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INTERVISTA

Una trasmissione televisiva e un libro: la musica si racconta

Storytellers


Paola Maugeri e Luca De Gennaro

Da una fortunata trasmissione di MTV intitolata Storytellers nasce il libro di cui vogliamo parlare con i due autori, naturalmente anche protagonisti dello show televisivo.

Gli incontri riportati nel volume sono quelli attorno ai quali è nata la versione italiana di una trasmissione di grande successo nata negli USA.
Protagonisti assoluti del mondo musicale italiano si sono raccontati di fronte alle telecamere e le loro parole si possono leggere in queste pagine.
Jovanotti, Giorgia, Negramaro, Subsonica, Ligabue, Marlene Kuntz, Vinicio Capossela, Cesare Cremonini, Carmen Consoli e Ivano Fossati svelano le storie, il mondo, le idee che stanno dietro le loro canzoni, quelle che amiamo.

Ma cosa c'è dietro i due autori del libro, cioè il curatore e la conduttrice della trasmissione? 
E perché hanno deciso di pubblicare questo volume?


Il volume si apre con una bella spiegazione su come la versione italiana dello show americano ha preso vita ma com'è nata invece l'idea di realizzare un libro da quel materiale?

Luca De Gennaro 
Perchè era bello che le cose interessanti che erano state dette in quelle serate rimanessero e venissero messe a disposizione.
Tutto sommato Storytellers è un'operazione di divulgazione culturale, ed un libro è il veicolo più classico e più "eterno" per divulgare la cultura. Inoltre, lo spirito "multipiattaforma" di Storytellers si rivela anche nella adattabilità dell' idea a tante cornici diverse, dal teatro al web, dal podcast alla tv, dal DVD al CD, quindi mancava solo il libro per chiudere il cerchio. 
Storytellers
nasce, in origine, proprio da un libro di Bill Flanagan (Written in my soul), ed ora torna ad essere un libro.


Paola Maugeri

"A Storytellers potevi parlare profondamente e tranquillamente per tutto il tempo che volevi. Era qualcosa in più di un programma nato per il web e poi per la televisione: poteva diventare un libro."
Paola Maugeri
Facciamo un passo indietro, brevemente. 
Storytellers è un programma di VH1, dove c’è l’artista che si racconta autonomamente, senza un presentatore. È una serie di grande successo, ci sono alcuni Storytellers storici, come i Coldplay a Storytellers, Bruce Springsteen, etc. Quando Luca De Gennaro ha pensato di portarla in Italia ha pensato però che sarebbe stato meglio avere un conduttore e fare in modo che gli artisti si raccontassero in un modo inedito. 
Mi ha chiamato e da lì è iniziata la trasmissione. Questo l’antefatto, quello che è successo prima. Nel momento in cui abbiamo iniziato a farla, abbiamo scoperto le grandi potenzialità del programma e quindi ci siamo appassionati. Ci abbiamo messo davvero tutto il nostro cuore, la nostra passione; ne è venuto fuori un programma che, come ha detto tu, ha avuto molto successo. 
Ma più del successo di numeri, che non è la cosa che mi interessa, è un successo…considerando che tutti i musicisti vogliono venire, che è un unico posto dove si può parlare di musica: questa è una bellissima soddisfazione! 
Da questa premessa, visto che le interviste erano davvero particolari, visto che si poteva parlare in grande libertà (ed è una cosa che non succede più in un programma televisivo, nella misura in cui un programma televisivo è sottoposto a determinati tempi), visto che a Storytellers potevi parlare profondamente e tranquillamente per tutto il tempo che volevi, abbiamo pensato che era qualcosa in più di un programma nato inizialmente per il web e poi per la televisione ma che poteva diventare un libro.


Luca De Gennaro

"I riscontri positivi di Storytellers potranno senz'altro aprire le porte a sviluppi ed iniziative diverse che portino avanti l'idea vincente della multipiattaforma e della integrazione tra i mezzi di comunicazione."
Costruire un libro musicale è difficile perché manca tutto il supporto audio-video. Avete scelto di parlare anche di voi, delle vostre esperienze di vita per creare un diverso approccio, più intimo e raccolto rispetto al programma televisivo che supplisse un po' la mancanza di suoni e di immagini?


