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HOME | venerdì 03 settembre 2010 |
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Monica Guerritore: una donna con corpo, anima e talentoLa passione per l'interpretazione, la piacevole fatica di conciliare l'essere donna e madre con il lavoro, il futuro del teatro e l'audiolibro de La profezia di Celestino in un'intervista per Wuz.
L'inchiesta di Wuz: Così siamo, se vi pare: il mondo delle donne
La biografia migliore potete leggerla sul suo sito ufficiale: riporta l'elenco dei suoi successi tra cinema, teatro e televisione, ma anche curiosità sui suoi gusti, sulle sue passioni e sulle idee politiche. Inutile ripetere qui le parole che lei stessa usa per raccontarsi, con grande sincerità. Perché Monica Guerritore è certamente una persona aperta verso gli altri, generosa, disponibile: tutte doti tipicamente femminili. Lo ha dimostrato anche rispondendo alle nostre domande, nate dalla pubblicazione dell'audiolibro Salani del celeberrimo libro di Redfield La profezia di Celestino
.
La tua carriera testimonia una grande passione, che si è sviluppata in vari ambiti, dal cinema al teatro, alla televisione. Una passione che ti ha catturata sin da giovanissima. Come (e quando) ti sei accorta che recitare sarebbe stata la tua vita?
Recitare è un termine che io non uso mai... neanche "attore" non danno l'idea del mio mestiere che è l'interpretazione. E, per quanto riguarda me è stato il "caso" a condurmi. Per caso Strehler mi ha incontrata, mi ha chiesto di interpretare un ruolo in teatro, avevo 15 anni e lì, in teatro, in quel luogo buio e riflessivo, ho percepito che quella era la mia vita. Interpretare, indagare, cercare di conoscere...
L'essere donna (e bella) ha condizionato in qualche modo (specie agli esordi) la tua credibilità? Sei riuscita a imporre il tuo punto di vista con la medesima autorevolezza di un uomo?
Sì. Ci sono riuscita. Andando contro i dogmi, i luoghi comuni, restando isolata e lavorando, studiando, praticando. Centrando il mio pensiero solo su quello che avevo voglia di raccontare: con l'anima, il corpo, il mio talento.
Il lavoro di attrice vuol dire essere continuamente in movimento, avere impegni pressanti. Questo ti ha imposto scelte difficili nel privato? Riesci a conciliare facilmente la sua vita personale con quella professionale, o per farlo hai dovuto fare rinunce superiori a quelle di un uomo?
Il sentimento, l'impegno fisico ed emotivo verso gli affetti familiari è strutturalmente e culturalmente diverso per una donna rispetto a quello di un uomo. È stato per me naturale non privare i miei affetti, le mie figlie, la mia casa, della mia attenzione... C'è voluta sola una buona dose di fatica fisica in più. Ma è stato del tutto spontaneo.
 | | la scheda dell'audiolibro | È appena uscito in libreria l'audiolibro delle Profezie di Celestino da te interamente letto. Un'esperienza nuova, immagino, nella tua carriera. Quali scelte interpretative ha comportato? Come hai affrontato questo lavoro?
Niente di nuovo. Leggere a voce alta, per gli altri, è molto divertente...
Com'è nata l'idea di questo audiolibro? Avevi già letto precedentemente questo libro, lo apprezzavi, o il titolo scelto era secondario rispetto al progetto?
Ho scelto io il titolo. È un libro che mi ha aperto tante strade... mi ha portato ad altri libri... a un apertura mentale diversa... a possibilità diverse...
Quali generi letterari prediligi? Cosa stai leggendo in questo momento?
Non c'è un "genere" vero e proprio. Ci sono "momenti-curiosità" e libri "scritti bene o male". Può coinvolgermi un thriller: ho appena finiti la trilogia "Millennium" di Stieg Larsson. Contemporaneamente leggo Lettere a Lucilio di Seneca. E studio Fisica. Bellissima la biografia di Einstein La sua vita, il suo universo di Walter Isaacson.
Si parla molto di crisi del teatro e del cinema in Italia. Il tuo lavoro testimonia che alcune voci importanti esistono. Quali saranno gli appuntamenti dei prossimi mesi? Sei fiduciosa in una ripresa qualitativa (anche a livello internazionale) delle produzioni italiane?
Siamo "come color che son sospesi...". E io ho la certezza che quando le cose si disfanno si apre uno spazio nuovo, nuove possibilità, nuovi talenti, nuove forme / pensiero e di conseguenza nuove forme estetiche. Bisogna solo essere molto forti e imporre la fine dell'orrore che ci ha ingolfato in questi ultimi vent'anni. Non cedere più, staccare la spina e avere il coraggio di ricominciare dal "bello". Non come qualità estetica ma come "intuizioni e forme che abbiano spessore e profondità".
| 27 febbraio 2009 | | Di Giulia Mozzato |
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