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Intervista

Calabuig: appena nato è già grande! Intervista a Mariarosa Bricchi, direttore editoriale

Si chiama Calabuig, è una nuova casa editrice che nasce sotto i migliori auspici e dal 24 ottobre lo si potrà incontrare nelle corsie e fra gli scaffali delle librerie. 
Due titoli, per aprire le danze e far capire ai lettori di cosa si parlerà: sono Il romanzo luminoso dell'uruguagio Mario Levrero, eccentrica figura di scrittore, fotografo, libraio, enigmista, e la raccolta di racconti La signora Melograno di Goli Taraghi, autentica grande signora della letteratura iraniana, nata a Tehran e oggi residente a Parigi, dove ha ricevuto l'onorificenza di “Chevalier des Arts et des Lettres”.
"Qualità letteraria e libertà di scelta sono i timoni del nostro nuovo marchio" sottolineano gli editori Vera Minazzi e Sante Bagnoli (Jaca Book), "un marchio che nasce per accompagnare i lettori alla scoperta di narratori inediti contemporanei e della seconda metà del Novecento destinati a diventare gli scrittori di culto di domani. Sarà privilegiata una politica d’autore che punta a scoprire più opere della stessa penna, e al tempo stesso proporre una ricca varietà di prospettive e provenienze culturali".
Noi abbiamo voluto saperne di più, e per parlare di Calabuig quale interlocutore migliore di Mariarosa Bricchi, direttore editoriale della neonata casa editrice? 

CoverbricchisMariarosa Bricchi fra le copertine dei due libri in uscitaL'intervista 


L’editoria soffre, si dice dappertutto (e i segnali di crisi, in effetti, non mancano). Ma in mezzo a tanta sofferenza c’è anche qualche segnale positivo. Cosa significa far nascere oggi un nuovo marchio?


E’ una scommessa, e un’avventura.
Gli editori e io siamo ben consapevoli della difficoltà del momento.
Ma crediamo anche che in questo paese esistano i lettori veri, interessati al piacere, alla scossa elettrica che solo i bei libri sanno dare.
Qualche volta l’editoria, quei lettori, li maltratta, inondando le librerie di testi rivolti, invece, ai non-lettori.
Noi vorremmo dare “materie prime” a chi ama i libri e la lettura.

Tre parole per definire lo spirito di Calabuig e conquistare un lettore curioso.

Scoperta. Sorpresa. Piacere.

CalabuigtrisAlcune precedenti incarnazioni di Calabuig nella storiaDomanda d’obbligo: chi (o cosa) è il “Calabuig” da cui la casa editrice trae il proprio nome?

Per noi, Calabuig è, prima di tutto, puro suono: una parola bizzarra ed evocativa che, in qualche modo, apre la porta ai suoni delle tante lingue degli autori che pubblicheremo.
Detto questo, l’idea del nome è arrivata da un film degli anni cinquanta del regista spagnolo Luis Garcia Berlanga, scritto da Ennio Flaiano.
Calabuig, che dà il titolo al film, è un paesino sperduto sulla costa catalana: uno strano piccolo paradiso, un altrove e un rifugio, come qualche volta sono i libri.

I due titoli scelti per il lancio, e gli annunci dei titoli che a essi faranno seguito, configurano un assortimento eterogeneo quanto basta per incuriosirci. Qual è la linea?

Abbiamo deciso di allontanarci: nello spazio e, qualche volta, nel tempo. Pubblicheremo libri e scrittori che arrivano da molti paesi diversi e scrivono in lingue diverse. I libri saranno nuovi o, qualche volta, testi importanti del secolo scorso che non erano mai arrivati in italiano.
Il filo rosso, nella varietà che vogliamo e cerchiamo è uno solo, il più semplice: la capacità di ogni singolo libro e del loro insieme di accendere, una volta di più, il piacere, il gusto, il desiderio di leggere.
Il secondo aspetto per noi decisivo è nella cura dei testi, che sono affidati a traduttori di qualità (il cui nome compare in copertina), e sono quindi sottoposti a un editing attento.

