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INTERVISTA

Intervista a Valeria Parrella: Davanti a Françoise Sagan


Françoise Sagan: ragazza e donna malpensante


Claudia Caramaschi incontra la giovane scrittrice napoletana Valeria Parrella per meglio capire il suo rapporto con il romanzo/manifesto di Françoise Sagan Bonjour Tristesse, di cui ha curato l’introduzione nella nuova edizione Longanesi.



Solitamente il ritratto di Françoise Sagan è quello di un’ anti-eroina, il suo sguardo nell’introduzione al libro è molto diverso…

Per me Sagan, oltre ad essere una scrittrice che sa scrivere, è una fantastica creatrice di mondi, ergo è un'eroina, cos'altro è un eroe se non qualcuno che mette in gioco tutto se stesso?



Un rapporto il suo con la protagonista del romanzo che, come scrive, “dura sin dall’adolescenza”…

Ho sentito in Bonjour tristesse la mia iniziazione mancata. Sono una donna del sud Italia. Sono figlia di dipendenti statali, anche io ho avuto flirt e precoci sbandate ma avrei preferito vivermele in Costa Azzurra... Ciò che provai la prima volta che lessi il romanzo fu invidia e fascinazione per Cécile, per la sua vita, per la sua distanza emotiva…


Cécile come lei scrive “è al di là del bene e del male”...

La protagonista diciasettenne del romanzo incarna la leggerezza del benessere, è la sua stessa pelle, l'età, che non hanno rivali, che non si devono confrontare con il mondo ergo sono al di là del giudizio, sono al di là del bene e del male.


Oggi come rilegge Bonjour tristesse?

Oggi capisco che è un dramma, mentre allora mi sembrò un romanzo. Leggere Bonjour tristesse prima alla fine del liceo e poi da adulta è come attraversare due volte lo stesso fiume. Eraclito direbbe che non è possibile e per l’uso che lui fa della metafora è un’affermazione esatta. Come lettrice è come se io avessi attraversato il fiume delle parole di Françoise Sagan due volte, una prima guardando un argine, una seconda, a vent’anni di distanza, osservando l’argine opposto.


Lei sottolinea anche la modernità di scrittura della scrittrice francese…

Credo che sia una trasversalità di scrittura femminile del novecento e che abbia avuto inizio già con le storie lesbochic di Virginia Woolf.




08 febbraio 2010 Di Claudia Caramaschi


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