Luca 
Abbiamo scelto di integrare le interviste con racconti scritti in prima persona per arricchire la lettura con delle parti che fornissero al lettore l'idea del terreno dal quale nasce la musica
I capitoli scritti da Paola o da me introducono l'incontro successivo descrivendo realtà e riferimenti che, anche se non immediatamente riconducibili alla vita dell'artista, mi auguro, riescano a far entrare meglio il lettore nello spirito dell'artista stesso.


Paola
No, in realtà non è stato alcun tipo di escamotage, nessun tipo di aggiustamento editoriale. 
Anche questo è frutto di assoluta passione, nella misura in cui Luca e io siamo due persone profondamente appassionate di musica. Storytellers è un programma che abbiamo fatto con una passione incredibile e dimostra l'entusiasmo non solo nostro ma di tutte le persone che sono venute a suonare. 
Le grandi passioni nella vita non nascono in un giorno, ci vogliono anni, vanno coltivate, coccolate, come se fosse un bambino. E allora perché non raccontare come è nata la nostra passione per la musica? Se mi si riconosce di essere una brava intervistatrice, perché non raccontare come sono diventata una brava intervistatrice, come è nata dentro di me la passione per la musica, perché ho deciso di fare questo lavoro? Per quanto riguarda i miei racconti, tutto si conclude con l’ultima frase del libro in cui dico “vorrei dire a tutti i ragazzi che mi scrivono che essere famosi non è un mestiere e che bisogna invece appassionarsi a qualcosa di importante”, anche per fare capire ai più giovani che quando poi ti appassioni a qualcosa ci vogliono anni prima che si realizzi! 
Non è “io voglio fare la presentatrice” e wow! lavoro in televisione e immediatamente succedono le cose: non è così. 
Raccontare tutte le cose che ho fatto mi sembrava un buon modo per poter dire ai ragazzi che mi scrivono “ecco, una buona passione può nascere anche così”. Per carità, non voglio insegnare niente a nessuno, però le esperienze degli altri per me sono sempre di grande ispirazione e quindi spero che anche la mia possa essere di ispirazione per i ragazzi che leggeranno questo libro e per i ragazzi che mi seguono sempre con tanto affetto.


Probabilmente i lettori di questo libro saranno un pubblico diverso, presumibilmente più maturo rispetto ai telespettatori. Avete immaginato questa diversa fruizione e modificato in qualche modo il materiale?

Capossela e Maugeri

Vinicio, perché si comincia a scrivere canzoni?
Per invidia. Di chi le ha scritte bene, di chi ha scritto qualcosa di grande. Tu lo guardi e muori d'invidia, dici: 
"Ah, potessi anch'io... potessi veder le stelle cadenti e prima che si fracassino per terra esprimere un desiderio e dire: anch'io vorrei un giorno scrivere qualcosa".
Il mio desiderio è stato espresso, mi ricordo bene, a ventidue anni guardando una stella che cadeva giù. Mentre si spiaccicava al suolo ho fatto in tempo a dirle: 
"Vorrei tanto riuscire, non tanto a trovare un produttore, o a fare dei dischi, ma mi piacerebbe proprio riuscire a scrivere un pezzo che abbia qualcosa di quel grande soffio di vita e di mito che sento negli artisti che amo; e scriverlo così, umilmente, nella mia lingua."
Paola
Non lo so, non ho mai pensato al target, comunque un programma fatto con il cuore - e quindi un libro fatto con il cuore - arriva indipendentemente dall’età. 
Non so chi sarà il lettore ma se è un appassionato di Vinicio Capossela, o piuttosto di Carmen Consoli, credo sia bello andare a vedere come sono nate quelle interviste ma soprattutto potere averla su carta perché il programma è passato a grande velocità, estremamente fruibile ma rapido. È giusto invece che le cose possano restare. Sulle cose scritte si può riflettere.


