WUZ  
  HOME | domenica 12 febbraio 2012
Cerca nel sito
INTERVISTA

Serena Gaudino parla di Scampia

rEsistere a Scampìa


Serena Gaudino, animatrice culturale dell’Associazione Presidi del Libro Campania, parla delle iniziative per Scampìa, di come cercare di trasmettere (e magari riuscirci) più fiducia e più futuro in un quartiere difficile, scardinando pregiudizi, mostrando ai giovani che esiste anche "qualcosa di diverso, di più profondo di più difficile ma di più umano.
Poi loro dovranno scegliere e lo faranno, ne siamo convinti, con maggiore senso critico. Forse spacceranno ancora è vero ma sempre meno se nelle loro mani oltre alle automobili, ai motorini, ai telefonini compare ogni tanto un libro".


Da circa un anno è nato un Presidio del Libro a Scampìa. È possibile fare un'analisi di ciò che è accaduto in questi mesi? Come hanno reagito i ragazzi e le famiglie? Quanto hanno partecipato alle vostre iniziative e sfruttato la nuova possibilità che gli avete offerto? E, ancora, le istituzioni hanno dato qualche contributo?

Dopo un primo momento dedicato soprattutto alle questioni pratiche e organizzative, la Biblioteca del Centro Hurtado, sede del Presidio del Libro di Scampìa, oggi viaggia a pieno regime. Nel senso che sono state attivate le due borse di studio per i ragazzi che si occupano della gestione e animazione della struttura e si è elaborato un programma di attività che tiene conto del territorio in cui si opera.
Tra i frequentatori più assidui ci sono i bambini legati ai gruppi scout e religiosi ma attraverso un lavoro capillare e continuo si stanno conquistando anche i bambini più a rischio. Naturalmente è un lavoro lungo e difficoltoso perché siamo costretti continuamente a dover scardinare pregiudizi e a combattere con fasce sociali dove la cultura è relegata a fanalino di coda, se siamo fortunati.
Per quanto riguarda le istituzioni, siamo tutti grati al Comune di Napoli che ha costruito materialmente il centro Hurtado mentre i contributi specifici sul progetto di presidio si sono fermati all’evento del 2 aprile scorso (rEsistere a Scampìa… nel segno di Andersen) in quanto, paradossalmente, la Regione è interessata a sostenerci ma soltanto se proponiamo eventi.
E noi, proprio in linea col concetto di Presidio del Libro siamo meno propensi ad accettare l’”eventologia” mentre vorremmo lavorare sulla progettazione culturale di cambiamento e sviluppo.
Ed è questo che facciamo, senza, quindi, apporti economici ma esclusivamente col volontariato. Naturalmente il discorso è diverso per i borsisti che sono finanziati dalla Regione Campania attraverso l’Università Federico II.


Dove si colloca la sede del Presidio di Scampìa? Avete avuto problemi, intimidazioni o qualche velata minaccia o la criminalità ha ignorato l'esistenza di questo nuovo luogo di ritrovo?

La sede del presidio coincide con il Centro di Formazione Alberto Hurtado affidato dal Comune di Napoli alla Compagnia di Gesù.
Padre Fabrizio Valletti ne è l’artefice in capo. Problemi fino ad ora non ce ne sono stati, il livello in cui si opera è, come dire, subliminale rispetto a quanto si aspettano e a cui si possono opporre i vari sistemi camorristici. Quello che vogliamo fare soprattutto è contaminare!
Cercare di far cambiare prospettiva a qualcuno, se non a tutti, i bambini e i ragazzi che frequentano il centro e attraverso loro col tempo, allargare le fasce di popolazione civile e culturalmente libere. È un lavoro lungo, certo, lunghissimo anzi. La cui fine forse non vedremo mai ma è l’unico modo per cercare di cambiare qualcosa in questa terra così difficilmente gestibile. Per il momento quindi tutto tace. Probabilmente quando riusciremo a strappare qualche lavoratore alla mala allora qualcuno se ne accorgerà.


L'anno passato avete organizzato una Festa della letteratura per ragazzi intitolata "rEsistere a Scampìa", ci sarà anche quest'anno? Qual è lo scopo di questa iniziativa?

