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Citazione da La La libertà della vertigine

  • La La libertà della vertigine di Vailati Alberto

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    Alberto Vailati. "La libertà della vertigine" Erano tasti di un pianoforte, uno bianco, uno nero, in successione, con suono individuale e diverso: per trovare un’armonia, un’aria suadente, si doveva scegliere il corretto abbinamento, quasi a occhi chiusi, guidati esclusivamente dalla propria indole, rappacificata o guerriera, piangente o sferzante, cieca o captante. Echi di canzoni dimesse, le memorie erano fuggite, accatastate e ammuffite, andavano cercate con pazienza: scovare un pertugio e spalare con veemenza, per far filtrare nuovamente la forza radiante del sole. Con questo intento, la scelta di recludersi a distanza prendeva senso e aveva ragione e motivo di essere percorsa. Tentare.



    Scelta da crow, mercoledì 23 ottobre 2013

     
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