WUZ  
  HOME | lunedì 13 febbraio 2012
Cerca nel sito
INTERVISTA

Contro “il silenzio assenso”: intervista a Sherry Jones

Intervista alla giornalista professionista Sherry Jones che, dopo studi approfonditi della lingua e della cultura araba, ha scritto “il nuovo libro caso” dell’anno, censurato negli Stati Uniti a due giorni dall’uscita e pubblicato in Italia, con coraggio, dalla Newton Compton Editori.

L'inchiesta di Wuz:
Così siamo, se vi pare: il mondo delle donne


Come ha vissuto la decisione della Random House di bloccare la pubblicazione del suo libro?

Mi sono sentita distrutta, come se i sogni e le speranze di un'intera vita si stessero infrangendo. Mi sono sentita disperata a causa della mia incapacità di far cambiare idea alla gente che ha preso questa decisione. Ma sapevo anche che il romanzo Il gioiello di Medina e il suo sequel sono libri importanti e sapevo che alla fine sarei riuscita a trovare un altro editore.

Il suo romanzo è stato etichettato come “pornografia soft core”, da una specialista del dipartimento di Studi Islamici dell’università del Texas, perché a suo parere?

Non ho idea perché questa professoressa abbia affermato qualcosa di così assurdo. Ovviamente non ha letto alcunché di pornografico! 
Alcuni hanno speculato che lei abbia reagito esageratamente perché ha ritenuto che avessi invaso il suo territorio professionale. La professoressa Denise Spellberg ha scritto e pubblicato un libro, Politica, genere ed il passato islamico ritenuto dall'esperto islamico tedesco Stefan Weidner molto più provocatorio nei confronti dei musulmani che A'isha, l'amata di Maometto. Forse ha temuto che il mio libro portasse via attenzione al suo...
Ciò che ha fatto, in pubblico ed erroneamente, etichettando il mio libro come "pornografico" è stato molto pericoloso in quanto ha generato una situazione potenzialmente violenta: Non si accusa qualcuno di scrivere della "pornografia" su Maometto a meno che non si voglia far arrabbiare molto la gente! Come studiosa del Medio Oriente, è stata messa nella posizione di conoscere questo dato di fatto. Ciò che ha fatto è stato irresponsabile e moralmente riprovevole. Naturalmente, la sua retorica ci dice molto, molto di più di lei del mio libro stesso.


Si aspettava quanto poi è accaduto?

Non avevo previsto che tanta gente reagisse con tale ostilità ad un libro che non avevano letto. Non mi aspettavo che il mio romanzo divenisse un "pallone politico" usato dai musulmani estremisti e dagli anti-musulmani estremisti per favorire i loro ordini del giorno. Tuttavia, mi aspettavo che a molti lettori piacesse il mio libro, cosa che ora sta accadendo.

Come si potrebbe far rispettare effettivamente il diritto alla libertà di stampa e quello alla libertà della critica?

La chiave di volta per ottenere la libertà di parola sta nell'esercitarla. Dobbiamo rifiutare tutti i tentativi di soffocare il libero scambio delle idee e stare in guardia contro la correttezza politica. Dobbiamo prenderci una pausa e parlare ad alta voce quando altri provano a tenere a freno il nostro diritto di parlare, scrivere e pensare. La gente e la stampa serba hanno fatto questo, e guarda cosa è accaduto! Coloro che hanno  provato a far ritirare il mio libro alla fine si sono arresi ed il mio libro proprio là è alla quarta ristampa. I serbi ancora ricordano la vita sotto Slobodan Milosevic. Ancora si ricordano cosa significa non avere libertà di parola.  Anche noi dobbiamo continuare a ricordarcene. E dobbiamo anche tenere a mente che "il silenzio è consenso".

Da cosa scaturisce la sua passione per la cultura islamica?

Ho studiato molti libri e frequentato corsi specifici all'Università del Montana.

Cos’è la paura e come bisognerebbe affrontarla perché non rappresenti un limite?

Dobbiamo pensare a come vogliamo vivere, non sprecare il nostro tempo preoccupandoci della morte che a ogni modo prima o poi ci coinvolgerà tutti.

Perché la terza moglie del Profeta fu la “prediletta” dell’harem?

Penso che Maometto abbia amato A'isha soprattutto perché così spiritosa. Dando voce al suo cervello lo ha fatto ridere. Era una ragazza e una donna molto intelligente e ha stimolato la sua mente. Anche il profeta Maometto era un uomo estremamente intelligente e A'isha era la  compagna perfetta per lui.

Cosa intende quando afferma che ognuna di noi racchiude in sé l’eredità di Aisha?