Bambini di Scampìa - © S. Cardone
Sì, abbiamo intenzione di riproporla anche quest’anno. Speriamo quindi in un nuovo aiuto da parte degli editori che hanno aderito lo scorso anno (tra gli altri Topipittori, Sinnos, Babalibri, Nuove Edizioni Romane, Fatatrac, Colonnese, Orecchio Acerbo), e nella Regione Campania soprattutto che vorremmo più vicina e più attenta alle esigenze di un progetto come questo che ha bisogno di sostegno continuo e pianificato.
Lo scopo dell’iniziativa è semplice: cerchiamo appunto di accendere una volta all’anno un faro sul quartiere e portare un mondo che a questi bambini è notoriamente precluso.
Lo scorso anno abbiamo ingaggiato saltimbanchi, trampolieri, giocolieri ed erano tutti felici e spaesati. Uno spettacolo commovente. E poi li abbiamo messi in contatto con gli scrittori, con gli illustratori e li abbiamo fatti disegnare, giocare e sognare in un luogo, il giardino di Scampìa, meraviglioso ma assolutamente deserto normalmente, per niente frequentato dalle famiglie. E poi c’è da dire, a vantaggio dell’evento, che quel giorno lo spaccio di cocaina si è fermato per un giorno intero! Perché? Perché c‘eravamo noi a contaminare e presidiare.


Quale peso ha, a suo parere, l'avvicinare i ragazzi alla lettura nella prevenzione del crimine e nella formazione delle coscienze? In questo senso vedete dei risultati, magari limitati ma tangibili?

La lettura è di per sé un modo denso e giusto per formare una coscienza, soprattutto una coscienza civile e libera ma soprattutto critica.
Non si pretende qui di cambiare le sorti dell’intero quartiere o risolvere il problema della criminalità ma mostrare ai giovani che esiste anche qualcosa di diverso, di più profondo di più difficile ma di più umano. L’obiettivo è quello di portare e mostrare la normalità delle cose e la lentezza con cui si raccolgono i risultati e la profondità delle azioni che poi, speriamo, durino nel tempo. Poi loro dovranno scegliere e lo faranno, ne siamo convinti, con maggiore senso critico. Forse spacceranno ancora è vero ma sempre meno se nelle loro mani oltre alle automobili, ai motorini, ai telefonini compare ogni tanto un libro. È una questione di sogni, di eternità, di fantasia che si oppone ancora, oggi, al maledetto tutto e subito e alla coscienza di dover o poter morire presto, troppo giovani.


La Coop Adriatica ha raccolto per la Biblioteca di Scampìa circa 700 nuovi titoli che sono stati consegnati all'Epifania. Com'è nata la collaborazione? Avrà un seguito?

La collaborazione è stata importantissima per tutti noi. L’idea da parte di Coop di investire socialmente sul quartiere di Scampìa è nata grazie al fortunato incontro con Mattia Fontanella, il responsabile dei soci Coop. È stato lui che ha proposto questa avventura, nata a ottobre dello scorso anno in occasione della manifestazione Ad Alta Voce.
E proprio lì a Bologna fu lanciata “Dona un libro ai ragazzi di Scampìa”: e furono allestiti gazebo e punti di raccolta nelle “librerie.coop” per accogliere i libri che i cittadini bolognesi e i soci coop decidevano di lasciare. I libri raccolti sono stati 800 circa, molti addirittura dedicati. Speriamo che in futuro si possa realizzare un sogno: organizzare anche a Napoli Ad Alta Voce coinvolgendo la Lega Coop Tirreno.


La recensione di Gomorra di Roberto Saviano
La recensione di Le ribelli di Nando dalla Chiesa
La recensione di Racconti e Canzoni di Pippo Pollina

Intervista a Gian Carlo Caselli
Intervista a Nando dalla Chiesa
Intervista a Mario Portanova
Intervista a Pippo Pollina


Film italiani sulla  criminalità organizzata
Libri italiani sulla criminalità organizzata


Biografia



17 gennaio 2007 Di Giulia Mozzato


Condividi su:


Copyright © 1996/2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato.
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.

Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb

Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.