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EVENTO

Su RaiDue dal 29 novembre in prima serata



Crimini



Un modo diverso per parlare dell’Italia di oggi, attirando molti spettatori con un programma interessante, accattivante e, soprattutto, di qualità.

Il giallo è di sicuro un genere che avvince lettori e spettatori: il boom della produzione letteraria e cinematografica con queste caratteristiche è perennemente in crescita e giustamente la Rai ha pensato di affidare a otto scrittori, che rappresentano sicuramente la punta di diamante della letteratura italiana di genere, la stesura di altrettante sceneggiature per otto film della durata di 100 minuti l’uno che saranno trasmessi settimanalmente in prima serata su RaiDue a partire dal 29 novembre.


Perché questi film ci faranno conoscere meglio l’Italia?
Agli autori è stata data l’indicazione di raccontare la realtà territoriale e ambientale che più conoscono, che sia una grande città o un paesino di pochi abitanti, e il ritratto che esce da queste storie è quello di un Paese pieno di contraddizioni, in cui tanti, troppi, misteri sono rimasti insoluti e che però vede talvolta imprevedibili gesti d’eroismo e generosità. Responsabile del progetto è Giancarlo De Cataldo.




Ecco come, secondo il curatore del progetto, si caratterizza il poliziesco italiano:

“-massima attenzione al plot e, in particolare, agli elementi di verosimiglianza nella costruzione dell’investigazione, sia per quanto riguarda i caratteri (poliziotti, magistrati, delinquenti più o meno d’alto bordo) che la procedura.
- massima attenzione all’ambiente: tutti i più riusciti polizieschi contemporanei sono anche pitture urbane (o rurali) in cui viene catturato lo spirito del territorio, protagonista almeno quanto i caratteri principali della vicenda narrata. A differenza che nei modelli anglosassoni, peraltro, il poliziesco italiano non si ambienta esclusivamente nelle grandi metropoli corrotte e tentacolari, ma anche nella provincia, spesso opulenta a apparentemente addormentata quanto, nel profondo, attraversata da violente tensioni, e nella campagna, dove, come si è già avuto modo di dire, la cronaca registra impressionanti crimini
- massima attenzione al contesto sociale della vicenda
- inserimento di humour e commedia. Con queste due espressioni non ci si intende riferire al tradizionale “gioco” letterario che vuole il detective pieno di tic e di manie, ma a qualcosa di più profondo e strutturale: il carattere nazionale. Gli investigatori italiani (professionisti od occasionali che siano) non sono intessuti del cupo puritanesimo venato di ossessioni sessuali che domina nella letteratura (e nella fiction) anglosassone. Gli italiani amano la famiglia, l’amore, la vita e sono dei formidabili battutari.”


Gli scrittori a cui è stato affidato l’incarico di scrivere una puntata di questo (finalmente) stimolante programma sono autori che hanno sviluppato in modo originale il genere e soprattutto lo hanno utilizzato per raccontare tanti aspetti nascosti dell’Italia di oggi:


Diego De Silva
Giorgio Faletti
Andrea Camilleri
Massimo Carlotto
Sandrone Dazieri
Giancarlo De Cataldo
Marcello Fois
Carlo Lucarelli


Il bambino e la befana

Il giallo, ambientato a Roma, vede la sceneggiatura, oltre che di Giancarlo De Cataldo (ideatore della storia) anche di Salvatore Marcarelli.
Siamo nella piazza che per tradizione è il luogo in cui la Befana porta i doni ai bambini romani, Piazza Navona. La folla è così grande che rapire un bambino è davvero facilissimo: così Carletto viene sottratto da Adriana alla madre Laura che, non appena se ne accorge, comprensibilmente si dispera.
La donna, fiduciosa, si affida al compagno Giangilberto perché l'aiuti a ritrovare il figlio, non sapendo che è stato proprio lui a organizzare il rapimento.
Una storia che attraversa i tanti contraddittori volti di Roma con lo sguardo di un bambino inconsapevole del suo valore di “merce”.  


Terapia d’urto

La storia è di Giorgio Faletti e la sceneggiatura oltre che di Faletti è di Claudio Corrucci. La vicenda è ambientata all’Isola d’Elba (dove lo scrittore piemontese vive da anni).
Protagonista è Roberto, un giovane uomo affetto da crisi di panico davvero condizionanti. Quando muore sua madre, scopre di avere avuto un fratello di cui ha sempre ignorato l’esistenza  e non sa neppure spiegarsi il perché di tanto mistero. A quel punto però (superando tutte le sue ansie) decide di ritrovare questo fratello sconosciuto e va all’Isola d’Elba, terra d’origine della sua famiglia. Viene così a sapere che il fratello è stato ucciso poco prima che lui nascesse e l’uomo che è stato condannato per quel delitto forse non è il vero assassino. Così almeno crede la figlia di quell'uomo ritenuto colpevole dal tribunale ma per lei, senza ombra di dubbio, innocente. La ragazza si allea perciò con Roberto alla ricerca del vero assassino, rivelazione che spiegherà anche l’origine della malattia psicologica del protagonista.