Secondo le tradizioni islamiche, A'isha non era impaurita dal superare le barriere imposte dalla sua cultura per raggiungere il meglio per sé stessa. Anzi, ha anche lottato con i suoi propri difetti personali. Può servire da  esempio per tutti noi su come vivere meglio  -- coraggiosamente, pietosamente  e con integrità.

Siamo vittime o padroni del nostro destino?

Nel mio libro, A'isha tiene a mente la massima "Controlla il tuo destino, o lui controllerà te". Senza dubbio, ci sono aspetti della vita fuori dal nostro controllo. Per esempio, non potevo controllare quanto accadeva al mio libro, ma potevo controllare come ho reagito. Inizialmente, mi sono sentita sconfitta, come una vittima -- ma poi, seguendo l'esempio di A'isha, ho ritrovato le mie forze ed il mio coraggio così come la pietà. Per esempio, non ho permesso agli intervistatori di coinvolgermi in una critica dell'Islam o dei musulmani. Invece, ho concentrato le mie osservazioni sul dare pieni poteri alle donne e sulla necessità di capire altre culture per ottenere la pace. Il risultato è stato che molti di coloro che hanno letto il libro mi hanno ringraziato per aver proposto al pubblico occidentale queste straordinarie storie e donne della vita di Maometto. 
Quindi concentrandomi su ciò che posso controllare e lasciando che il resto vada per il suo verso, ho gestito fino ad un certo punto il mio destino e quello del mio libro (e del suo sequel). Non dobbiamo essere vittime; possiamo alzarci in piedi e prenderci cura delle nostre vite in maniera significativa una volta che voi ed io, ciascuno di noi, ha deciso come vogliamo vivere.


Oggi quale dovrebbe essere il ruolo delle scrittore, delle case editrici e della cultura?

Gli scrittori dovrebbero sforzarsi di raccontare una buona storia. Secondo me, questo implica un tentativo di dare significato al mondo, e per ritrarre le complessità della condizione umana. Se posso provocare altri facendoli pensare alle proprie vite, ritengo di aver raggiunto qualcosa. 
Gli editori dovrebbero pubblicare i libri che pensano abbiano un merito, periodo letterario. Altrimenti, dovrebbero andare a vendere gelati.
L'auto censura per ragioni di timore non è mai una buona idea. Le idee devono essere discusse e dibattute per consentirci di crescere come individui e come culture. E penso che le culture, la gente dovrebbe sostenere la libertà di parola. Dobbiamo parlare in difesa dell'arte che ci offende anche se ci potrebbe non piacere quell'opera artistica, o libro, o film. Dobbiamo rifiutare tutti i tentativi di mantenerci lontani dallo  scrivere, parlare, pensare, creare, sfidare, contestare, difendere, criticare e diffondere le nostre idee.


Come definirebbe il suo romanzo e perché ne consiglierebbe la lettura?

Il mio romanzo è un lavoro di narrativa storica, radicato negli eventi e nella cultura della vita reale dell'Arabia del settimo secolo, che racconta la storia del fondatore dell'Islam attraverso gli occhi di una delle sue eroine più care. Presenta al lettore occidentale le personalità variopinte, maschili e  femminili, che hanno aiutato a foggiare una delle religioni più influenti del mondo. 
Nello stile di "La tenda rossa", il mio libro trasporta il lettore nel regno domestico del profeta Maometto, attirando alla vita intensa le dodici mogli e concubine nel suo harem. E' un racconto di avventura veloce, una lezione di storia, una storia d'amore e un racconto per adulti. Tutti dovrebbero leggerlo perché descrive le origini dell'Islam in un modo divertente,aiutando tutti, musulmani e non, a riflettere su come l'Islam sia cambiato dai tempi di Maometto. Che cosa è accaduto all'ammonizione di Qur'anic "Siete stati creati da una sola anima?"  Perché certe religioni opprimono le donne e giustificano gli assassini? Maometto avrebbe veramente approvato questi comportamenti? 
Ovviamente, non dobbiamo discutere solo l'Islam, ma anche il nostro credo religioso. La religione ci unisce o ci divide? Per esempio,come fanno i cristiani a riconciliare l'ammonimento di Cristo "amatevi come io vi ho amato" con atrocità quali le crociate? A Roma, in cui la religione e una storia segnata da brutalità co-esistono, e negli Stati Uniti, in cui abbiamo demonizzato tutti i musulmani per le azioni criminali di alcuni, queste domande necessitano di essere rivolte spesso, affinché non ci si dimentichi delle risposte. 
Il mio libro promuove al pubblico occidentale le storie care alla tradizione islamica con uno stile popolare, facile da leggere, e lo sta facendo in almeno 19 paesi. Per questo unico motivo, è un'opera letteraria importante e merita di esser letta.


27 febbraio 2009 Di Claudia Caramaschi


Condividi su:


Copyright © 1996/2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato.
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.

Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb

Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.