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Intervista a Ferruccio Spinetti
 | | Foto: Canitano | Ferruccio Spinetti ci racconta come è nata l'idea del duo con Petra Magoni, come avviene la scelta dei brani, e infine ci parla di alimentazione...
Come è nata l'idea del duo?
È un progetto nato assolutamente per gioco. Io e Petra ci siamo conosciuti direttamente su un palco vicino Senigallia. Un nostro amico comune organizzò una serata in quartetto, invitando me, Fausto Mesolella il chitarrista degli Avion e Petra. In quell’occasione suonammo subito solo contrabbasso e voce Roxanne. In seguito Petra aveva una serata, il chitarrista si ammalò, dovevano suonare in due, e mi chiamò. Anche in quell’occasione in un solo pomeriggio mettemmo su trenta canzoni, ovviamente tutte cover. Quindi ci accorgemmo subito di avere un certo feeling artistico, e da quel momento in poi è stata tutta una strada in salita da un certo punto di vista, ma dall’altro è stato tutto estremamente semplice. Fortunatamente quando noi arrangiamo i brani ci vengono in una maniera molto semplice e soprattutto dopo cinque minuti che proviamo una canzone e non ci riesce di interpretarla l’abbandoniamo.
Come scegliete i brani da interpretare?
Il comune denominatore è sempre lo stesso. Cerchiamo assolutamente la semplicità e l’immediatezza. Noi siamo innanzitutto dei grandi ascoltatori. Se potessi farti vedere i cd che ho in macchina... si passa da Battisti a Monterverdi, al jazz. Ma sono tutti autori che noi ascoltiamo da quando siamo piccoli.
Come avviene il processo di denudamento del pezzo?
Già di per se, essendo un progetto solo contrabbasso e voce, è abbastanza naturale, però io, da contrabbassista cerco assolutamente di inserire meno note possibili e di essere fedele alla versione originale, sia dal punto di vista degli accordi e dell'armonia che dal punto di vista della linea di basso. In Prendila così e Come Together sono andato a ristudiare le note dei brani originali.
Tra pochi giorni uscirà il dvd del vostro live in Paris. Voi avete riscosso molto successo anche all’estero. Che tipo di esperienza è stata?
Sicuramente positiva e inaspettata. In meno di un anno e mezzo in Francia con il primo disco abbiamo venduto 15000 copie e con Musica Nuda 2 siamo quasi a 10000 copie già vendute. La cosa strana è che lì ci hanno assolutamente etichettato come un duo jazz. Cosa che naturalmente ci fa onore, ma io e Petra ci sentiamo dei musicisti liberi fuori da ogni categoria che sia i discografici che i critici ti devono dare. In realtà abbiamo sempre la fortuna di suonare in Festival importanti. Non per essere provinciali, ma in Francia è relativamente più semplice perché ci sono delle radio che ti danno la possibilità di trasmettere la tua musica anche se non ti chiami Eros Ramazzotti o Laura Pausini. Senza togliere nulla a questi artisti della musica pop ci sono delle radio sovvenzionate dallo stato che trasmettono tranquillamente brani solo contrabbasso e voce o di musica brasiliana. Quindi tutto ciò aiuta l’ascoltatore a formarsi dal punto di vista musicale, ma nello stesso tempo permette di poter scegliere in un bacino musicale più largo di quello che noi abbiamo in Italia.
Su IBS.it siete ai primi posti della classifica... Chi acquista on line è un ascoltatore più attento?
In Italia, per ascoltare delle cose diverse rispetto a quello che ti propone la radio o la tv, Internet è sicuramente uno dei mezzi migliori. Grazie ai siti come il vostro, che danno la possibilità di andare a scavare e scoprire le piccole nicchie dove ci sono delle realtà come ad esempio quella mia e di Petra.
Hai un rapporto particolare con il tuo strumento?
Devi sapere che i musicisti a volte hanno un rapporto di odio e amore con lo strumento oppure ne cambiano tre ogni anno. Io con questo contrabbasso che possiedo dal 1991, mi sono trovato subito benissimo e quindi non lo venderò mai anche se in futuro ne comprerò magari degli altri. Avere un complice che poi diventa il tuo strumento è fondamentale.
L’ultima curiosità: ho visto che sul tuo sito hai messo una lista con i ristoranti da te frequentati…
Una delle cose più faticose per chi fa il nostro lavoro sempre in giro per concerti è il capitolo "alimentazione". Spesso ti ritrovi a cenare all’una di notte e ti portano in posti dove si mangia male. È sempre più difficile trovare un ristorante dove si mangi bene anche a tarda ora e comunque in generale il rapporto qualità prezzo sia giusto.
Leggi l'intervista a Petra Magoni
| 23 giugno 2006 | | Di Francesco Marchetti |
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