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Intervista

Ha in mano lo scettro dello Strega grazie a Caos calmo, un ottimo romanzo, che sta per diventare film 

Intervista a Sandro Veronesi



Uno scrittore che non ha mai partecipato allo "star system" letterario e che, grazie unicamente alla sua bravura, ha ottenuto i maggiori riconoscimenti e che sa coniugare l'amore per una letteratura di qualità con la capacità di farsi amare e capire da un pubblico vasto.

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La vittoria del prestigioso Premio Strega che cosa ha rappresentato per la tua attività di scrittore? ha influito in modo consistente sulle vendite di Caos Calmo?

Ha sicuramente influito sulle vendite, e molto, perché il romanzo è andato veramente fuori-scala rispetto a tutti gli altri libri che ho pubblicato.
Evidentemente ci sono molto lettori che considerano il premio Strega una garanzia, e comprano il libro vincitore anche se non hanno mai letto nulla del suo autore. Poi c'è il prestigio, indubbio, che comporta, e che non ha ricadute commerciali, ma aiuta molto ad avere fiducia nelle proprie idee per il futuro.


I premi letterari, spesso messi in discussione, mantengono ancora oggi una loro funzione per quanto riguarda la diffusione della lettura?

Per quanto riguarda la mia esperienza, direi che dipende dal premio, e dalla ricaduta mediatica che ha. Certo, nei piccoli numeri, anche i premi cosiddetti "minori" svolgono questa funzione, ma quelli più rinomati lo fanno in maniera molto evidente.

Vincere premi letterari poco famosi che differenza fa per uno scrittore rispetto ad avere il primato nello Strega?

Appunto. Conferisce prestigio a una carriera, rappresenta una soddisfazione importante, ma non comporta nessun vantaggio apprezzabile in termini di vendite. Il che va benissimo, intendiamoci, perché alla fine non è quella la prima funzione di un riconoscimento.

Caos calmo sta diventando un film e vedrà come protagonista Nanni Moretti: hai partecipato alla scelta del protagonista e alla sceneggiatura?


No. Non ho preso parte al progetto, anche se era in mano a degli amici, perché cerco di tener fede a un principio che mi è stato trasmesso (oltretutto, direttamente) da Alberto Moravia: il cinema è un'arte, o una disciplina, autonoma, e i film devono essere il più possibile dei loro registi, senza la pretesa che rappresentino l'autore del libro da cui sono tratti.

Il tuo ultimo romanzo ha avuto una lunga gestazione: sai spiegarci il perché di un'attesa così lunga prima di deciderne la pubblicazione?

Perché ogni volta che ci mettevo mano per finirlo, alle prime difficoltà, preferivo virare sul progetto nuovo che avevo in testa, che aveva più appeal proprio perché era nuovo. Poteva benissimo capitare che Brucia Troia rimanesse inedito, a questo punto; ed è stato per evitare questo (una sconfitta, secondo me) che alla fine sono riuscito a compiere lo sforzo di finire il lavoro.

La vittoria allo Strega lo scorso anno ti ha dato maggiore libertà e autorevolezza nei confronti del pubblico o dell'editore?

Non lo so. Io ho sempre cercato di stabilire un rapporto chiaro con tutti, indipendentemente dall'autorevolezza che veniva o non veniva da fuori. Per me, in questo senso, non è cambiato niente. Ma può ben darsi che nella percezione degli altri, io adesso sia più "autorevole". Davvero non lo so.

Il mondo che descrivi in Brucia Troia è quello della marginalità negli anni Cinquanta e Sessanta. Non credi che altre situazioni oggi corrispondano in gran parte a quelle che hai descritto nel romanzo?

Certamente. Solo che non riguardano quasi più gli italiani, e in questo senso credo che sia importante ricordare l'epopea di quei tempi, così uguale a quella che ora vivono gli extracomunitari.

Brevi note biografiche


Sandro Veronesi è nato a Firenze nel 1959. Si laurea in architettura nel 1985 e vive a Prato fino a quell’anno, poi a Roma fino al 2003, quando decide di tornare definitivamente a Prato, dove vive insieme ai tre figli.
È autore di rubriche culturali per radio e televisione, collaboratore di testate giornalistiche e riviste letterarie, ha tradotto in italiano vari autori e poeti americani, Insieme a Domenico Procacci ha fondato la casa editrice Fandango Libri. Fratello del regista Giovanni Veronesi, ha curato la traduzione e l’adattamento di dialoghi di film stranieri e scritto le sceneggiature di molti film. Da La forza del passato è stato tratto l’omonimo film, con regia di Piergiorgio Gay, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2002. Nell’autunno 2005 ha pubblicato, con Bompiani, Caos calmo con cui ha vinto nel 2006 il Premio Strega. Il suo ultimo romanzo è Brucia Troia.


Le opere di Sandro Veronesi su Wuz

21 giugno 2007 Di Grazia Casagrande

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