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Giulio Mozzi: si nasce scrittori, ma non sempre poi lo si diventa davveroPrendendo spunto da un libro pubblicato da Corbaccio, un nuovo manuale che, anche se in forma originale, riprende l'annoso tema dell'insegnamento creativo della scrittura, ci siamo chiesti: ma allora scrittori si nasce o si diventa? C'è qualcuno che può affermare, parafrasando Totò, "e io lo nacqui"?
Ecco la risposta di Giulio Mozzi.
Si nasce. Ma non sempre chi nasce scrittore poi lo diventa davvero: potrebbe essere troppo occupato a sbarcare il lunario, o a difendersi da chi lo vuole accoppare.
Nascere scrittore in una famiglia colta e benestante del "miracoloso Nord-Est" italiano - e in una famiglia così sono nato io - non è come nascere scrittore in una famiglia né colta né benestante dello stesso miracoloso eccetera, o in una famiglia della mioranza armena in Turchia, o a Timosoara negli anni Ottanta, o oggi a Bagdad a o Nairobi o a Los Angeles o a Buenos Aires o - e così via.
C'è chi diventa davvero, nonostante le condizioni avverse. Tutta la mia ammirazione (spero non suoni ipocrita).
C'è chi diventa davvero, circondato da condizioni favorevoli. Costui o costei non dovrebbero mai dimenticarsi di essere nati nel privilegio, e agire di conseguenza.
| 07 settembre 2010 | | Di G.M. |
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