, non credo che nessuna di loro sia melanconica come me  

Hai mai provato una terapia?  

Ho tentato, ma, sinceramente, non sono convinta che abbia funzionato con me, però può essere un buon sostegno per qualcuno

In realtà, la cosa più efficace da un punto di vista terapeutico è la sua campagna politica.

Voglio impegnarmi nel mondo ad un livello più profondo. Non sopporto i ricevimenti, i grandi pranzi o le conversazioni superficiali, non li sopporto proprio. Non sopporto di essere in una stanza piena di estranei con un bicchiere di vino in mano cercando di parlare del più e del meno. Io non sono mai stata così e non lo sarò mai. Mi sento più sicura di me quando sono impegnata politicamente, mi sento più nobilitata. Non mi devo sentire in colpa per la mia vita privilegiata, e con questo non mi riferisco al mio benessere economico, ma al benessere economico occidentale in genere, dell’intera società occidentale. Voglio usare la mia popolarità per aiutare gli altri - di nuovo quel sorriso rapido e freddo - per quando possa sembrare banale, è una bella sensazione con la quale posso invecchiare bene.

Intervista pubblicata sul Telegraph il 20 febbraio 2009
Traduzione di Anna Zizola



12 marzo 2009  


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