Luca
Il materiale è rimasto esattamente lo stesso delle interviste originali
, solo è stato corretto perché il linguaggio parlato è di natura diverso da quello scritto. 
E poi abbiamo dovuto togliere ogni riferimento diretto alla esecuzione delle singole canzoni, cioé le parti che non avrebbero avuto senso senza ascoltare il brano musicale. Per il resto è una fedelissima trascrizione degli incontri avvenuti durante le serate di Storytellers.


Storytellers è (cito) "il primo progetto 'multipiattaforma' di MTV". Tirado le fila dell'esperienza mi sembra si possa dire che è stato un successo. Pensate di lavorare in futuro su altri progetti analoghi? E Storytellers avrà un seguito?

Luca 
Innanzitutto stiamo cominciando a lavorare su una nuova serie di Storytellers, che si terrà nel primo semestre del 2008. 
Poi è vero che il successo ed i riscontri positivi di Storytellers potranno senz'altro aprire le porte a sviluppi ed iniziative diverse che portino avanti l'idea vincente della multipiattaforma e della integrazione tra i mezzi di comunicazione. 
Io ne ho già uno in mente, che spero prima o poi potremo realizzare.


Paola
Non penso niente... nel senso che sono la persona più analogica che tu possa immaginare
Avevo scritto tutto il libro ed ero convinta di non averlo salvato sul computer, mi è venuta una crisi isterica, ho scoperto poi dopo come si salvava. Non ho mai scaricato illegalmente un pezzo nella mia vita, non ho mai scaricato un film nella mia vita e non lo farò mai perché ho un grandissimo rispetto di chi scrive le cose e non mi interessa appropriarmi indebitamente di una cosa che è patrimonio intellettuale altrui. Del multipiattaforma non ci capisco niente, so che Storytellers è andato sul web e che è andato anche in televisione. Se la tecnologia (io faccio un discorso veramente quasi di una persona di cinquant’anni fa) ci può aiutare a stare un po’ meglio - ma anche in queste cose, nella fruibilità delle cose, - mi fa piacere, allora 'viva il multipiattaforma!' ma non saprei dire sul multipiattaforma più della frase che ti ho detto perché veramente non ci capisco nulla e spero soltanto che non ci si faccia prendere troppo la mano da tutto ciò che è supertecnologico. Mi piacerebbe ritornare a cose un po’ più analogiche ma che ti lasciano molto più tempo per vivere... perché mi sembra che ormai tutto sia multitasking, multipiattaformam e non so se il nostro cervello può farcela a reggere tutto questo.


Quindi sei una sostenitrice dello spettacolo dal vivo...

Paola
Sì, sono per lo spettacolo dal vivo, per le cose dette con calma, per non correre, per una qualità di vita più a misura d’uomo, anche se può sembrare una frase banale.


Credo che la webtv sarà comunque sempre più centrale per la comunicazione musicale, condividete? Quali potrebbero essere i limiti di questo mezzo? Quanto può diventare un superamento del semplice videoclip?

Luca
Nel mondo di MTV la diffusione sul web è sempre più importante. 
Abbiamo un canale come QOOB che è un grande successo sia online che sul digitale terrestre, un canale in banda larga che si chiama MTV Overdrive sul quale possiamo permetterci di sperimentare, ed un sito tra i più visitati d'Italia, leader in campo musicale. 
La diffusione della musica online è senza dubbio una enorme opportunità. 
MTV ne è al corrente e ci sta lavorando da anni, consapevole che la nostra esperienza possa e debba essere una preziosa guida, una "bussola" per aiutare il pubblico ad orientarsi nel magma infinito delle proposte musicali che si possono trovare in rete.


Storytellers proseguirà su MTV?

Paola
Sì, se tutto va bene Storytellers ricomincerà tra pochissimo, quindi decisamente avrà un seguito. Speriamo, io me lo auguro


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