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La parola a Kiddy Citny, il più famoso artista del muro di Berlino
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Muri contro la libertà e muri che prendono il volo…
East side gallery: qualche porzione di muro lasciata in mostra all’aria aperta. Il simbolo della divisione tra mondo occidentale e Unione Sovietica si trasforma in un’enorme tela ideale per ospitare graffiti, disegni, messaggi di protesta e di pace. Kiddy Citny, artista e musicista, fondatore della celebre band berlinese Sprung aus den Wolken, è uno dei più conosciuti e stimati artefici di quest’opera. Autore dei famosi “cuori incoronati”, Kiddy persegue in un lavoro irrefrenabile, spinto da una scossa vitale che sembra provenire proprio dall’atmosfera aperta e d’avanguardia di una capitale in continuo movimento. Riusciamo a chiacchierare con lui sul suo rapporto con la città.
Come è possibile una tale apertura, da parte della città di Berlino, nei confronti dei giovani artisti e dell’arte contemporanea?
Le infrastrutture a Berlino sono così economiche! Un appartamento o uno studio di 160 mq costa meno di 1000 euro al mese. Per questo ci passano artisti provenienti da tutto il mondo. La cultura e l’arte hanno una grande importanza a livello economico a Berlino, quasi fosse un’alternativa all’assenza di grandi aziende. La sua nuova posizione di monopolio, in quanto capitale tedesca, ha fatto in modo che tutte le più importanti gallerie, collezioni e fondazioni si trasferissero a Berlino. La quantità di gallerie negli ultimi è raddoppiata, passando da circa 250 di 15 anni fa a 500 oggi. Berlino diventerà la nuova New York nella scena internazionale. Così come la città dopo la riunificazione è raddoppiata, anche molti musei hanno subito un raddoppiamento sia a est che a ovest.
Pensi che la città influenzi molto la tua arte e la tua musica?
Certamente, Berlino è la fonte dalla quale nascono i miei quadri e lo stesso vale per la musica, che scrivo e suono con la celebre band berlinese Sprung aus den Wolken, poiché io vivo e lavoro qui, in questa città.
Cosa fa il governo per incentivare la produzione artistica?
I tre governi: quello comunale, regionale (del Land) e centrale, fanno davvero moltissimo per gli artisti che lavorano a Berlino. Contribuiscono ad agevolare l’affitto di un atelier, promuovere premi per artisti, l’organizzazione di mostre e molto altro.
In Italia è molto difficile emergere per i giovani artisti. Cosa pensi che manchi al nostro paese rispetto a Berlino?
Io credo che ogni paese si sia guadagnato gli artisti che ha. La ragione per cui al giorno d’oggi gli artisti italiani non siano motivo di successo sul mercato internazionale, a differenza di quanto invece è avvenuto in Germania, forse è che il nostro paese ha avuto come vantaggio la rinascita avvenuta dopo la caduta del muro. Tuttavia, non conosco abbastanza bene la situazione italiana per poter rispondere a questa domanda in maniera esauriente. Il problema dell’Italia, comunque, è quello di non avere un’immagine positiva. Non è possibile prendere sul serio il governo italiano, poiché è spesso motivo di scherno in tutto il mondo.
Come sarà la tua prossima mostra? Ci sono altri muri che vorresti dipingere?
Ci sarà una mostra ad Amburgo a partire dal 3 giugno. Il titolo di questa esposizione è "Jungbrunnen" (sorgente giovane). Invece, a Berlino, esporrò insieme a Thierry Noir un muro della libertà nella Leipziger platz. Nel Südtirol creerò un murales in una casa privata e terrò un breve corso di graffiti e pittura a muro. Il muro che dipingerei volentieri si trova in cielo, dove vorrei vorrei riuscire a a disegnare dei grandi quadri con un aereo.
| 30 ottobre 2009 | | Di Anna Zizola |
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