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Gabriel's Inferno: l'erotismo della Divina Commedia secondo Sylvain Reynard


Esce in Italia Tentazione e castigo, il primo volume della trilogia erotica Gabriel's Inferno, un romanzo che appassionerà chi ha letto e amato la saga Cinquanta sfumature di E.L.James. Abbiamo intervistato per voi il misterioso autore canadese che si cela dietro lo pseudonimo di Sylvain Reynard.


Come è nato Tentazione e Castigo? Da dove è arrivata l’ispirazione per questo romanzo?

Sono tanti gli elementi che hanno contribuito: gli scritti di Dante sono stati di grande ispirazione per questa storia, insieme con le opere di Botticelli e di Henry Holiday. Ma anche gli scorci e le vedute della città di Firenze mi hanno ispirato in vari modi. È stato proprio a Firenze che mi è venuta l’idea di un professore arrogante e sgarbato che trova la sua metà in una studentessa dolce e timida.


La storia di Gabriel e Julia è arrivata come una folgorazione oppure è stata frutto di un lungo lavoro?

I temi del romanzo – amore, passione, redenzione e perdono – sono pensieri ricorrenti per me, mi girano in testa da sempre, e continuano a essere presenti anche ora. Invece la storia di Gabriel e Giulia è arrivata velocemente. L’ho subito abbozzata e ho iniziato a scrivere.


Chi sceglierebbe come suo Virgilio per accompagnarla in un viaggio come quello di Dante? E perché?

Ottima domanda! Per un viaggio come questo vorrei al mio fianco un compagno che possa essere allo stesso tempo un modello di riferimento e un amico. Quindi sceglierei la persona che amo, perché non potrei immaginare un mondo nel quale non siamo insieme.


Da dove nasce questa grande passione per la Divina Commedia?

La Divina Commedia rappresenta una disamina affascinante dei vizi, delle virtù e della forza dell’animo umano. Ma racconta anche efficacemente il bisogno di perdono e redenzione insito in ognuno di noi. Sono poche le opere che hanno questa caratteristica. Senza nulla togliere ad altri classici della letteratura, penso che quest’opera sia semplicemente la migliore nel descrivere la condizione umana.


In Gabriel’s Inferno - Tentazione e castigo, anche la descrizione di un bacio può essere un capolavoro. L’arte può essere di grande ispirazione, ma quanto c’è di personale nelle emozioni di cui leggiamo nel libro?

Ci sono aspetti del romanzo che sono solo immaginari, altri che prendono spunto dalla mia esperienza. Direi che è il libro è il risultato di una buona miscela di entrambi.


Crede che l’amore visto attraverso i romanzi e le commedie romantiche, che il pubblico femminile sembra apprezzare così tanto, sia conforme alla realtà? E l’amore non consumato, come quello di Dante e Beatrice, diventa amore eterno proprio perché non mai vissuto pienamente?

Tutti hanno bisogno d’amore, questa è la realtà. Le varie forme dell’amore, come vengono raccontate nei romanzi, forse non sono sempre fedeli al mondo reale, ma è vero che molti hanno la fortuna di vivere un grande amore. La seconda parte della domanda è interessante: credo che sia vero che il non aver consumato alimenti la passione di Dante per Beatrice. È possibile che, se i due avessero consumato, il loro amore si sarebbe raffreddato. È però ugualmente possibile che si sarebbe rafforzato e diventato ancora più profondo col passare del tempo. È triste, ma non lo sapremo mai.


Qual è la sua scena preferita del romanzo? E quella che si è divertito di più a scrivere?

La mia scena preferita è senza dubbio quella dell’incontro tra Gabriel e Julia nel frutteto. C’è qualcosa di primordiale e un parallelo, che ho cercato fortemente di ricreare, con l’incontro tra Dante e Beatrice quando erano bambini. La scena che ho preferito scrivere è stata quella durante il seminario su Dante, quando il Professore e Julia iniziano a discutere di qualcosa che non ha niente a che vedere con Dante e Beatrice. È stato divertente immaginare gli altri studenti che si chiedevano che cosa stesse succedendo tra i due.


Lei scrive di passione e romanticismo con uno stile molto diverso dagli stereotipi maschili legati al sesso e all’erotismo. Come lo spiega?

Per rispondere a questa domanda chiedo aiuto a Shakespeare e cito Amleto: «Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia».


Il romance è considerato un genere per lo più per scrittrici donne. Perché ha deciso di scrivere un romanzo di questo tipo?

In realtà non ho mai deciso di scrivere un romance. Ho sempre avuto l’idea di scrivere un romanzo che parlasse di redenzione e che fosse prima di tutto una storia d’amore. Quindi la mia intenzione era di scrivere un genere differente.


Molti fan della serie identificano il professor Gabriel Emerson con il modello inglese David Gandy. Lei si è ispirato a qualcuno in particolare per questo personaggio?

Quando ho scritto i primi due romanzi della serie di Gabriel’s Inferno non sapevo neppure chi fosse David Gandy, quindi non può essere stato di ispirazione per il personaggio. Ma in effetti è vero che moltissimi lettori vedono Gabriel in lui e infatti hanno creato fotografie e immagini che ricreano alcune scene del libro che lo vedono protagonista. Capisco perché sia nata questa identificazione, ma personalmente non avevo in mente nessuno in particolare mentre scrivevo.



08 aprile 2013  

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