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Intervista

Enrico Nordio racconta il suo debutto discografico, La macchina dei sogni



Enrico Nordio è stato uno dei concorrenti più talentuosi di X Factor 2009. Ci ha rilasciato un'intervista esclusiva per raccontare il suo ep "La macchina dei sogni" che contiene tre brani inediti. A settembre è prevista l'uscita del suo primo album.

L'ep di Enrico, "La macchina dei sogni" 
Leggi l'intervista a Marian Trapassi


Cos’è successo dalla fine di X Factor alla pubblicazione de “La macchina dei sogni”?

C’è stato il lavoro vero e proprio. Ci siamo chiusi in studio, ci siamo seduti a tavolino davanti a un buon bicchiere di vino, per pianificare tutto quello che sarebbe accaduto nei mesi successivi alla mia uscita dal programma. Abbiamo fatto un sacco di riunioni in casa discografica, su management, pubblicità eccetera, per capire proprio come muoversi, capire come strutturare i pezzi, anche a livello di arrangiamenti. Un bel lavoro. Io ho fatto avanti indietro tra casa mia (Chioggia ndr) e Milano, ospitato molto gentilmente da Marian Trapassi e Simone Chivilò. Abbiamo lavorato molto, fino a notte tarda, perché eravamo stretti con i tempi. Perciò mi sono proprio calato dentro questo mondo a pie’ pari. Non ho fatto un passetto alla volta ma mi sono tuffato dentro il mondo della discografia. 


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"La macchina dei sogni"
Da 1 a 10 quanto è cambiata la tua vita nel quotidiano? Riesci ancora ad entrare in un locale senza essere circondato dai fan?  

Dipende da dove mi trovo. Chioggia che è il paese da dove vengo io è un po’ complicata da questo punto di vista. Non si avvicinano a te, non ti chiedono l’autografo, non ti chiedono di fare le foto. Ti guardano da lontano, sanno chi sei. Mi sento più osservato. La vita quotidiana cambia anche nelle piccole cose. La suoneria del cellulare per esempio adesso non si abbassa mai, anche di notte, potrebbero arrivare chiamate e messaggi da parte di tutti.  

Tu rispondi?  

Sì. Anche se a volte nemmeno ricordo quello che dico. Le cose cambiano da un momento all’altro, ci sono notti in cui dormi quattro ore, notti dove ne dormi tre, notti dove ne dormi sei. È ovvio che la vita cambi, nelle piccole cose e nelle grandi cose perché ci sono persone che si avvicinano, come Simone e Marian, che ora sono le persone che vedo di più nella mia vita anche più di mia mamma. E persone che si allontanano. Ci sono tempi e modalità che alcune persone non riescono a sopportare perché complicate o assolutamente sconosciute per loro. Si crea un distacco naturale.  

Questo era quello che volevi…  

Penso sia il sogno di chiunque. Questo mio modo di vivere ora, è quello che tutti sognano di vivere anche solo per un breve periodo della propria vita. È una cosa talmente improvvisa quella che mi è successa che non era pianificabile. Di conseguenza la vivo così com’è. Potrebbe durare poco o potrebbe durare tanto però l’importante è viverla bene.  


l'anteprima de "La macchina dei sogni"





Questo ep è un antipasto dell'album vero e proprio?  

L’ep è appunto un assaggio di un album che uscirà a settembre/ottobre. Gli inediti sono tre pezzi abbastanza diversi tra loro. Il filo comune tra tutti è lo stile d’arrangiamento, con molta orchestra dietro, molta produzione. Ci sono grandissimi musicisti che suonano nell’ep. C’è Flavio Scopaz, il bassista di Ramazzotti, la produzione e la scrittura di Marian Trapassi e di Carlo De Bei che è il chitarrista di Mango. Il singolo che dà il titolo al disco, La macchina dei sogni, è un pezzo molto allegro, racconta di un teleimbonitore che vende un macchina dei sogni alla gente per strada. È un po’ quello che è stato proposto a me, una parodia della mia storia. Durante i provini mi hanno detto “OK, X Factor è la tua macchina dei sogni”.

Oltre a quello di interprete che ruolo hai nella realizzazione dell'album?

Non ci sono dei ruoli molto ben definiti. Gli unici sono quelli di Carlo e di Marian. Simone è il produttore ma comunque siamo sempre tutti a tavolino, ognuno dice la sua, ognuno fa quello che vuole ed è tutto molto naturale e semplice. Non ci sono mai stati piccolo screzi, oppure opinioni diverse una dall’altra. Sta filando tutto bene.


I talent show finiranno per essere l'unica soluzione per arrivare con un disco in classifica o rimarranno aperte anche altre strade?  

Io spero non siano l’unica fonte per le classifiche. Attualmente coloro che comprano i dischi non sono solo i ragazzini ma c’è anche il target di coloro che vanno dai trenta ai cinquant’anni. Le classifiche come vengono mosse adesso, cioè attraverso i talent, rispecchiano parzialmente quello che c’è in Italia e quello che ci potrà essere in Italia in futuro. Certo si è perso un po’ quello che è lo spirito di Sanremo o quello di Castrocaro.  

Ma lo spirito della cantina invece c'è ancora?  

Io vengo dalle cantine…  

Però sei dovuto passare da X Factor…  

Sono voluto passare da X Factor  

E senza X Factor ce l’avresti fatta lo stesso?  

Forse con più tempo. È assolutamente una vetrina come lo è Sanremo e come lo è Castrocaro. Io ho avuto questa possibilità, ho provato, nessuno poteva sapere come sarebbe finita. Io vengo dalle cantine come tanti altri che hanno partecipato a X Factor e come tanti altri che partecipano ad Amici. Ovviamente se si vuole anche il cantante deve possedere un background particolare. Uno non può limitarsi a dire “oggi divento cantante e provo ad entrare a X Factor”. Secondo me non basta quello. Ci deve essere una preparazione non solo tecnica ma anche umana. Ci deve essere una storia dietro.  

Ch sono i tuoi artisti preferiti?  

Come gruppo impazzisco per i Beatles, il tappeto di tutta la musica. Tra i nuovi mi piacciono molto i Muse. Come vocalità adoro Luther Vandross e Stevie Wonder. In generale vado matto per la musica che mi trasmette qualcosa, a prescindere dal nome. Se è qualcosa che mi colpisce allora mi fermo e l’ascolto con attenzione.  

Ci sarà un tour?  

Ci sarà un tour quest’estate con X Factor, presenterò l'ep in alcune situazioni, faccio alcune date zero con la band in preparazione dell’uscita del disco di settembre, a cui seguirà certamente un tour promozionale.


30 giugno 2009 Di Francesco Marchetti

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