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INTERVISTA

Sono pazzi questi finlandesi... intervista allo scrittore Arto Paasilinna

Diciamo la verità è grazie a Paasilinna che negli ultimi anni abbiamo capito qualcosa di più di quei "marziani" dei finlandesi. Ma saranno poi così diversi da noi? E saranno tutti un po' folli (nel senso positivo del termine) come li descrive quel ritrattista straordinario di Arto?
Certo incontrarlo di persona è divertente: con quell'aria seria e compita capisci (in realtà immagini, perché di parole non ne capisci neppure una) che sta dicendo qualcosa di molto ironico, a volte caustico. È uno dei pochi autori che sa ridere anche delle tragedie e che sa sempre vedere il lato originale delle cose.
Noi l'abbiamo ospitato per un breve incontro allo stand IBS della Fiera del Libro di Torino, un incontro moderato da due "folli" italiani: Massimo Cirri e Filippo Solibello. Al termine è stato Matteo Baldi per RadioAlt a intervistarlo: ecco le sue rapide ma incisive risposte.


Nei suoi romanzi si incontrano molti animali: lepri, volpi, ora un orso... qual è il motivo di questa fascinazione per gli animali?

Attraverso la rappresentazione del mondo degli animali voglio trasmettere le caratteristiche, le qualità umane: la superficialità, le contraddizioni inevitabili, i contrasti nel mondo degli esseri umani.

la recensione di Wuz

Infatti ne Il migliore amico dell’orso è proprio un orso a far emergere in maniera spiccata le qualità e i limiti degli esseri umani con i quali viene in contatto. In questo caso ad allevare l’animale è un pastore protestante e questo impegno sembra essere un invito a oltrepassare i propri limiti.


In questo romanzo uno dei protagonisti è un orso al quale ho attribuito dei tratti marcatamente umani: elementi che sono propri dell’orso, ma che sono comunque estranei al mondo animale. Attraverso questi tratti ho dato comunque una rappresentazione della mia visione del mondo e la mia visione dell’umanità.

Una curiosità: lei ha dato anche alle stampe un saggio sulle macchine finlandesi… ci può raccontare qualcosa?

La cosa che mi piace delle macchine è che vengono parcheggiate e se sono parcheggiate non vanno addosso alla gente… L’immagine che mi viene in mente quando si parla di mezzi di trasporto in senso lato è il cavallo da sella. In questo caso si parla di macchine, ma all’inizio penso a tutti i mezzi che per millenni l’umanità ha utilizzato per spostarsi per viaggiare per muoversi. E così vengono in mente anche altri mezzi di trasporto che non sono propriamente legati al mondo dei motori come ad esempio i tronchi da cavalcare nell’acqua…

Quando noi italiani pensiamo alla Finlandia la immaginiamo come un posto assolutamente esotico, con una natura quasi incontaminata, con persone di poche parole… sono luoghi comuni, naturalmente. Leggere i suoi libri ci fa conoscere meglio il suo paese e questo è uno dei valori della letteratura. Viceversa nella sua mente di finlandese come immaginava l’Italia? Simile a com’è, o l’ha scoperta diversa?

A parte il fatto che quello che lei dice dei finlandesi è assolutamente vero… la mia immagine dell’Italia prima di venire qui la prima volta era quella che ha la maggior parte dei finlandesi, nata negli anni Cinquanta e nel Novecento in generale: un popolo sopra le righe, ilare, giocoso, solare. 
L’opinione che mi sono costruita dopo è che gli italiani amano più parlare che lavorare e che le donne italiane sono le più belle al mondo, se nel calcolo si escludono le finlandesi.


Per noi italiani non potrebbe che essere Iperborea a pubblicarla. È un caso raro nell’editoria: un autore che viene identificato negli occhi dei lettori con l’editore e viceversa. Com’è il suo rapporto con Emilia Lodigiani e la sua casa editrice?

Il mio rapporto con l’editore Iperborea, e propriamente con l’editrice Emilia Lodigiani, è sempre stato un rapporto limpido, ovviamente di rispetto e ammirazione reciproca, di simpatia anche nei confronti del marito, che non è nell’editoria ma è un forte sostegno. Tutto il mio successo, il successo che i miei libri hanno avuto in traduzione italiana negli ultimi anni, è merito solo dell’editore e non dello scrittore.

Un saggio di modestia finlandese…

In genere non sono una persona molto modesta ma in questo caso il giudizio che ho dato sull’editore, anzi sull’editrice, è assolutamente giusto. Non avrei potuto con le mie sole mani espandere il mercato della letteratura.


Intervista di Matteo Baldi - RadioAlt


Arto Paasilinna con il suo editore finlandese allo Spazio IBS della Fiera del Libro di Torino 2008


                                                                                                               A cura di Giulia Mozzato


12 giugno 2008  


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