|
|
 |
|
| |
HOME | lunedì 13 febbraio 2012 |
 |
|
|
|
|
|
 |
|
 |
 |
 |
|
 |
|
|
 |
 |
Dall'etere alla carta stampata
 | | Massimo Cirri e Filippo Solibello |
Massimo Cirri e Filippo Solibello Intervista a due indagatori dell'Italia che funziona
Per chi conosce la trasmissione radiofonica Caterpillar (in onda dal lunedì al venerdì su RadioDue Rai dalle 18.00 alle 19.30) le voci di Filippo Solibello e Massimo Cirri sono davvero famigliari. E chi ascolta regolarmente queste voci sa che tra i tanti argomenti di cui ogni giorno trattano, approfondendo temi legati all'ambiente, alla società, all'economia del nostro paese (e non solo), ci sono le realtà italiane d'eccellenza, quelle positive, che mettono di buon umore e fanno dire "ma allora possiamo farcela anche noi"!
Un'inchiesta sull'Italia nella pagine di Wuz
Ecco: in Nostra Eccellenza, il saggio che hanno appena pubblicato per Chiarelettere, troverete una bella selezione di queste storie, ulteriormente arricchita da considerazioni interessanti dei due conduttori.
Che abbiamo intervistato per saperne di più.
Come nasce questo libro e come avete rielaborato gli interventi della radio?
Solibello
Il libro nasce dalla voglia di raccontare un’altra Italia, quella che c’è ma non si vede: l’Italia che raramente va in televisione ma che lavora sottotraccia per fare grande questo paese.
È l’Italia che reagisce, come recita il sottotitolo, l’Italia di persone normali che hanno delle buone idee, delle ottime idee che a noi sono piaciute. Le abbiamo incontrate in questi anni di radio e le proponiamo al pubblico dei lettori dopo averle presentate a quello dei radioascoltatori. Non tutte le storie che raccontiamo però sono state raccontate a Caterpillar: alcune le abbiamo incrociate lungo la strada perché le idee si attaccano, sono come le ciliege, una tira l’altra... e le abbiamo rielaborate in maniera tematica.
Si potrebbe quasi dire che il libro è una summa del nostro pensiero, se noi avessimo un pensiero da proporre...
Affrontiamo temi che poi sono quelli quotidiani che ci troviamo a vivere tutti i giorni: dalla mobilità assurda e insostenibile che incontriamo quando saliamo in macchina alla questione del risparmio energetico, dei rifiuti e dell’acqua potabile rispetto a quella minerale, ma anche tutte le belle cose che succedono nelle pubbliche amministrazioni e le ottime idee che tanti imprenditori privati hanno e usano per esportare un’immagine d’Italia molto diversa da quella si legge sui giornali e si vede in televisione.
Questa è "l’eccellenza dell’Italia"... ma è veramente un’eccellenza oppure secondo voi l’Italia è questa e semplicemente la cronaca non la racconta?
Solibello
È difficile dare un giudizio quantitativo.
Dal punto di vista qualitativo queste storie possono rappresentare una grossa fetta di Italia che c’è. La nostra speranza è che siano poi come un virus che si attacca, che si diffonde e che si sparge nelle altre amministrazioni, negli altri comuni, nelle altre città, negli altri negozi.
È un libro forse da consigliare dopo aver letto per esempio La Casta, di Gian Antonio Stella. Ecco, uno dopo aver letto La Casta vai a dormire con il mal di fegato, giustamente. Il giorno dopo magari è consigliabile l’assunzione di Nostra Eccellenza per ripristinare un equilibrio organico sufficientemente congruo.
Cirri
Sì, è difficile dare una valutazione quantitativa, non era nello spirito del libro.
Lo spirito del libro era provare a raccontare la voglia concreta di fare che c’è in questo paese. Queste vicende raccontano diverse cose in diversi campi, ma raccontano soprattutto la gente a cui piace "intraprendere". È un libro di "intraprese", sia che si tratti di privato mercantile (che fa il suo lavoro) che di pubblica amministrazione come un semplice e rispettosamente banale professore di una scuola di Trento o di Rimini che decide di fare con i suoi allievi qualcosa che prima non era mai stata fatta.
È il piacere di fare le cose, che a volte i media non raccontano ma che sembra molto diffuso nel paese, il piacere di lavorare bene, di provare a fare cose nuove, di innovare come dimensione del proprio fare.
Quanto sia la dimensione quantitativa bisognerebbe chiederlo al Sole24Ore.
Come monitorate il territorio, come lavorate su queste storie, come le trovate?
