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INTERVISTA

Intervista ad Antonio Di Pietro 



Un partito politico su Second Life? Perché? Abbiamo posto questa domanda ad Antonio Di Pietro, il primo uomo politico italiano che ha deciso di utilizzare questo “mondo parallelo” per comunicare con gli elettori in modo nuovo. 


Ecco alcune note biografiche dell’attuale Ministro per le Infrastrutture.
Antonio Di Pietro nasce a Montenero di Bisaccia (Campobasso) il 2 ottobre 1950.
Vive a Curno (Bergamo) con la moglie e i tre figli ed è nonno.
A 21 anni emigra in Baviera (Germania) per lavorare in una catena di montaggio di un’industria metalmeccanica e in seguito in una segheria. Nel 1973 torna a lavorare in Italia come impiegato civile dell’Aeronautica Militare. Riprende gli studi e nel 1978 si laurea in giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano.
Nel 1979, assume le funzioni di segretario comunale in alcuni comuni del Comasco. Nel 1980, sempre a seguito di pubblico concorso, diventa Commissario di Polizia nel IV distretto di Milano come responsabile della Polizia giudiziaria. Nello stesso anno consegue l’abilitazione di procuratore legale per l’esercizio della professione forense. Nel 1981 entra in magistratura e, dopo un periodo di pratica, è assegnato con funzioni di Sostituto Procuratore alla Procura di Bergamo. Nel 1985 è trasferito alla Procura di Milano con funzione di Sostituto Procuratore e si occupa di inchieste riguardanti la criminalità organizzata e i reati contro la Pubblica Amministrazione.  È di questi anni l’inchiesta Mani Pulite.
Nel 1989 è consulente per l’informazione per il Ministero di Grazia e Giustizia.
Nel 1995, lasciata la magistratura, ottiene la cattedra di Diritto penale dell’Economia presso il Libero Istituto Universitario “Carlo Cattaneo ” di Castellanza (VA). Nello stesso anno è nominato consulente della “Commissione parlamentare stragi” e della “Commissione parlamentare d’inchiesta sull’attuazione della politica di cooperazione con i paesi in via di sviluppo”. Sempre nel 1995 riceve la laurea honoris causa dalla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Democritus di Tracia (Grecia).
Nel maggio 1996 è nominato Ministro dei Lavori Pubblici del Governo Prodi.
Dal novembre 1997 al 2001 è Senatore della Repubblica, eletto nella circoscrizione del Mugello mentre, dal giugno 1999 al 2006, è Parlamentare europeo (Presidente di Delegazione del Parlamento europeo dapprima per le relazioni con il Sud America, poi per l’Asia centrale e infine per il Sudafrica). Nel 2000 fonda il partito Italia dei Valori, di cui è Presidente esecutivo. Alle politiche del 2006 l’Unione vince le elezioni e gli viene affidato il Ministero delle Infrastrutture.


Ministro, Lei è sempre stato attento ai nuovi metodi di comunicazione. Vede nelle nuove tecnologie uno strumento utile anche in ambito politico?

Assolutamente si. La rete consente nuove modalità di relazione, e grazie a strumenti come chat, form, blog, le persone possono partecipare attivamente alla vita politica del paese e informarsi realmente, verificando la veridicità delle notizie date dai media. I politici devono tener conto della rete e delle possibilità di verifica e controllo sul loro operato che internet consente da parte dei cittadini.

Come pensa di utilizzare questo particolare spazio?


La realtà virtuale e internet stanno convergendo velocemente. SL è uno degli esempi di maggior successo. Oggi ci sono più di 2 milioni di abitanti in second life, con delle prospettive di crescita enormi. L'isola di Italia dei Valori, Never Land, sarò un luogo in cui organizzeremo incontri, conferenze e dove avremo modo di relazionarci con un pubblico nuovo.

A quale elettorato, o meglio a quali cittadini, pensa di rivolgersi?

Il target in questo caso è di giovani orientati alla rete, che sono abituati ad informarsi autonomamente e che cercano nel web delle risposte ai problemi che incontrano nella loro vita: lavoro, ambiente, scuola, vivibilità degli spazi, ecc.

Ha pensato a precisi modelli che l'hanno preceduta quando ha fatto questa scelta piuttosto ardita per il mondo politico italiano?

Modelli direi di no, sicuramente ci sono alcuni esempi all'estero come Segolène Royal o l'ambasciata svedese che mi hanno confortato nella scelta di questo percorso.

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27 aprile 2007 Di Grazia Casagrande


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