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INTERVISTA

Intervista a Silvio Perrella, Presidente della Fondazione Premio Napoli



Scrittore, critico letterario, Presidente della Fondazione Premio Napoli, docente universitario, direttore della rivista Mesogea: un vero intellettuale che si è sempre impegnato per valorizzare il ricco patrimonio culturale del Sud Italia.

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il Premio Napoli ha ormai una risonanza che supera i confini della Campania ed è considerato uno dei più autorevoli premi italiani: quali le ragioni?

Forse la trasparenza, e l'assoluta autonomia dalle case editrici. La nostra giuria (che ogni due anni viene rinnovata) di volta in volta diventa una comunità intellettuale che fa scelte precise. E queste scelte le argomenta sia durante una riunione pubblica, sia sul sito della Fondazione.

Premio, ma non solo: la Fondazione svolge una serie di attività culturali molto rilevanti, perché avete scelto un percorso più complesso e a largo raggio?

Perché la sola attività del Premio non basta, perché Napoli è una città che ha un assoluto bisogno di un lavoro costante, fatto di sinergie, di attenzione, di scelte oculate, e soprattutto di sguardo lungo e largo. Lavorare tutto l'anno, incrociando le arti, dialogando con pubblici diversi, e soprattutto aprendosi al mondo della scuola e della Università è sempre più necessario.

I premi letterari sono spesso messi in discussione: quali, a tuo parere, i pregi e quali i difetti più ricorrenti?

Lo sguardo di Ingrid Bergman, logo della Fondazione Premio Napoli
Il fatto è che in Italia i premi letterari sono davvero troppi. Sarebbe necessario un riordino complessivo del settore. E forse una maggiore specializzazione. E poi c'è la questione dell'agonismo: cosa c'entra la scrittura con le gare?


Per quanto riguarda il lettore, credi che la vittoria a un importante Premio rappresenti uno stimolo all'acquisto del libro?

In passato è stato così. Oggi si tendono a vendere di più libri che già di per sé vendevano. Tutto il sistema del libro - dalla pubblicazione all'arrivo in libreria - sta subendo una metamorfosi notevole. E spesso prevalgono gli aspetti negativi, la chiusura di spazi di autonomia e di spirito critico. Quindi, se i premi irrobustiscono scelte diverse dal mercato, va bene. Nel caso contrario, non fanno altro che accarezzare l'esistente.

Quale peso hanno le case editrici nelle scelte di una giuria?

Nella nostra giuria nessuna.

Brevi cenni biografici


Silvio Perrella è nato a Palermo nel 1959. Ha vissuto in varie città italiane, ma ha poi scelto Napoli come città in cui vivere e lavorare. Tra le sue opere ricordiamo: Costellazioni italiane (1945-1999). Libri e autori del secondo Novecento, opera di critica letteraria scritta con Massimo Onofri e Emanuele Trevi; Calvino, il saggio segue la parabola che porta, dal Sentiero dei nidi di ragno alla Giornata di uno scrutatore, dalla trilogia araldica a Palomar, e il giovane e iperattivo Calvino a diventare il malinconico sosia di se stesso; Fino a Salgarèda. La scrittura nomade di Goffredo Parise, nel testo Perrella racconta la storia di Goffredo Parise, scandendola in cinque tappe, corrispondenti ai cinque luoghi che più hanno segnato la biografia spirituale e creativa di Parise: Venezia, Milano, New York, Roma e Salgarèda. Infine un'opera narrativa, Giùnapoli. Al protagonista senza nome del libro l'autore ha prestato personali topografie, sentimenti e anche diverse ferite.

21 giugno 2007 Di Grazia Casagrande


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