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INTERVISTA

Intervista a Danila Comastri Montanari

Bologna la Dotta, la Rossa, la Grassa, Bologna e i suoi artisti

Nel suo sito ufficiale ecco come viene presentata questa scrittrice di gialli storici di grande successo: "Accanita fumatrice, apprezza gli alcoolici, rifugge dalle diete, frequenta stazioni termali e scavi archeologici, legge polizieschi, saggi, classici latini, greci e cinesi, è una fanatica utente di internet e ama i videogiochi di strategia".
In questa intervista ci parla della sua città e di come ne sia stata influenzata nella sua attività di scrittrice.





Quale influenza ha e ha avuto su di te e sulla tua scrittura la città in cui sei nata e vivi?

Parecchia, all’inizio; ora tuttavia ne ha pochissima, perché per tutti noi, bolognesi o meno, la realtà è profondamente cambiata. La globalizzazione ha fatto crollare i confini della città, dello stato e a volte persino del continente: quando si comunica in tempo reale con l’intero pianeta, si prende parte a dibattiti virtuali al di là dei monti e dei mari, si acquistano prodotti culturali dall’altro capo del globo e si partecipa a lavori che vedranno la luce agli antipodi, è ovvio che il luogo di origine o di residenza perda molto di importanza.   

Bologna è una città più "rossa" o più "nera", almeno in senso letterario?

Rossa in ogni senso, ma di un rosso poco luminoso che, pago del suo usato lucignolo, rilutta ad accendersi in un bel fuoco schioppettante.

C'è un gruppo di scrittori bolognesi piuttosto consistente, come mai tanta letteratura?

Bologna è sempre stata una città di lettori. Era inevitabile che qualcuno di loro prima o poi cominciasse a scrivere.

La città degli anni cinquanta di Pupi Avati e quella di oggi: quali cambiamenti importanti e quali elementi costanti vedi?

Non essendo affatto una nostalgica (sebbene fossi soltanto una bambina, ricordo ancora con terrore i soffocanti anni cinquanta) rimpiango ben poco di ciò che Bologna era nel passato, preferendo pensare a quello che potrebbe essere nel futuro - e probabilmente non sarà - se la città si decidesse finalmente a scegliere tra la sua vocazione cosmopolita e la sua vocazione provinciale. Pare sia quest’ultima, tuttavia, a vincere su tutti i fronti, rendendo spesso la Bologna di oggi ristretta e marginale. 


Brevi note biografiche di Danila Comastri Montanari



10 aprile 2009 Di Grazia Casagrande


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