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Intervista

Intervista a Francesca Barra

Francesca Barra ha scritto con Maria Falcone, Giovanni Falcone un eroe solo. Il tuo lavoro, il nostro presente. I tuoi sogni, il nostro futuro, pubblicato da Rizzoli. Conduce il programma La bellezza contro le mafie su Radio1 Rai ed è in tour con il suo spettacolo Storie di donne non ordinarie, di cui è regista e autrice

Quando hai incontrato per la prima volta Maria Falcone? Come è nata l’idea della collaborazione per questo libro?

Ho pensato che mai come in questo periodo storico di crisi e delusione ci fosse bisogno di un riferimento alto e concreto. Giovanni Falcone raccontato dalla sorella riesce ad essere umanamente vicino alle nuove generazioni. Credibile. Ecco anche perché la signora Falcone ha accettato di raccontarmi la sua storia vent'anni dopo.
 
Qualcuno ha scritto che le stragi di Capaci e via D'Amelio sono stati l'11 settembre dell'Italia. Gli italiani ricordano esattamente dove si trovavano in quel momento. Tu che ricordo hai di quei giorni?  Questo come ha influito nella tua scrittura e nel tuo impegno per “La Bellezza contro le mafie”?
Ero una adolescente distratta che stava crescendo in un paese lucano. Abbiamo ricevuto pochi stimoli culturali nelle scuole e questo sì che ha influenzato le mie scelte future. Io dovevo capire il mondo conoscendolo, studiandolo. Colmando vuoti di informazione.


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Nella prefazione al libro scrivi di come l'esempio di una figura "alta" come quella di Giovanni Falcone, abbia aiutato le generazioni future a diventare adulte. Vent'anni dopo le terribili stragi di Capaci e via D'Amelio, che riscontro hai avuto dai giovani, dagli studenti, nelle scuole?
I giovani sono affamati e non possono tuttavia abbandonarsi alla follia, come qualcuno giustamente auspicava. Ma loro sono bellezza, sono speranza e partecipazione. Sono coscienti, ci stupiscono con le domande. Hanno bisogno di avere risposte e noi siamo in dovere di fornirgliele.
  
Cosa sono le Navi della legalità? Puoi parlarci di questo progetto?
Tremila giovani che si imbarcano con Don Ciotti, me e tanti altri marinai d'eccezione che insieme cercano di unire le forze per un movimento culturale di rinnovamento. La vera rivoluzione avviene dopo che le marce si trasformano in progetti.

Roberto Scarpinato ha definito Falcone e Borsellino, e prima di loro Costa, Chinnici e Dalla Chiesa, avanguardie isolate dell'antimafia, denunciando il clima di ostracismo e isolamento in cui furono lasciati. Il sottotitolo del tuo libro riprende questo concetto. Oggi qualcosa è cambiato o ancora i servitori dello stato devono lottare contro la solitudine e il clima di diffidenza?
La diffidenza è alla base della delusione e ha bisogno di continue prove. La solitudine invece di cui furono vittime gli uomini citati, è forse uno di quegli errori che oggi nessuno potrebbe commettere. La solitudine oggi la vivono soprattutto i familiari delle vittime di mafia, i testimoni di giustizia. Gli uomini e le donne oneste che subiscono una perdita, la violazione di un diritto fondamentale come è il diritto alla vita.  

Come si fa ad uscire dal sistema delle commemorazioni per entrare invece in un clima di coscienza costante?
La memoria è un allenamento. L'uomo è fatto di memoria e non solo di giorni di memoria. Allenamento. Ecco come si fa. E cultura.  

Paolo Borsellino in un suo discorso dice che la vita di Falcone è stata un atto d'amore. Quanto si sottovaluta oggi la portata di questo sentimento nella società civile?
È stato oggetto di un mio intervento ieri ad un incontro politico. Ho chiesto che si torni a parlare di amore. Di valori reali. Non come quelli strumentalizzati durante feste ad hoc. Per ora le ho sentite onestamente pronunciare solo ai giovani che le chiedono e a Don Ciotti. Uno degli uomini migliori che ha il nostro paese. Onestamente coinvolto. Sembra portatore di pene infinite, ma contagia ugualmente con la sua fede nella bellezza.  

Dopo due libri, sulle figure di Giovanni Falcone e Mario Francese, quali sono i tuoi impegni futuri?
Continuerò ad occuparmi di bellezza. Quella etica. Con tutti gli strumenti a disposizione. Ad iniziare dal teatro...


22 maggio 2012  

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