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HOME | domenica 27 maggio 2012 |
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Una scrittrice fuori dagli schemi
 | | Amélie Nothomb con la sua statua in cera al Musée Grévin |
Amélie Nothomb
Si è svolto da poco a Milano, alla Libreria Feltrinelli di piazza Piemonte, un incontro interessante tra una grande esperta di teatro come Monica Capuani, che tra l'altro dirige la casa editrice Reading Theatre, e la scrittrice Amélie Nothomb, una autrice che raccoglie attono a sé un piccolo stuolo di fans affezionati e che sta diventando sempre più popolare anche in Italia. Ecco il resoconto di quel dialogo-intervista per chi non avesse potuto assistere alla serata. E leggete anche la recensione dell'ultimo libro, eccezionalmente edito da Einaudi: Splendente come una padella.
Queste due donne si conoscono da tempo. Abbiamo già pubblicato un estratto dalla intervista fiume Capuani-Nothomb pubblicata in occasione dell'uscita di Mercurio, uno dei testi teatrali dell'autrice belga. Ecco perché un loro nuovo incontro può essere così interessante: di certo si parlerà di temi nuovi, non si ripeteranno le abituali domande. L'evento era affollatissimo perché, come ha ricordato la stessa Capuani, "questi incontri con Amélie Nothomb stanno diventando anche in Italia sempre più affollati; ieri eravamo a Torino, dove stanno facendo a teatro Cosmetica del nemico e anche lì c’era tantissima gente…".
Monica Capuani L'ultimo romanzo uscito in Italia di Amélie Nothomb è Diario di rondine, pubblicato a novembre. La casa editrice Voland ha fatto un grande sforzo per recuperare la sfasatura che c’era nella traduzione dei romanzi di Amélie Nothomb. Fino a qualche tempo fa eravamo sempre in ritardo di uno: il libro che usciva in Italia non era quello uscito a settembre in Francia. Poi abbiamo fatto una specie di "corsa a ostacoli" e adesso il libro che esce a novembre sarà sempre quello che è uscito a settembre in Francia. I "nothombiani" sapranno che Amélie ha un appuntamento fisso con i lettori il 1° settembre di ogni anno. Da quindici anni il lettore francese sa che in questa data in libreria troverà il nuovo romanzo di Amélie Nothomb. E molti sapranno anche che in realtà Amélie non scrive un libro all’anno, ma ne scrive tre o quattro, scegliendone poi uno e affidando gli altri, che vengono in qualche modo “scartati”, ai suoi cassetti chiusi a chiave ermeticamente – addirittura ha dato delle disposizioni testamentarie affinché dopo la sua morte questi romanzi non vengano mai pubblicati. E veniamo allora alla domanda: qual è il criterio di scelta? È una decisione difficile? Per Diario di rondine questa scelta com'è stata?
Amélie Nothomb La prima regola che mi sono data è di pubblicare solo e unicamente quello che ho scritto nell’arco dell’anno, scegliendo tra i tre o quattro testi che scrivo. Non ho altro criterio che il "desiderio", per quanto vago sia. A metà inverno circa, rileggo tutto quello che ho scritto nell’arco dell’anno e decido che cosa ho più desiderio di pubblicare tra quello che ho scritto. Nel momento in cui scrivo non so mai esattamente quello che poi andrò a pubblicare e nel caso di Diario di rondine ero assolutamente certa che non lo avrei mai pubblicato. Mai avrei pensato che nel rileggerlo mi sarebbe venuto il desiderio di condividere questo romanzo! È come se avessi deciso di scrivere ciò che avevo di meno mostrabile…
Monica Quindi, in un certo senso, con Diario di rondine noi lettori guardiamo un po’ dal buco della serratura in questi cassetti assolutamente segreti e chissà quanti tuoi lettori avranno fatto fantasie su questi tuoi libri che non vuoi mostrare, che addirittura chiudi e dai delle disposizioni per non farceli leggere…
Amélie Penso che i lettori non facciano altro che questo…però capitano cose misteriose: il mio appartamento di Bruxelles è stato rapinato due volte e nessuno dei miei manoscritti è stato rubato!
Monica Erano nascosti bene!
Amélie No, erano al loro posto! Tuttavia, non si sa perché, ma i ladri si sono portati via tutti i miei trucchi!
Monica Quindi non erano ladri-lettori ossessionati, maniaci...
Amélie Ad ogni modo m’incuriosiscono molto perché la loro scelta è davvero interessante!
Monica Perché non li nascondi?
Amélie Faccio di tutto perché non siano cose preziose: scrivo con materiale d’infima qualità e penne scadenti, e sebbene quello che scrivo abbia un valore, faccio di tutto perché non lo sembri. E, in effetti, le disposizioni testamentarie che ho dato sono una contraddizione interna di quello che ho appena detto. È un difetto degli autori quello di mascherare la megalomania dietro l’umiltà.
Monica In questo Diario di rondine c’è di nuovo un assassino. Stavo cercando di fare un catalogo degli assassini che compaiono nei tuoi libri e mi perdevo un po’… proviamo a ricapitolare quanti e che tipo di assassini e perché sei così interessata a chi uccide nei tuoi romanzi?
