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La biografia di Amado Jorge

Pirangí, Bahia, 1912
Amado Jorge

Scrittore brasiliano.
L’impegno sociale e politico che ispira i primi romanzi ha il suo supporto in una vita di militante di sinistra che gli procurò più volte il carcere e l’esilio e infine l’elezione a deputato del partito comunista brasiliano.
Nel 1946 ottenne il premio Stalin per la letteratura.
Amado si affermò giovanissimo con Il paese del carnevale (O pais do carnaval, 1931), in cui già si delinea la sua fisionomia di narratore realista, incline a una sorta di populismo romantico, legato alla gente e ai problemi della sua terra bahiana; seguirono Cacao (Cacau, 1933), Sudore (Suor, 1934), Jubiabá (1935), Mar Morto (1936), Capitani della spiaggia (Capitaes da areia, 1937), Terre del finimondo (Terras do Sem-fim, 1943), la trilogia I sotterranei della libertà (Os subterrâneos da libertade, 1951-54).
In seguito, il colorito linguaggio folcloristico si temperò, grazie all’introduzione di strumenti espressivi della tradizione classica.
Con Gabriella, garofano e cannella (Gabriela, cravo e canela, 1958) Amado ha avviato una nuova fase di romanzi «non impegnati», di sorridente vena lirica, centrati su personaggi femminili: Donna Flor e i suoi due mariti (Dona Flor e seus dois maridos, 1966); La bottega dei miracoli (Tenda dos milagres, 1969); Teresa Batista stanca di guerra (Teresa Batista cansada da guerra, 1972); Vita e miracoli di Tieta d’Agreste (Tieta do Agreste, 1977); Alte uniformi e camicie da notte (Farda, fardão, camisola de dormir, 1979); Tocaia Grande (Tocaia Grande: a face obscura, 1984).
Ha pubblicato anche «appunti per un libro di memorie che non scriverò mai», Navigazione di cabotaggio (Navegaçao de cabotagem, 1992) cui è seguito Il miracolo degli uccelli(O milagre dos pánaros, 1997).
Fonte: Enciclopedia della Letteratura Garzanti 2007



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I libri di Amado Jorge

  • Alte uniformi e camicie da notte
    Chi è il colonnello Pereira? Siamo nel 1940, in un Brasile governato da una dittatura che intrattiene cordiali rapporti con la Germania nazista. Dopo la morte del grande poeta antifascista Antonio Bruno, all'Accademia è rimasto un seggio vacante. Il colonnello Pereira, personaggio di spicco della repressione antidemocratica (e "pessimo scrittore"), è il candidato del regime. A mettergli i bastoni tra le ruote intervengono due anziani letterati, due simpatici donchisciotte armati delle sole armi del candore e dell'astuzia.
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  • Alte uniformi e camicie da notte
    Chi è il colonnello Pereira? Siamo nel 1940, in un Brasile governato da una dittatura che intrattiene cordiali rapporti con la Germania nazista. Dopo la morte del grande poeta antifascista Antonio Bruno, all'Accademia è rimasto un seggio vacante. Il colonnello Pereira, personaggio di spicco della repressione antidemocratica (e "pessimo scrittore"), è il candidato del regime. A mettergli i bastoni tra le ruote intervengono due anziani letterati, due simpatici donchisciotte armati delle sole armi del candore e dell'astuzia.
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  • Bahia
    "Se ami l'umanità", scrive Amado, "e desideri vedere Bahia con occhi d'amore e di comprensione, allora sarò la tua guida. Rideremo insieme e insieme ci ribelleremo. Ogni dépliant ufficiale ti dirà quanto è costata la costruzione dell'ascensore Lacerda, l'età esatta della Cattedrale, il numero preciso dei miracoli del Signore del Bonfim. Ma io ti dirò ben di più, poiché ti parlerò del pittoresco e della poesia, ma anche del dolore e della miseria." "Bahia" è un libro pieno d'amore, quello di Amado per la sua città natale. In queste pagine il grande scrittore si fa guida al lettore nelle pieghe più segrete di questo luogo a metà fra Oriente e Occidente, la città magica, luogo privilegiato di tutti i misteri. Bahia appare come un universo a parte, in cui valori ancestrali come la sacralità dell'ospite hanno ancora corso, e in cui i rapporti umani sono ancora tali. Amado si manifesta etnologo, critico d'arte, critico letterario e molto altro ancora, ma, soprattutto, un ospite premuroso per il lettore che si addentra in queste pagine. Scritto nei primi anni Quaranta, "Bahia" rappresenta a tutti gli effetti la tela di fondo su cui Amado ha lavorato per i romanzi del cosiddetto "ciclo baiano", ma non solo: personaggi, vicende, paesaggi di tutta la sua opera trovano qui la fonte ispirativa principale. Con 17 disegni di Carybé.
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  • La bottega dei miracoli
    Pedro Archanjo, gran casanova, scrittore e poeta, eterno e scalpitante adolescente, irresistibile conversatore, litigioso capopopolo, cuore tenero e leale, povero diavolo ma gran signore, vecchio saggio, indovino e stregone, stramazza e muore su un fangoso marciapiede del suo miserabile quartiere di Bahia. Al funerale accorre una folla innumerevole e composita. La città inconsolabile si ferma al passaggio di un corteo di professori e vagabondi, puttane e bottegai: lì, dietro al feretro, stanno i compagni (e le compagne) di vita di Pedro Archanjo. Saranno loro ad affollare le pagine di questo libro in cui si racconta dell'esistenza del più straordinario figlio di Bahia.
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  • Cacao
    Dopo una breve infanzia agiata e felice a Sao Cristovao, la tragedia della morte del padre e i soprusi dello zio costringono il quindicenne sergipano (così chiamato perché nativo di uno stato del Nordest del Brasile, il Sergipe) a lavorare in fabbrica. Inseguendo i sogni collettivi di emigrare nelle zone del cacao, il ragazzo finisce per lasciare casa sua alla volta di Pirangi. Là, nella Fazenda Fraternidade del coronel Mané Frajelo, il mito del cacao crolla nell'impatto con la durezza della realtà e con la disperazione della miseria. Un romanzo corale, popolare, scritto con toni appassionati e vibranti da uno scrittore (appena ventenne) che vuole portare alla ribalta letteraria l'esistenza di classi sociali che soffrono.
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  • Capitani della spiaggia
    João Grande e Pedro Proiettile, il Professor Bella-Vita, il Gatto e Gamba-Zoppa, il negretto Barandão e la piccola Dora, il Siccità e il Lecca-Lecca sono i membri di una pericolosa banda di ragazzi che infesta il porto di Bahia in un'epoca di oppressione e di rivolta. Sciuscià o bespryzornie, olvidados o boys-of-the-rood, sono i bambini delinquenti, i reietti, il fiore nero e turbolento dell'abbandono e della miseria. Molti di questi ragazzi vengono travolti, ieri come oggi, dalla crudeltà di una società nemica o dalla logica perversa dell'autodistruzione ma, ricorda Amado, ci sono tra loro anche quelli che la fortuna (gli adulti, la storia) può assistere.
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IN ARRIVO | I sotterranei della libertà. Vol. 1: Tempi difficili.
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