Cirri
Le abbiamo trovate all’inizio cercandole nelle pieghe della cronaca che, come dicevi tu, si interessa maggiormente alle cose che non vanno: è più difficile parlare di ciò che funziona. Un po’, dunque, in queste pieghe, ma da quando si è consolidata la comunità di Caterpillar ce le segnalano gli ascoltatori stessi.
Esiste un fil rouge di buone pratiche che un po’ si autoalimentano. E siamo stati anche noi con il programma in tutti questi anni (il libro è la sua prosecuzione ideale), a raccontare molte realtà positive del paese.
C'è un caso in particolare - o più di uno - che ti abbia colpito per la sua originalità o perché proprio non te lo saresti aspettato?
Solibello
Tanti, tantissimi.
Dal comune di Verbania che ha fatto una mossa da un lato folle, dall’altro l’unica sensata che a noi sembra si possa fare, rendere gli autobus gratuiti, all’ospedale romano dove il primario di ginecologia ha invitato i tecnici della Ferrari, quelli che fanno il pit stop, per insegnare a chi si occupa dei parti i segreti di una squadra ben affiatata, facendo la comparazione tra il momento del parto e il pit stop in gara.
Dalla storia dei paesi dove ci sono discariche del funzionano e dove i cittadini sono contenti come Sogliano al Rubicone, come Peccioli, alla storia di Castelbuono in Sicilia, dove un sindaco fa la raccolta differenziata con gli asini e non solo risparmia un sacco di soldi ma inquina molto di meno l’ambiente
Cirri
Ti cito un caso che mi ha colpito perché è una storia di scuola. Ho i bambini che vanno a scuola e so che la scuola italiana un po’ sta bene un po’ sta male.
Abbiamo incrociato per caso un istituto tecnico in provincia di Rimini, che si chiama Leon Battista Alberti, in cui dei professori motivati, con un preside motivato, mettendo insieme la provincia di Rimini che gli ha dato finanziamenti, hanno costruito i primi motorini a metano mai fatti al mondo.
Nessuno ci aveva mai pensato, non la Honda, non i giapponesi, non i centri di ricerca dell’università. Li hanno realizzati trasformando a metano le moto normalmente in circolazione. Per la prima volta al mondo lo hano fatto in una scuola pubblica italiana, un istituto tecnico italiano. Questa mi è sembrata una vicenda di eccellenza, di passione, di piacere di fare che è degna di essere raccontata.
Effettivamente non immaginavo neanch’io che non avessero mai realizzato motorini a metano…
Cirri
In questo c’è una motivazione anche tecnica: i motorini consumano poca benzina e nessuno ha mai pensato che farli a metano avesse un senso.
E invece... ce ne hanno prestato un paio per un po’ di tempo. Tu vai in giro con questi motorini che funzionano come gli altri però sono a metano e quando vai a fare rifornimento ti accorgi che per percorrere 130 km hai speso un euro, un euro e dieci al massimo. E dietro c’è questo pezzetto di scuola che funziona in maniera strepitosa.
Attraverso la radio e adesso il libro comunicate a tutti queste notizie che viceversa resterebbero prevelentemente nascoste. Avete verificato che esista una forma di imitazione? qualcuno vi scrive “faremo anche noi nel nostro comune, nella nostra scuola quello che ci avete raccontato…”?
Cirri
Sì, questo l’abbiamo visto perché poi le buone idee, le buone pratiche, se sono veramente innovative si prestano a essere replicate, cambiate, adattate a situazioni diverse.
Questo meccanismo c’è stato molto ad esempio con la campagna di risparmio energetico che facciamo “Mi illumino di meno” in cui abbiamo messo in un circuito di comunicazione cittadini o amministrazioni comunali che già facevano delle pratiche di risparmio energetico. Altri le hanno sentite e gli è venuto voglia di imitarle, perché forse erano già un po’ sottotraccia e avevano solamente bisogno di uno spunto in più. I meccanismi mi sembra siano questi.
È la radio o la comunicazione che deve fare anche da collante sociale, ma non so che cosa sia il collante sociale... però qualcosa del genere.
In radio immagino voi proseguirete su questa linea, continuerete a raccontare queste realtà.
Cirri
Sì, in un modo nell’altro, a ondate successive, ma continuativamente, l’abbiamo fatto da che c’è il programma.
Siamo convinti che la radio non debba occuparsi unicamente di denunciare, ma debba anche raccontare le buone pratiche. Anche questo è un compito del servizio pubblico.
| 15 febbraio 2008 | | Di Giulia Mozzato |
Condividi su: |
 |
|
 |
|
|
|
 |
|
 |
|
Copyright © 1996/2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato.
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.
Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
|
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb
Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione
Alcune foto presenti su Wuz.it sono state prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio.
Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
|
|
|