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Intervista

Aldo Nove: "In principio era il profumo"

Come il protagonista di “Controcorrente” di Huysmans, e come quello de “Il profumo” di Suskind, Aldo Nove prova a mettere su carta la più ineffabile delle esperienze sensoriali. Il risultato delle sue ricognizioni a cavallo della selletta del naso è un libro colto, raffinato nei riferimenti e ricco di rimandi sinestetici a quello che forse è il senso meno indagato dalla letteratura (a pari merito con il tatto). 
Dunque "All'inizio era il profumo", pubblicato da Skira, è un prezioso viatico per chi voglia varcare una soglia che è allo stesso tempo presagio di delizie e di pericoli, in compagnia di un Cicerone d'eccezione. Nove

Qual è la figura retorica più importante, per uno scrittore che voglia misurarsi con un’impresa così difficile?

Direi la metafora. Non abbiamo sviluppato, in millenni di letteratura, un lessico adatto a descrivere i profumi. E dunque usiamo sempre e inevitabilmente il "come se"... Il profumo viene sempre paragonato a qualcos'altro...

“Il naso viene dopo occhi e orecchie, in una gerarchia delle esperienze sensoriali”. Perché viviamo in una società osmofobica? Qual è la qualità intrinseca dell’odorato che lo rende negletto, rispetto agli altri sensi?

Credo che da una parte, anche inconsciasmente, "spaventi", anche perché è il meno controllabile di tutti: un profumo, o un odore forte, letteralmente ci travolgono. Lo stesso vale per la verticalità della sua esperienza rispetto al ricordo: è il più potente di tutti, ci obbliga a ricordi anche ancestrali e spesso confusi... Poi c'è il fatto culturale. La filosofia lo ha sempre messo all'ultimo piano tra i sensi. E culturalmente la sua ambivalenza (puzza/profumo) lo ha reso difficilmente "maneggiabile".

Tre odori, fra i tanti che ricordi, e una breve, epigrafica descrizione di ciascuno di essi.

Quello del campo dei narcisi, che descrivo nei libri, stordente e paradisiaco. Tutto l'opposto delle sostanze chimiche della cantina di mio nonno, sempre descritte nel libro. Nella cantina di mio nonno andavo a annusare il verderame e la trementina. Ricordo anche una bottiglietta. Profumi forti e prossimi a una sorta di droga "olfattiva". Mentre tra gli infiniti profumi commerciali oggi mi piacciono ricordare le diverse note di tabacco di alcuni profumi di Tom Ford, tra tutti "Tabacco Vanilla": caldi e avvolgenti.

Breve vademecum per chi voglia iniziare ad orientarsi consapevolmente nel mondo dei profumi… Quali esperienze consiglia?

Fare pratica ogni volta che ci avviciniamo a un frutto, a un fiore. Cercare di coglierne i differenti livelli... Annusare i mandarini, ad esempio, è un'esperienza bellissima. E invita alla calma, alla riflessione e al piacere...

La biografia dell'autore 


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