Amélie Penso che Diario di rondine sia partito anche dal desiderio d’invertire l’inizio e la fine. È vero che ci sono molti assassini nei miei libri, ma, generalmente se uccidono, lo fanno alla fine e lo fanno per sbarazzarsi di un personaggio. Qui, invece, l’assassino uccide subito il personaggio principale all’inizio del libro e passa il resto del tempo a cercare di ritrovarlo – la cosa folle è che lo ritrova.
Monica È stato un periodo particolare per te in Italia: intanto è uscito per la casa editrice Reading Theatre, che pubblica testi teatrali contemporanei, un adattamento di Mercurio, che speriamo approderà presto a teatro, magari il prossimo anno; a Torino è andato in scena Cosmetica del nemico, che è uno spettacolo bellissimo che ci auguriamo abbia una vita teatrale italiana lunga in modo che tutti i tuoi lettori possano apprezzarlo (anche Amélie ne ha visto una parte e ne è rimasta molto colpita e direi che quando un autore apprezza e approva c’è un imprimatur molto forte). E a Milano a marzo il Teatro dell’Elfo ha messo in scena Libri da ardere, con la regia di Cristina Crippa, Elio De Capitani e Corrado Accordino. Ma cominciamo da Diario di rondine. È la storia di un personaggio molto semplice, un pony express che, per una delusione d’amore banalissima, si ammala di una malattia terribile, cioè un’insensibilità a qualsiasi cosa; diventa completamente freddo, indifferente, insensibile a tutto. Tenta in tutti i modi di risvegliare qualche sensazione e si accorge che può farlo soltanto attraverso qualcosa di assolutamente nuovo. E qual è la cosa che in realtà non ha mai fatto e gli dà la maggior emozione? Uccidere. Quindi diventa un killer di professione, complice anche un’ottima mira, un talento che scopre di avere in corso d’opera. Come mai t’interessa tanto esplorare l’omicidio e in più, in questo libro en passant – io che conosco bene i tuoi libri so che se tu semini una cosa en passant in realtà c’è qualcosa dietro che rimane un mistero – a un certo punto dici che la cosa più affascinante di tutte è un killer donna. Perché?
Amélie Forse perché sarei incapace di farlo ma è una cosa a cui penso spesso e che credo molti di noi pensino: uccidere qualcuno che non sopportiamo. Penso di non avere neppure l’attitudine per farlo: il mio personaggio, per esempio, è un tiratore scelto, mentre io non riuscirei a prendere un elefante in un corridoio. Dunque, poiché è una cosa di cui sento il desiderio, ma che non posso fare nella vita reale, la metto per iscritto. Con questo metodo anch’io ci faccio molti soldi!
Monica Ci sono categorie speciali di persone che uccideresti più volentieri se potessi?
Amélie Ci sono risposte assai prevedibili, come i giornalisti, i fotografi, e altre meno prevedibili… ma molto personali.
Monica La tua passione per i nomi propri ricorre in tanti libri – qui per esempio ci sono Urbano, e il nome che Urbano assumerà alla fine del libro, Innocenzo: due nomi di Papi. Casualmente… Cosa ti evoca il nome Benedetto, per esempio?
Amélie Abbiamo parlato della mia ambizione frustata d’assassina, ma sono anche una papessa frustrata! In più so che l’unica cosa che m’impedisce d’essere Papa è che sono belga.
Monica Dopo la papessa Giovanna che mi pare sia stata l’unica donna, quale nome sceglieresti per te come Papa?
Amélie Amélie! Me ne intendo di nomi perché ne ho esplorati molti e Amélie e Innocenzo hanno qualcosa in comune perché sono gli unici nomi che hanno una parte negativa.
Monica Anche in Acido solforico c’erano due nomi che erano tutto un programma – Pannonique e Zdena e c’è una spiegazione anche per quelli…
Amélie C’è sempre una spiegazione benché all’inizio, quando mi viene l’ispirazione non ce n’è mai una e mi dico, oddio, dovrò poi spiegare perché... La spiegazione in effetti c’è e faccio delle ricerche filologiche incredibili per trovarla.
Monica In questo libro è molto presente la musica e in particolare la musica dei Radiohead, che il tuo killer ascolta quando uccide; siccome è una cosa che personalmente non mi aspettavo, volevo chiederti perché i RadioHead? Che tipo di rapporto hai tu con la musica quando scrivi o quando non scrivi?
Amélie È la prima volta che cito musica nei miei libri, ma è un elemento molto importante nella mia vita. Se la cito in questo libro è proprio perché per me ha un ruolo molto importante. In Arancia Meccanica il personaggio che uccide per mettersi nella predisposizione di uccidere ascolta molto spesso la nona di Beethoven; io ho pensato a quale musica avrebbe messo me nella condizione di uccidere e ho pensato che quella dei Radiohead sarebbe stata adatta.
Monica Ascolti musica quando scrivi?
Amélie Assolutamente no perché quando scrivo ascolto la mia musica e non posso avere influenze esterne.
Wuz - la bibliografia di Amélie
I titoli Reading Teathre
| 03 aprile 2007 | | Di Sara Marchesi |
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