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INTERVISTA

Finalista al Premio Strega e al Viareggio 2007

Laura Bosio



La scrittrice vercellese, non certo nuova ai favorevoli apprezzamenti della critica, è tra i finalisti di due dei premi letterari più prestigiosi del nostro Paese.

Nelle pagine di Wuz.it
Estate tempo di premi
I premi letterari scelti da Wuz
Le interviste
Enzo Golino, Presidente del Premio Stephen Dedalus
Silvio Perrella, Presidente del Premio Napoli
Gli scrittori
Mario Fortunato
Margherita Hack
Valeria Montaldi
Carola Susani
Sandro Veronesi


Ha scelto di raccontare la sua terra e la sua gente, scandita dai tempi delle risaie, molto presenti nella vita e nel paesaggio che si estende tra Novara e Vercelli. Chi è vissuto in questi luoghi certamente segna le stagioni dell'esistenza con l'assenza o la presenza dell'acqua negli spazi geometrici della risaia. E specchiarsi in quelle acque diventa parte della quotidianità. È ciò che ci narra in Le stagioni dell'acqua, romanzo edito da Longanesi e ora finalista sia al Premio Strega che al Viareggio.

Lei ha già vinto con opere precedenti, alcuni premi di grande prestigio come il Premio Bagutta opera prima e il Premio Moravia. Inutile chiedere cosa può significare per una scrittrice vincere un riconoscimento come questi, ma le domanderei se in qualche modo essere finalista al Premio Strega le ha dato un'emozione diversa.

I premi sono un bel riconoscimento del proprio lavoro. E certamente il premio Strega lo è in modo particolare.

Il Premio Strega prevede un mini-tour che sta vivendo in questi giorni, tra Benevento, Roma e Milano. Che esperienza è? Faticosa, interessante, stressante, divertente... E com'è il rapporto con gli altri autori, che sono comunque dei concorrenti?


E' un po' faticoso, inutile negarlo, perché il coinvolgimento è forte. Ma è appunto un'esperienza, con tante sfaccettature, anche divertenti.

L'attenzione della stampa e della critica al suo romanzo Le stagioni dell'acqua, in base anche alla sua esperienza precedente, le aveva fatto immaginare di poter entrare nel novero dei finalisti di un premio letterario di prestigio?

No, non lo immaginavo, ma da qualche parte me lo auguravo.

Qual è secondo lei la cosa più importante che si ottiene nell'essere selezionati tra i
candidati alla vittoria di un premio come lo Strega? L'incremento di vendite, la popolarità, il prestigio, l'ingresso ufficiale in una élite culturale, o altro?


Credo sia l'opportunità di arrivare a un maggior numero di lettori, sperando di non deluderli...

I premi letterari: ogni volta è polemica, ogni anno si dibatte sulla correttezza
dell'organizzazione, sulle ingerenze delle case editrici, sull'inutilità di questi baracconi spettacolari. Cosa ne pensa?


Sì, certo, i criteri delle scelte, gli inclusi e gli esclusi... Ma è un "gioco" che attrae e che fa bene ai libri, al libro in generale. 
I premi, come i festival e le fiere, con tutti i loro limiti e le loro incongruenze, in fondo sono soprattutto rivolti ad attirare l'essere più indesiderabile e deludente per gli innamorati della lettura: il non-lettore.


 A presentare il suo romanzo allo Strega sono Tullio de Mauro e Giorgio Ficara. Affinità letterarie? Amicizia?

No, non si tratta di amicizia, non in senso stretto. A me piace pensare che si tratta di quella sintonia che trasforma il patto tra autore e lettore in alleanza.    

I libri di Laura Bosio su Wuz


21 giugno 2007 Di Giulia Mozzato


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