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Intervista

Montalbano, un nome un destino raccontato da Andrea Camilleri

Montalbano, uno dei commissari più conosciuti e amati d'Italia, nacque dalla penna di Andrea Camilleri negli anni Novanta. In questa intervista, l'autore racconta la genesi del suo nome.
Pubblichiamo la trascrizione di questa intervista realizzata dalla Banca della Memoria per sottolineare, a modo nostro, il primo compleanno di questa importante iniziativa che sta diventando veramente un lugo collettivo di memoria storica importantissimo.



Innanzitutto bisogna dire alcune cose: prima di Montalbano naturalmente io avevo scritto e pubblicato altri romanzi.
Io non ho amicizie letterarie, sono e sono sempre stato isolato, quindi non so come scrivono i miei colleghi.
Un giorno mi resi conto di un fatto del tutto personale, del mio modo anarchico di scrivere un romanzo. Cioè, fino a quel momento avevo scritto solo romanzi storici. Allora: io leggo un libro di storia dettagliato, e arrivato a un certo punto c’è una frase, per esempio, prendiamone una... Il libro che sto leggendo non è precisamente un libro di storia, ma il resoconto stenografico dell’inchiesta parlamentare nel 1875 in Sicilia in tre volumi. Arrivati a un certo punto, il Presidente della Commissione Parlamentare, Senatore Cusa, chiede al Sindaco di un piccolo paese, Nisseno di Caltanissetta: “Signor Sindaco, recentemente ci sono stati fatti di sangue nel suo paese?” “No”, dice il Sindaco, “fatta eccezione per un farmacista che ha ammazzato otto persone”. Il Senatore Cusa allibisce e dice: “E non me lo chiama un fatto di sangue?” e il sindaco “Ma fu per amore”.
Ora, era chiaro che il Sindaco aveva ragione e il Senatore Cusa torto, perchè non era un delitto di mafia, non era una faida fra due famiglie, era un delitto d’amore: vogliamo considerarlo fatto di sangue un delitto d’amore?
No, la cosa mi fece scompisciare dalle risate, devo dire.


E allora io cominciai a scrivere il primo delitto.
Che poi nel romanzo vero questo primo delitto diventa il quarto capitolo.
I miei incipit di scrittura non sono quasi mai gli incipit del romanzo. Poi, questo primo capitolo trova la sua collocazione.
Mi sono chiesto: allora, sei capace di scrivere un romanzo dalla A alla Z, dal capitolo primo fino al capitolo ultimo, senza salti logici nè temporali? Proviamoci.
E mi venne in mente Leonardo Sciascia, che dice che la gabbia migliore per uno scrittore è il giallo, una volta che ti infili dentro la struttura non puoi barare. E ho provato a scrivere il mio primo giallo.
Contemporaneamente avevo finito Il birraio di Preston, che non mi piaceva per niente, era una pizza mostruosa, secondo come l’avevo scritto. E allora cominciai a scrivere questo Montalbano partendo dall’alba, addirittura, per essere ortodosso in tutto, non solo comincia dal capitolo primo, ma comincia all’alba.

Il nome del protagonista mi venne perchè mentre scrivevo questo romanzo stavo leggendo un romanzo di Vásquez Montalbán, Il pianista.
La struttura di quel romanzo mi diede proprio un flash per come ristrutturare Il birraio di Preston.
Cominciai a fare un lavoro affannosissimo: da un lato continuavo il romanzo con Montalbano e dall’altro ristrutturavo Il birraio, accorgendomi che quella era la strada giusta. E così, per gratitudine, il mio protagonista che non aveva un nome si chiamò Montalbano, che oltretutto è anche un cognome siciliano. Quindi Montalbano nacque per un bisogno di ordine e chiarezza interiore.
Scrissi il primo, scrissi il secondo, e dissi, fine. Il secondo lo scrissi per definire meglio il personaggio, e invece capitò quello che capitò.


Trascrizione a cura di Silvia Casati


maggio 2009: Andrea Camilleri scopre la statua di Montalbano dello scultore Giuseppe Agnello collocata su un marciapiede di via Roma a Porto Empedocle


17 giugno 2009  

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