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Che tempo farà? Che mondo sarà? Luca Mercalli ce lo raccontaNoto al grande pubblico per la sua presenza, competente ma nello stesso tempo ironica, alla popolare trasmissione condotta da Fabio Fazio, Che tempo che fa, Luca Mercalli ha una dote rara: solida formazione scientifica e estrema capacità divulgativa. La meteorologia è diventata così una scienza che appassiona anche i profani e il collegamento con il clima e le condizioni del pianeta non è più un mistero per nessuno. Torinese, appassionato di meteorologia fin da giovanissimo, dopo un periodo presso l'Ufficio Agrometeorologico della Regione Piemonte, ha assunto la presidenza della Società Meteorologica Italiana, la maggiore associazione nazionale del settore delle scienze dell'atmosfera; inoltre è anche membro di ASPO Italia. Ha fondato nel 1993 la rivista di meteorologia Nimbus che tuttora dirige. Le buone abitudini, il rispetto per l'ambiente, il tentativo di essere cittadini consapevoli sono perciò presenti anche in un libro di cui Mercalli ha fatto una ricca Prefazione, Confessioni di un eco-peccatore, pubblicato da Edizioni Ambiente. Cogliendo l'occasione dell'uscita del libro e della ripresa della trasmissione di RaiTre abbiamo posto qualche domanda al meteorologo più noto d'Italia che, con grande gentilezza, ci ha risposto.
Confessioni di un eco-peccatore
Le "buone pratiche" quotidiane possono essere veramente utili per la salute del pianeta o sono la classica goccia nell'oceano?
I guasti al pianeta sono stati fatti da miliardi di gocce avvelenate: nello stesso modo anche la soluzione deriverà da miliardi di gocce risanatrici. Ogni gesto di un singolo individuo conta, sempre. L'importante è che lo facciano tutti!
Quali sono, a suo parere, le peggiori consuetudini da modificare? In questo momento ciò che è intollerabile è lo spreco, di energia, di cibo, di materie prime. Non ci sono scuse a giustificazione dello spreco.
Crede che si possa, acquistando dei beni e consumando dei prodotti, almeno evitare di danneggiare l'ambiente o di rafforzare le ingiustizie sociali?
Ogni prodotto è composto da materie prime estratte da miniere o prelevate dalla biosfera, incorpora una certa quantità di energia e produce dei rifiuti. Quindi la scelta responsabile ha un'elevata valenza di salvaguardia della qualità ambientale. A ciò si aggiunge l'equità sociale: il lavoro umano è stato correttamente retribuito o nasconde ingiustizie? Anche se non c'è sull'etichetta, ragionando ci potrete arrivare da soli.
Il commercio equo e solidale appare in una luce negativa nel libro di Pearce: è quindi un errore sostenerlo?
Non appare sempre in una luce negativa, ma solo quando se ne analizzano le diverse circostanze regione per regione e prodotto per prodotto. È un dominio così vasto che è impossibile generalizzare! Pearce vuole solo darci gli strumenti per riflettere e applicare un metodo critico quando siamo di fronte a un acquisto, caso per caso.
Un'ultima domanda: siamo ancora in tempo per arginare il disastro?
Di tempo se ne è perso molto e alcune conseguenze delle scelte degli scorsi decenni peseranno irrimediabilmente sul futuro, pensiamo alla cementificazione dei suoli, che è irreversibile, o all'aumento del livello degli oceani, che una volta attivato ha tempi millenari. Ma c'è sempre tempo per evitare che il disastro cresca di più. Non c'è alcuna ragione per non darsi da fare. Mica vorrete star lì a guardare senza far nulla?
| 01 ottobre 2009 | | Di Grazia Casagrande |
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