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INTERVISTA

Adam Thirlwell, "scrittore d'avanguardia" amato da Granta


Ha pubblicato due romanzi per Guanda, Politics e La fuga, oltre che racconti editi da Granta, prestigiosa rivista di letteratura che lo ha inserito tra i maggiori talenti della sua generazione. Adam Thirlwell, parlando di se stesso, si definisce uno scrittore d'avanguardia, e lo ha dimostrato una volta ancora. Durante la Milanesiana ha fatto distribuire un volantino, con una curiosa provocazione che dice molto su di lui come scrittore. Nel corso della manifestazione, il giovane autore britannico ha poi risposto alle domande di Dino Messina, collaboratore del Corriere della sera, chiacchierando con lui e il pubblico di questa e di altre note distintive del suo stile narrativo.


Photo: Teri Pengilley

Ha distribuito, durante uno degli appuntamenti della Milanesiana 2010, un racconto, la storia di un soldato britannico imprigionato, sotto processo per le torture inflitte ai prigionieri in Iraq. Il suo è certamente un modo per dimostrare il suo impegno, la sua volontà di occuparsi di temi sociali, storici e politici. Questo breve racconto è stato forse la sua personale maniera di richiamare l’attenzione su drammi contemporanei? È questo il senso che intendeva conferire all'estratto?


La storia in realtà, tratta di una accusa di tortura nei confronti di un soldato britannico, di violenze che avrebbe perpetrato su un prigioniero iracheno. Il punto di partenza è stata questa storia, basata su una vicenda realmente accaduta, recentemente portata davanti alla corte di giustizia. Quello che mi interessava, era analizzare i due aspetti di un evento, ciò che può essere vero e ciò che non lo è, mi piaceva giocare con questa duplicità della situazione, verità o non verità. Originariamente avevo pensato di pubblicare questo racconto su un quotidiano, in forma anonima, poi di distribuirlo sottoforma di vero e proprio manifesto, un poster... Elisabetta Sgarbi, invece, ha avuto la brillante idea di diffonderlo come un volantino anonimo, che riportasse questa storia, di cui nessuno aveva ricevuto informazione, perché non se ne era parlato... mi interessava vedere quale sarebbe stata la reazione del pubblico in generale, sia di coloro che avevano avuto modo di venirmi ad ascoltare, e che quindi sapevano di che cosa avevo parlato, sia di chi lo leggeva senza aver mai sentito parlare né di me né di altro. A questi ultimi, in particolare, sarebbe rimasto il dubbio, non sapendo se considerare o meno il fatto come reale. Non sono sicuro che sia stato fatto con un intento provocatorio, in realtà era più un test per me stesso, volevo vedere che cosa fare una volta acquisiti dei dati di cui non si conosce la veridicità. Voleva poi essere una sorta di metodo per indagare come le informazioni vengono recepite e diffuse.

Personalmente l'ho letta come una sorta di dichiarazione di poetica, una nuova linea che ha intenzione di seguire a partire dai prossimi libri... o è stata invece semplicemente una cosa estemporanea?

È un argomento su cui ho sempre voluto scrivere qualcosa, e alla fine l’ho fatto. Ho la tendenza a vedere la realtà sempre come qualcosa di comico, e la cultura è esattamente l'opposto della comicità. Mi interessava andare a vedere come si poteva affrontare un argomento come questo, quello della tortura, che solitamente viene trattato nella filmografia e che quindi, per tale ragione, appare al pubblico quasi come una fiction. È invece un atto estremamente crudo e drammatico, che si verifica nella realtà. Tuttavia devo dire che mi ha divertito questo gioco di pubblicare la storia in maniera anonima, mi ha consentito di preservare la mia integrità come scrittore, come romanziere, e insieme mi ha permesso di esplorare un argomento per me importantissimo, che però non è così vicino alle tematiche che tratto generalmente.


Photo: Eamonn McCabe

C'è uno scrittore che in qualche modo considera come il suo maestro o magari che reputa come il suo autore preferito?


Come tutti coloro che hanno studiato letteratura all’università anche io ero ossessionato non solo dalla lettura ma anche dalla scrittura, e come tutti ho avuto anche io una serie di maestri a cui mi ispiravo. Oggi come oggi mi sento di dire che non ho maestri, non ho modelli sono io e solo io. Ma è anche vero che uno si può presentare come uno scrittore e raccontare di sé come scrittore in maniera totalmente diversa da come poi è nella realtà...

Per lei il ruolo dello scrittore è effettivamente quello di andare in qualche maniera contro l’opinione corrente?

Uno scrittore è, inevitabilmente, controcorrente, per la qualità del proprio lavoro creativo, della propria immaginazione, semplicemente per la capacità di andare ad analizzare e a ragionare in dettaglio sulle situazioni contenute dei propri scritti. Riflettendo su questo punto mi è venuto in mente L’amante di lady Chatterley. All’epoca della sua uscita è stato scioccante, era assolutamente contro quella che era l’opinione pubblica dell’epoca, la morale, era visto come un libro scandaloso... erano ovviamente altri tempi, ma c'è un momento che io trovo ancora molto trasgressivo, quando il guardiacaccia Mellors fa l’amore con l'aristocratica Connie nei boschi, arriva ad un certo punto il cane che si ferma per un attimo a guardarli, poi sbadiglia annoiato e se ne va. Questa immagine così comica, io la trovo quasi sovversiva, è la parodia di una situazione che dovrebbe essere indecente e immorale, e invece viene ridicolizzata da questo cane che annoiato se ne va.


chi è Adam Thirlwell



26 luglio 2010 Di Angela Contigiani


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