GolitaraghiGoli TaraghiGoli Taraghi e Mario Levrero aprono le danze: due autori pressoché sconosciuti in Italia ma ben noti nelle rispettive patrie (Iran e Uruguay). Che scritture dobbiamo aspettarci, in “La signora melograno” e “Il romanzo luminoso”? Quali sono i temi? E quali gli stili?

Goli Taraghi, grande signora della letteratura persiana che vive da decenni a Parigi, racconta storie che nascono dall’avventura della lontananza, e ha saputo trasformare lo spaesamento dell’esilio in uno sguardo che cattura colori e dettagli altrimenti appannati dall’abitudine. I suoi personaggi, sempre un po’ stranieri a se stessi, sono costruiti con una cifra inconfondibile, fatta di osservazione acuta, impazienza e tenerezza.

Il romanzo di Mario Levrero che, da Montevideo, ha rivoluzionato il paesaggio della narrativa latinoamericana, propone un mondo mentale ricco, disarticolato, sorprendente, e guida il lettore in una storia di lussuosa immaginazione.
“ll romanzo luminoso” è, infine, la cronaca di una vita normale, che si mostra per quello che è: un’avventura, fascinosa e strana come il più aggrovigliato degli intrighi.

MariolevreroMario LevreroIl nome dei traduttori è appena più piccolo di quello dell’autore, in copertina. Era ora, verrebbe da dire…

Sì, era ora!

“La signora melograno” è una raccolta di racconti. In Italia, si dice, le short stories da molto tempo fanno fatica a farsi spazio nelle abitudini dei lettori. E’ davvero così?

I racconti sono, ne sono convinta, un genere maggiore.
Sfidano lo scrittore a non sprecare una parola, e il lettore a un investimento di tempo non frammentabile (un racconto è sempre meglio leggerlo in una sola seduta, quindi impone, più che un romanzo, ritmi di assunzione non negoziabili). I racconti davvero belli sanno tessere piccoli misteri, suggeriscono senza spiattellare, misurano la tenuta della trama. Proprio racconti, come quelli di Goli Taraghi e dell’argentina Hebe Uhart (che pubblicheremo nel 2015), sono stati alcune delle scoperte che ci hanno dato più piacere. E che speriamo ne daranno anche ai lettori. Le abitudini di lettura possono evolversi, e il Nobel ad Alice Munro è un segnale importante in questa direzione.

I comunicati di presentazione del nuovo marchio mettono l’accento sulla qualità che viene profusa nella cura editoriale, come ad asserire con forza che i libri – a dispetto di quanto sembra accadere nella frammentazione e nella “terziarizzazione” della filiera editoriale – devono essere fatti da chi li conosce e li ama.
Sembra ovvio, ma non c’è anche un moto di “orgoglio di settore” – per così dire - nell’imbarcarsi oggi in un’impresa che può apparire un po’ donchisciottesca?

Be’, credere nella qualità e nella dignità del mestiere di editore è una scelta, e mi è piaciuto molto trovare quello che lei chiama “orgoglio di settore” in ogni aspetto del lavoro quotidiano qui in Jaca Book. Calabuig è nata perché l’hanno voluta alcune persone che sono convinte di fare un lavoro bello e importante. Ora incrociamo le dita!

La signora Melograno si presenta ai lettori delle librerie Lovat di Trieste e Villorba, rispettivamente il 25 e 26 ottobre.
Goli Taraghi, nell'occasione, incontra il pubblico.
La stessa autrice sarà poi alla Libreria Open di Milano il 28 ottobre per presentare la sua raccolta di racconti e festeggiare la nascita di Calabuig.
Si prosegue alle Librerie Coop Zanichelli di Bologna (29 ottobre) e alla libreria IBS di Roma (30 ottobre).

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