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HOME | mercoledì 23 maggio 2012 |
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L'autore delle Ceneri di Angela parla del suo nuovo libro per ragazzi che uscirà come strenna natalizia
 | © Alex Waterhouse-Hayward
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La favola di Frank McCourt
Wuz si è occupato spesso di questo autore americano diventato celebre con il suo romanzo d'esordio pubblicato dopo i sessant'anni, Le ceneri di Angela, vincitore del premio Pulitzer e del National Critics Award. Non potevamo trascurare la novità letteraria che lo vedrà di certo protagonista anche nel mondo dei libri per l'infanzia e che sarà in libreria per Natale, Angela e Gesù Bambino.
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L'occasione è il Festivaletteratura di Mantova, dove McCourt ha incontrato una parte del vasto pubblico dei suoi lettori.
Anna Casanova l'ha intervistato per RadioAlt e Wuz, mettendo in particolare rilievo la sua storia professionale di insegnante. Frank McCourt infatti - nato a Brooklyn nel 1930 da genitori irlandesi e tornato in Irlanda dove ha vissuto un'infanzia decisamente povera a Limerick che l'ha spinto a rientrare negli Stati Uniti - ha studiato Letteratura ed è stato per tutta la vita professore: prima alla scuola superiore e poi all'Università.
Potete ascoltare l'intervista sul sito di RadioAlt o leggerne qui di seguito la trascrizione
Le chiederei di parlaci subito del suo ultimo lavoro.
Si tratta di un libro per bambini, un libro di Natale, e narra una storia che mi ha raccontato mia madre e che le è successa veramente quando aveva sei anni.
Il mio editore mi aveva chiesto di scrivere un libro per bambini, un libro natalizio e avevo provato, ma senza grande successo. Poi mi sono ricordato di questa storia di mia madre e quindi l'ho mandata all'editore senza pensare che l'avrebbe accettata e invece l'ha accettata... È una storia molto semplice e questa è la chiave per avere successo in questo tipo di libri, scrivere una storia molto semplice.
Mi ha colpito il fatto che nel mondo anglosassone verranno fatte due versioni di questo libro, una per i bambini e una per gli adulti. Coma mai questa scelta?
Negli Stati Uniti hanno voluto fare queste due versioni forse perché alcuni pensano che io sia soprattutto uno scrittore per adulti. Il mio editore ha deciso di fare anche un'edizione per adulti che è senz'altro più curata, con la carta più bella, di dimensioni maggiori, una vera e propria strenna natalizia.
Anche se non sono proprio certo che siano questi i motivi delle due versioni [ride]...
Lei ha un percorso professionale abbastanza singolare. In primis come professione è un insegnante e ha iniziato a scrivere a sesst'anni. Com'è scattata questa molla? Cos'è stato a spingerla a scrivere romanzi?
In realtà non ho cominciato a scrivere a sessant'anni, ho cominciato a otto o nove anni e questa era la magia che circondava la mia vita perché non avevo televisione, non avevo radio, non c'erano libri, avevo imparato a scrivere a scuola, a mettere insieme parole, frasi, a creare delle storie, in questo modo a sviluppare la mia fantasia. E scrivevo queste cose su taccuini che non erano diventati libri. Poi sono diventato insegnante e non ho avuto più tempo per scrivere. Ma alla fine, quando sono andato in pensione, tutti questi libri che si erano ammonticchiati nella mia testa sono ritornati. I miei studenti mi dicevano sempre quando raccontavo loro delle storie "ma perché non scrive libri?" Così alla fine ho fatto quello che mi hanno detto!
Com'è considerata negli Stati Uniti la professione di insegnante? Qui in Italia è abbastanza bistrattata, anzi i professori italiani sono i meno pagati di tutta l'Europa.
Gli insegnanti negli Stati Uniti sono consiedarti come in Italia, in Svezia, in Finlandia, in Norvegia... guadagnano pochissimo denaro e non c'è alcun rispetto per loro. E succede questo in tutti i paesi ricchi in cui si può guadagnare molto di più facendo una professione come quella dell'ingegnere informatico o software designer oppure lavorando in un'attività economica dove si ottiene molto più rispetto. Questo accade per gli avvocati, per esempio, o per i medici, i dentisti, gli uomini politici... praticamente tutte le professioni tranne quella dell'insegnante. E questo è un grandissimo mistero. Forse perché le persone pensano di sapere cosa fanno gli insegnanti, invece l'insegnamento è una professione estremamente delicata, molto raffinata, misteriosa, e la gente non lo capisce. Inoltre rispetto a un attore, a un calciatore o a un medico, la professione dell'insegnante non è certo molto sexi, molto glamorous.
In un'intervista ha dichiarato che l'insegnamento deve essere creativo. Che cosa intende esattamente? Ci può raccontare qualche sua esperienza di insegnamento creativo?
 | foto Effigie
 | Quando si entra in classe ci si trova di fronte a trentacinque adolescenti che sono come una bomba a orologeria pronta a esplodere e che pensano soltanto a cibo e sesso, sesso e cibo e nient'altro. Quindi bisogna cercare di trattenere la loro attenzione, trovare un modo per attirare la loro attenzione. Quando si va all'università naturalmente uno può andare e fare la sua lezione, non ha nessun problema di disciplina non è che ti ribattano o tirino cose nella classe. Invece nella scuola superiore è molto importante riuscire ad attirare e a mantenere la loro attenzione. Quindi ho scoeprto diversi modi, diverse tecniche per cercare di mantenerli attenti. Ho fatto diverse scoperte negli anni. Per esempio ogni settimana il giovedì nella mia classe cantavamo canzoni irlandesi e canzoni americane senza fare nessuna analisi del testo e poi magari leggevamo, recitavamo delle poesie, senza appunto analisi, senza compiti in classe oppure interrogazioni e gli studenti si divertivano e in effetti la questione era proprio quella di divertirsi. Ora questa idea che ho introdotto non era molto amata da alcune persone tipo alcuni presidi che però non mi hanno mai disturbato, perché invece gli studenti apprezzavano molto, si divertivano e in effetti l'insegnamento deve essere divertimento ed è una forma di seduzione intellettuale.
Di Anna Casanova
Nelle pagine di Wuz sull'autore trovate:
La recensione del romanzo Che paese, l'America
La recensione del romanzo collettivo Yeats è morto! al quale ha lavorato accanto ad altri 15 autori irlandesi
Una intervista realizzata nel 2001
La bibliografia dei suoi libri in commercio
a cura di Giulia Mozzato
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