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Intervista

Una saga oltre il tempo

Intervista a Diana Gabaldon



I libri di Diana Gabaldon appartengono a un genere a sé stante: si tratta di una saga storica che si svolge nella Scozia della seconda metà del Settecento, ma con un particolare eccentrico: la protagonista, Clare, è una donna del Novecento che, attraversando senza saperlo un magico cerchio di pietre, si è trasferita nel passato, mantenendo intatte le sue cognizioni, quindi con una buona conoscenza del futuro, della quale tenterà di avvalersi per scongiurare la sconfitta del suo Jamie, l’aitante highlander del quale si innamora, nella battaglia di Culloden. Questa la trama del primo romanzo, La straniera, ma ormai la saga è arrivata al sesto episodio, Tamburi d’autunno, diventando una serie di culto che ha venduto quattordici milioni di copie in ventitrè paesi del mondo. Nel frattempo Clare è rientrata ai giorni nostri, ha avuto una figlia da Jamie e dopo quasi vent’anni è ritornata da lui, seguendolo nell’emigrazione nella Carolina del Nord, pochi anni prima dello scoppio della rivoluzione americana. In Tamburi d’autunno la figlia scopre durante una ricerca che i genitori sarebbero morti nel 1776: forse questa volta toccherà a lei attraversare il cerchio di pietre per avvisare del pericolo.
L’autrice, in Italia per la presentazione del libro, ci rassicura: fra poco uscirà Passione oltre il tempo e la curiosità dei lettori sarà soddisfatta.



Sarà la conclusione della saga?


È già uscito il volume successivo La croce di fuoco, e neppure quello è l’ultimo. Nemmeno io so come andrà a finire questa storia iniziata per prova.

La straniera è stato il suo primo libro?

Fin da ragazzina ero certa di voler scrivere, ma per accontentare mio padre ho fatto studi scientifici, mettendomi poi a insegnare. Arrivata a trentacinque anni, e madre di tre figli, ho pensato che per imparare a scrivere un romanzo la cosa migliore era provarci, ma in quale genere cimentarmi? Ho sempre letto volentieri i gialli, ma per un primo tentativo mi sembrava troppo complicato. Poichè sono molto portata a fare ricerche, mi sono orientata verso il romanzo storico: proprio mentre mi domandavo in che periodo ambientarlo, vidi per caso alla tv una serie in cui il protagonista va avanti e indietro nel tempo per aiutare persone in difficoltà. In quella puntata era nella Scozia degli Highlanders e portava un bellissimo kilt: tanto bastò per decidermi. Avevo in mente di scrivere un vero romanzo storico, ma la protagonista femminile era tanto disinvolta e sicura di sé da apparire anacronistica, troppo moderna anche nel linguaggio; più mi sforzavo di contenerla, più mi prendeva la mano, così sono andata avanti a scrivere riservandomi di trovare prima o poi una spiegazione alla sua stranezza, ecco l’origine del cerchio magico che fa tanto “fantasy”. Ho mantenuto questo metodo anche nei libri successivi: scrivo scene staccate, seguendo l’ispirazione, poi metto insieme il quadro complessivo.

Legarsi a una saga così lunga non limita la sua libertà di autrice?

Una difficoltà che avevo previsto, tanto da far inserire nel contratto editoriale la clausola che dovevano pubblicarmi anche altri romanzi al di fuori della saga. Sono già usciti in America, e prossimamente anche qui da voi, due gialli a sfondo storico che hanno come protagonista un personaggio minore della saga principale, lord John Gray. E sto scrivendo un giallo ambientato ai giorni nostri. Così, quando metterò fine alla storia di Clare e Jamie non resterò con le mani in mano. ”
 



Daniela Pizzagalli è oggi una delle più affermate autrici di biografie al femminile. Presso Rizzoli ha pubblicato La dama con l’ermellino (1999), La signora di Milano (2000), La signora del Rinascimento (2001), La regina di Roma (2002), La signora della pittura (2003) e La signora della poesia (2004). Per la Bur è uscita un'edizione aggiornata di L'amica. Clara Maffei e il suo salotto nel Risorgimento. Il suo saggio più recente è Il viaggio del destino. Carla Serena da Venezia al Caucaso (2006).



26 luglio 2007 Di Daniela Pizzagalli

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