WUZ  
  HOME | domenica 27 maggio 2012
Cerca nel sito
INTERVISTA

Dieci per La Milanesiana ed Elisabetta Sgarbi

Elisabetta Sgarbi fotografata da Julian Hargreaves
Nata da un progetto per dare voce ai protagonisti delle diverse discipline artistiche e della cultura mondiale, La Milanesiana giunge quest’anno alla decima edizione.


Il festival, promosso dalla Provincia di Milano con il Comune di Milano e il sostegno della Regione Lombardia, organizzato dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali / Teatro Dal Verme, propone - dal 22 giugno al 6 luglio - 14 serate dedicate alla cultura internazionale.

Presentazione dell'edizione 2009

È il momento di fare il punto, di riflettere tra passato, presente e futuro.
Lo facciamo con Elisabetta Sgarbi la persona che ha fortemente voluto questa manifestazione, che in questi anni l'ha seguita con passione e che intende continuare a farlo negli anni a venire.


La Milanesiana è giunta alla decima edizione. Tempo di consuntivi, inevitabilmente. Come nacque l'idea di questa manifestazione?

Mi era stata richiesta una manifestazione estiva dalla Provincia di Milano, allora era Presidente Ombretta Colli. Ho provato a stilare un programma con solo mie passioni e incentrato, in gran parte, sulla poesia e la ricerca letteraria, sicura che non sarebbe passato. Invece è piaciuto e siamo partiti.
È stata un’edizione interessante che si è chiusa tra l’altro con Carmelo Bene e Riccardo Muti.
Fin da subito, comunque, si è trattato di un festival basato sull'idea dell’intreccio dei generi, delle esperienze, delle discipline.


Rispetto alle prime edizioni, quali sono state le evoluzioni significative del progetto e dei programmi? È totalmente soddisfatta del lavoro di questi anni, o avrebbe voluto realizzare qualcosa che non è ancora riuscita a fare?

Elisabetta Sgarbi fotografata da Julian Hargreaves
Direi che dal nucleo iniziale, basato sugli intrecci fra letteratura, musica e cinema, ci siamo aperti negli anni ad altri campi, alla danza, alla canzone d'autore, alle arti visive, ma soprattutto alla scienza, che quest'anno figura come voce specifica fin dalla dicitura ufficiale del festival. Una crescita costante, dunque, e un arricchimento in complessità.
Poi, con il sempre maggiore sostegno della Provincia di Milano, la Milanesiana si è allargata ad altri luoghi della città e alle altre Istituzioni.
Siamo passati al Teatro Dal verme, con una capienza di certo superiore; abbiamo istituito gli incontri del mattino alla Fondazione Corriere della Sera, ideale prosecuzione degli incontri serali. Tra questi incontri del mattino uno, almeno, si svolge sempre al Museo della Scienza, che è divenuto partner della manifestazione.
E, da quest’anno, abbiamo istituito La Milanesiana in tram, in giro per la città con un mezzo storico dell’Atm.


Come funziona l'organizzazione che sta dietro a una manifestazione così complessa, che porta e ha portato negli anni a Milano vincitori di Premi
Nobel, Booker Prize, Premi Cervantes, Premi Pulitzer, Palma d'Oro a Cannes, Premio Abel per la matematica, ecc. ? Quante persone lavorano nel corso dell'anno al programma? Esiste un comitato che stabilisce il tema dell'edizione e i nomi degli ospiti?


È una bella domanda, perché spesso, nella Milanesiana, come nell’editoria, si tende a dimenticare l’immenso lavoro che sta dietro le serate del Festival.
Si inizia a lavorare all'indomani della fine di un'edizione per la successiva (ma forse non c’è una cesura, a dire la verità: si pensa già da sempre alla Milanesiana successiva, mentre si sta lavorando alla presente).
Ma oltre al programma, c’è la raccolta dei fondi: gli incontri con le istituzioni e con tutti gli sponsor per chiedere, ma anche per proporre modalità di visibilità all’interno di un contesto culturale.
C’è il momento del confronto molto delicato sulle risorse disponibili e il capitolo spese; infine il momento dell’incontro con i tecnici, con lo scenografo, l’elaborazione delle scalette della serata, il lavoro con gli autori.
Insomma, una macchina davvero molto complessa che deve gestire oltre 100 artisti, ognuno con le proprie esigenze.
Portarla a termine è una forma di arte.


Molti Festival della nostra Penisola si avvalgono della collaborazione di volontari. Se non erro questo non accade con la Milanesiana. Perché?

È vero in parte.
Abbiamo persone che lavorano con noi in questo senso. Ma il nucleo centrale è quello che lavora con me da anni, su cui, naturalmente, si innestano forze nuove.


E veniamo al tema di quest'anno: l'invisibile.
Un titolo che è quasi una provocazione a largo raggio, che si può declinare in vari modi. "Invisibile" con una valenza maggiormente negativa o positiva?


Il concetto di invisibile è in sé ricchissimo, sul piano positivo innanzi tutto.
Si pensi ad esempio alla scienza, che scava al di là delle apparenze in un modo che sta assumendo proporzioni quasi inquietanti. Ma le implicazioni sono anche altre.
Invisibile è ciò che non vediamo perché siamo in fondo noi stessi a non voler vedere. Ci sfugge ciò che sta troppo vicino o che è come nascosto da una nebbia. La letteratura, così come il cinema e la musica, alza il velo, dirada quella nebbia, facendoci apparire mondi nascosti, per l'appunto invisibili agli occhi di chi si lascia fuorviare dal conformismo della vita quotidiana.
L'occhio della Milanesiana intende appunto focalizzare queste realtà segrete.


Qual è la prima immagine che le è venuta alla mente quando avete scelto questo motivo conduttore?

La prima immagine è in realtà un pensiero del Piccolo principe: “L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Immagino sia difficile per lei fare una scelta, ma quali sono gli eventi del 2009 che aspetta con maggior passione? può sbilanciarsi e suggerire ai nostri lettori quello che lei come spettatrice "normale" non si perderebbe?

Non vorrei fare anticipazioni soggettive, per scaramanzia.
Ma posso dire che non mi perderei il ritorno di Gao Xingjian, Premio Nobel per la Letteratura 2000: questo artista totale, che ben incarna lo spirito della Milanesiana, ci proporrà questa volta un inedito teatrale. Lo abbiamo visto sul palcoscenico della Milanesiana come scrittore e come cineasta, e questa volta come autore teatrale.
E poi vorrei ricordare la serata del primo luglio, interamente dedicata al ricordo di Leonardo Sciascia nel ventennale della sua scomparsa. Un'occasione civile e letteraria al tempo stesso.
E poi la serata del 6 luglio, con Alain Delon e Sonia Petrovna, che interpretano testi letterari presenti nel film La prima notte di quiete di Valerio Zurlini. Questa serata è un vero e proprio omaggio a questo grande regista e scrittore.
E inoltre l’omaggio a Franco Volpi, che chiude questa decima edizione della Milanesiana, con la partecipazione dei filosofi che lo hanno conosciuto e amato (Remo Bodei, Massimo Cacciari, Massimo Donà, Roberto Esposito, Maurizio Ferraris, Giacomo Marramao, Gianni Vattimo).



17 giugno 2009 Di Giulia Mozzato


Condividi su:


Copyright © 1996/2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato.
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.

Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb

Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
I siti del network: