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La prima volta da regista: intervista a Guillermo ArriagaUniversalmente noto come scrittore e come sceneggiatore di tutti i film di Iñarritu, autore di opere indimenticabili come 21 grammi, Amores perros o Babel, ha firmato anche Le tre sepolture di Tommy Lee Jones, film per cui ha ottenuto il premio come miglior sceneggiatura a Cannes nel 2005, Arriaga, forte di tanti riconoscimenti e successi, ha deciso di essere per la prima volta anche regista di The Burning Plain. Ecco come racconta la sua straordinaria esperienza.
Ci racconti, in sintesi, che cosa vuol comunicare questo film.
Il film vuole esplorare l'esperienza di una donna. È un viaggio che la porta all'estremo di sé e anche la natura corrisponde a questo percorso.
Una donna al centro della storia ed è interpretata da Charlize Theron. Perché ha scelto proprio lei come protagonista?
Prima di tutto è una donna bellissima e poi è una grande professionista. È stata lei a scegliere le attrici èer le altre due figure femminili. Ma non è stato necessario molto tempo, abbiamo fatto un solo giorno di casting...
The Burning Plain non ha un andamento cronologico, così come spesso avviene anche nei film che ha scritto in precedenza.
Il mio rapporto con il tempo è particolare, non porto, anzi non ho, nemmeno un orologio. E poi neppure la narrazione può avere un andamento lineare. Mi interessa perciò la decostruzione del tempo: le persone hanno in sé tutta la loro esperienza, sono diverse negli anni ma nello stesso tempo sempre uguali. Passiamo attraverso il tempo e il film racconta che cosa rimane del noi di un tempo quando passano gli anni.
In questo film il tema della morte è di certo importante.
La morte mi ha sempre ossessionato e mi ossessiona il peso dei morti sui vivi. La mia identità è costruita da tutti quelli che sono in relazione con me, che mi stanno intorno e quando uno di loro muore muoio in parte anch'io. La nostra società è invece ossessionata dal bisogno opposto: vuole distruggere la morte, cancellarla. C'è un rifiuto totale della morte, io invece tento di portare la morte nella vita, perché è inevitabilemnte parte di questa.
La natura, il paesaggio sono molto importanti in questo film.
 | Arriaga e Iñárritu
 | Il titolo iniziale doveva essere I 4 elementi, proprio per sottolineare l'importanza dell'ambiente, del paesaggio. Il caldo, il sole, il deserto e poi la pioggia, il freddo, il vento gelido di Portland: contraddizioni che bene rispecchiano quelle dei personaggi. E poi si lavora molto meglio, è più bello girare in esterni che al chiuso.
Insomma c'è uno stretto rapporto tra spazio e personaggio?
Certamente, anche nella realtà il clima, l'ambiente in cui viviamo ci condiziona. In Oregon piove sempre e la cosa incide sulla personalità di chi vi abita. Nel deserto i problemi sono altri ma anche quella natura è condizionante: per alcuni attori lo è stata molto. Io ho detto a J. D. Pardo, che interpreta il giovane Santiago: cammina e ascolta il vento, niente di più, lasciati andare, sarà la natura a trasformarti.
È stato difficile passare dalla scrittura alla macchina da presa?
Devo dire che mi sentivo protetto da attori bravissimi e da produttori eccezionali. Quando giravamo ci siamo divertiti moltissimo. Per me questo film è stato uno dei momenti più felici della mia vita professionale. Sono molto orgoglioso dei miei colleghi di cui ho ammirato il grande impegno per tutto il tempo delle riprese.
Intervista a Charlize Theron The Burning Plain, il film
| 05 novembre 2008 | | Di Grazia Casagrande |
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