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INTERVISTA

Intervista a Cristina Grande

Prima dell'intervista leggiamo questa affermazione della scrittrice spagnola: “La mia non è una scrittura femminista, ma sotto certi aspetti femminile, sebbene molti uomini dicano di essersi pienamente ritrovati nei sentimenti di cui narro”. Ed è così: Cristina Grande sa raccontare con pari intensità i sentimenti degli uomini e quelli delle donne.

L'inchiesta di Wuz:
Così siamo, se vi pare: il mondo delle donne


Dalla fotografia alla scrittura, come è avvenuto questo passaggio?

Ho iniziato a scattare foto di alcuni scrittori (amici) come Javier Tomeo, Ignacio Martínez de Pisón, Ismael Grasa, José Antonio Labordeta ... e poi ho voluto scrivere le mie storie.

Come si può essere "femminile" senza essere "femminista"?

Sono contro l'ingiustizia, la disumanità, l'imposizione. Se io sono una donna (o un uomo) non è poi così rilevante come lo sono i diritti umani.

Meglio essere fedeli o infedeli alla propria natura?

Fedele ( "fiel" in spagnolo) è una bella parola anzichè infedele ( "infiel"), che suggerisce una sorta di negazione.  

A quale dei suoi personaggi si sente più vicina?

Racchiudono tutti una parte di me. Non ho potuto sceglierne uno in particolare.

Perchè spesso nel libro sono citati i titoli di film famosi?

I film, soprattutto quelli americani degli anni 40’ e 50', sono stati veramente importanti per la società spagnola di quel periodo pieno di tristezza e di "grigiore". I nostri genitori hanno imparato a sognare una vita diversa in film come The Naked Jungle (Furia Bianca ), per esempio.

Gli uomini in questo "romanzo al femminile" cosa rappresentano?

Gli uomini sono assenti ma hanno la stessa importanza delle donne. Si tratta di un contrappeso.

Perchè la scelta di una madre indipendente per due figlie totalmente dipendenti?

La generazione di mia madre è stata la prima in Spagna a cercare di ottenere una posizione nella società. Hanno lottato duramente e, talvolta, hanno sacrificato alcuni ruoli femminili tradizionali.

Un motivo per leggere il suo libro?

Ebbene, i lettori hanno bisogno solo di una ragione: che si sentano attratti dal libro.

27 febbraio 2009 Di Claudia Caramaschi


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