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Intervista

La mia Blue è un’antitesi di Carla Bruni


Intervista a Simonetta Greggio, un'italiana a Parigi


Tra le italiane di successo in Francia c’è anche lei, Simonetta Greggio, che venticinque anni fa ha lasciato la facoltà di Lettere della natìa Padova per avventurarsi là dove il mondo letterario ed editoriale le sembrava più promettente, cioè a Parigi. Dopo una gavetta da giornalista e traduttrice, tre anni fa è riuscita finalmente a coronare il suo sogno pubblicando in francese un romanzo che ha convinto critica e pubblico, La dolcezza degli uomini, e ora raddoppia con Passo dell’Angelo la cui protagonista è un’ex top model la cui bellezza fatale l’ha esposta a una vita sentimentale turbolenta.

Viene da chiedersi se l’autrice non abbia preso ispirazione dalla celebre ex top model italiana divenuta prémière dame in Francia…

Ma per carità! 
La mia Blue è semmai un’antitesi di Carla Bruni, infatti torna nel suo villaggio natale, in montagna, cercando la solitudine per fare i conti con un passato pesante, causato dalla brutalità del padre. 
Certo, a ben vedere, anche Carla Bruni ha un problema psicologico legato al padre perché, come si è saputo, il padre legale e quello biologico non sono la stessa persona. Per questo anche lei ha sempre sentito la necessità di una rivalsa, seducendo tutti quelli che le capitavano a tiro, e facendosi un ben meritata fama di sfasciafamiglie. Ma a differenza di Blue, che a Passo dell’Angelo troverà il vero amore nell’amico di sempre, non credo che la Bruni, malgrado le sue affermazioni in contrario, si sentirà mai appagata, penso sia sempre proiettata verso nuovi desideri.

Una mia amica che la conobbe all’inizio della carriera, me l’ha descritta così: “È una donna ragno, in agguato al centro della tela”. Una definizione che ho giudicato azzeccata, quando poi a mia volta l’ho conosciuta.
A Parigi, come dovunque, in certi ambienti ci si conosce un po’ tutti, e ho avuto modo di vederla alle prese con i tanti fidanzati, sempre irrequieta.
La protagonista del mio romanzo invece non sfrutta la propria bellezza per giochi di potere, cerca la pace, simboleggiata dalla neve. 
Questo è un romanzo sulla neve, sulla sua coltre immacolata che copre tutto. Infatti della vita di Blue compaiono solo accenni, potrei dire che la parte più significativa del romanzo è quella che rimane sepolta, per mettere in moto la riflessione dei lettori. Non per nulla la voce narrante è quella di un defunto, il migliore amico di Blue che la spinge a tornare al villaggio per indagare sulla sua scomparsa.


Nella rassegna stampa francese, l’italianità della Greggio è messa in risalto, con titoli come Dolce Simonetta, o Passion à l’italienne: godiamo di un momento di benevolenza in Francia?


In realtà sono abituati ad autori stranieri che scrivono in francese, e non soltanto italiani. Più che alla nazionalità, si dà importanza al merito letterario. 
È soprattutto la nostra stampa a creare questo momento magico, forse abbiamo bisogno di rassicurazioni!





20 febbraio 2008 Di Daniela Pizzagalli

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