Disegno di sangue

Dato che l’autore della storia è Marcello Fois è facilmente comprensibile che l’ambientazione sia sarda. Autore della sceneggiatura è invece Giancarlo De Cataldo.
Giacomo Correli, commissario di polizia, viene mandato a Cagliari e non viene accolto con grande entusiasmo dai colleghi di lavoro. Quando poi si trova di fronte a un caso di omicidio irrisolto la collaborazione dei suoi uomini è del tutto inesistente. Un’anziana signora, parente di un uomo molto potente, è stata uccisa  e non è stato identificato il colpevole. Nessuno vuole mettere mano al caso temendo di pestare i piedi a chi sta molto in alto. Il solo Correli non si fa intimidire da chi ha il controllo di quel territorio.



Rapidamente

Autore della storia, ambientata a Bologna, e della sceneggiatura (insieme all’amico Giampiero Rigosi) è Carlo Lucarelli: un nome, una garanzia, si potrebbe dire.
Quattro i protagonisti per le quattro giornate in cui si svolgono le vicende narrate. Elisa, ricercatrice di una multinazionale farmaceutica, è addetta allo studio di un nuovo farmaco; Vesna, diventata l’assistente di uno spietato killer da immigrata clandestina qual era; il capo di Vesna, cioè “lo spietato killer”,  che cerca di far sì che Elisa manipoli il farmaco su cui sta lavorando; infine Marco, un uomo generoso dall'animo "bello" che contrasta con il suo aspetto sgradevole, che si dimostrerà l’unico vero alleato della ricercatrice.


Il covo di Teresa

Dato che ogni autore deve parlare dell’ambiente che meglio conosce, questa storia di Diego De Silva è ambientata a Napoli. Autrice con De Silva della sceneggiatura è Giovanna Koch.
Mario Zonin giunge a Napoli per prendere servizio nella caserma dei carabinieri dove il nonno aveva anni prima perso la vita perché non aveva sparato al malvivente che gli stava di fronte. Vicina di casa di Mario è Teresa che proprio in quei giorni sta nascondendo Marco, un rapinatore che aveva ucciso un carabiniere durante una rapina e che non era stato ancora trovato e arrestato. La fuga disperata che Marco tenterà verrà interrotta proprio dalla figura del nostro protagonista.
Per evitare di finire come il nonno, Mario oserà questa volta sparare?


Troppi equivoci

Siamo a Palermo per questa storia di Andrea Camilleri che ha per sceneggiatori Rocco Mortelliti e Carla Vangelista.
Bruno Costa (un tecnico dei telefoni appassionato di cultura) incontra e si innamora perdutamente di Anna Zanchi, una traduttrice che vive a Palermo per lavoro. Il loro amore è interrotto tragicamente dalla morte di Anna, uccisa da un uomo che, penetrato a casa sua, prima di ucciderla, l’ha interrogata per sapere dove fosse Bruno. Il ragazzo, dopo aver scoperto quell’orribile delitto, si getta anima e corpo nelle indagini e il suo coraggio riesce a superare anche la polizia.


Morte di un confidente

Da un’idea di Massimo Carlotto, ecco un giallo complesso e appassionante, che vede come sceneggiatori lo stesso Carlotto con Nicola Lusuardi e Tommaso Capolicchio.
Siamo nel Nord Est, a Padova, dove ha operato Giulio Campagna, un poliziotto piuttosto rude ma ricco d’esperienza che, per colpa di un’indagine finita male, ha perso praticamente tutto: il lavoro, la moglie, la stessa fiducia in se stesso.
Quando viene a sapere che un carico di droga sta per giungere in città viene contatttato dal suo ex capo perché riagganci un vecchio confidente, un certo Ortis. Ma, proprio la sua difficile condizione, gli imporrà di “passare” il confidente a un collega. Quando Ortis viene ucciso, Campagna è dominato dai sensi di colpa che riuscirà a mettere a tacere solo quando avrà trovato il colpevole.
 


L'ultima battuta

Sandrone Dazieri, autore e sceneggiatore con Andrea Garello di questo ultimo film della serie, ambienta a Milano il suo giallo.
Samuele, finita la grande notorietà avuta quando faceva il comico, si è messo a bere. La sua caduta nella disperazione culmina con l’abbandono di Caterina, la sua donna, che gli ha preferito Luca, l’ex partner sul palcoscenico di Samuele. L’uomo però, con uno scatto d’orgoglio, riprende in mano la sua vita e apre un locale di cabaret in città. Una sera Luca viene ucciso e la prima a essere sospettata è Caterina. L’avvocato della donna chiede l’aiuto di Samuele per investigare nei luoghi, bar e locali, frequentati in passato dalla coppia. Durante le sue indagini private avviene un incontro importante: quello tra Samuele e Lisa, cameriera in un bar, con un figlio adolescente che vorrebbe diventare un uomo di spettacolo.  Così il nostro investigatore deve dare una mano anche a quella donna, di cui si è innamorato, e a suo figlio…


20 novembre 2006 Di Grazia Casagrande


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