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La biografia di Cilento Antonella

Napoli, 1970
Cilento Antonella

Antonella Cilento è stata segnalata al Premio Calvino 1998 con il romanzo inedito Ora d'aria.
Tra le sue pubblicazioni: Il cielo capovolto (Avagliano, 2000), Una lunga notte (Guanda, 2002 - Premio Fiesole e il Premio Viadana, finalista al Premio Greppi e al Premio Vigevano), Non è il Paradiso (Sironi, 2003), Neronapoletano (Guanda, 2004), L'amore, quello vero (Guanda, 2005 - Premio Brancati nel 2007), Napoli sul mare luccica (Laterza, 2007), Nessun sogno finisce (Giannino Stoppani, 2007 - romanzo per ragazzi), Isole senza mare (Guanda, 2009), La paura della lince (Rogiosi 2012).
Ha pubblicato anche numerosissimi racconti su rivista e in antologie, ha partecipato con un suo racconto ai progetti "I mesi" a cura dell'Istituto Trentino di Cultura e a "Voci nella città", a cura del Comune di Falconara.
Un suo racconto è tradotto negli Stati Uniti nell'antologia After the war:
a collection of short fiction by postwar italian women
a cura di Martha King.
Conduce il Laboratorio di Scrittura Lalineascritta che ha ideato e fondato dal 1993 (17 anni di attività) a Napoli e in Campania; dal 2002 insegna in tutt'Italia.
Collabora con «Il Mattino» , «L'Indice dei libri del mese », «Grazia».
Ha realizzato per RAI RadioTre i racconti radiofonici Voci dal silenzio e Scisciano Paradise.
Ha scritto numerosi testi per il teatro e cortometraggi per Mario Martone e Sandro Dionisio.
Del 2010 il saggio Asino chi legge. I giovani, i libri, la scrittura (Guanda).


La scrivania di Antonella Cilento



"Quando scrivo contendo il posto ai gatti: sono tre e salgono a turno davanti allo schermo. Perché non guardi noi? Cosa fai tutto questo tempo a fissare nel vuoto? Tobia, il più piccolo, è l'unico che segue i movimenti del mouse e riconosce le lettere mentre si scrivono. Ogni tanto le insegue e con le zampe pesta e cancella, componendo suoi autonomi testi gatteschi.
Mi alzo ogni mattina per scrivere e di solito resto in pigiama finché non congelo per non interrompermi.
Poi arriva la posta, arrivano le telefonate, suona la porta. E devo forzarmi a non mollare il posto di battaglia. Quindi, si fa  l'ora del pranzo e bisogna avviare la lavatrice e dar retta al mondo.
E arriva anche l'ora di andare a far lezione in uno dei miei mille laboratori di scrittura.
Allora la mia scrivania esce con me: si infila nel quaderno e scrivo in treno, in autobus, alle fermate, in piedi davanti ai negozi, ai caffé e quando anche i miei allievi scrivono, finalmente, anch'io scrivo con loro."
Antonella Cilento



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I libri di Cilento Antonella

  • L' amore, quello vero
    In una Napoli piena di mistero e intensità, muovendosi con disinvoltura tra ambientazioni colte e coloriture popolaresche, Antonella Cilento si misura nella misura breve del racconto, e propone una collezione di storie in cui vibra il più classico e raccontato dei sentimenti. Ma non è solo l'amore come forza spirituale o carnale a percorrere le pagine del libro: l'amore è anche fascinazione, attrazione per oggetti mitici e fantastici, invasamento e passione politica. Un libro intenso e carico di passionalità, che scava nelle strade e nel passato di una Napoli in cui leggende e miti del passato si mescolano e danno profondità alle storie del presente.
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  • Asino chi legge. I giovani, i libri, la scrittura
    "Asino chi legge" racconta delle difficoltà di portare la letteratura, scritta e letta, in luoghi dove la passione per la pagina non è mai nata o si scontra con difficoltà insormontabili: a Napoli e nella periferia napoletana, in Irpinia, in Trentino, in Puglia, in Sicilia e in altre zone d'Italia. L'autrice, scrittrice ed esperta esterna di scrittura creativa, eternamente in viaggio fra treni e periferie, raccoglie cosi un bagaglio di storie, divertenti, assurde, tristi, dalle vicende dei figli dei capoclan napoletani ai timidi ragazzi della Nusco di De Mita, ai giovani pakistani di Bolzano, ai ragazzi che hanno lasciato la scuola a Frattamaggiore, restituendo una fotografia disincantata della scuola italiana e della percezione dello scrittore nelle scuole, oltre che un ritratto del Paese e un'idea forte di letteratura e di impegno che i nostri tempi tendono a cancellare. I ragazzi e i loro insegnanti sono qui, insieme ai luoghi, i veri protagonisti, con le pagine che scrivono, le loro storie e l'eterna domanda, che passa di generazione in generazione: perché in Italia si legge cosi poco? E perché tutti vogliono scrivere?
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  • Il cielo capovolto
    Le antiche terme di Baia, i vicoli napoletani ai tempi di Brueghel il Vecchio, Caserta e la certosa di Padula sono i luoghi in cui si intrecciano le vicende di questo libro, che hanno per comune protagonista la passione spinta ai suoi eccessi. Una torbida esaltazione amorosa consuma, infatti, Gioacchino, mercante d'arte invaghito del giovane Eranio; e un eroico vitalismo spinge la giovane Aernestine Hackert a rinunciare ad una facile vita di cortigiana per inseguire le orme di due fantomatiche vecchine. In un'atmosfera noir e esoterica si consumano i destini dei personaggi, posseduti dai demoni dell'amore e del possesso, a cavallo fra secoli lontani, all'inseguimento del desiderio e dei suoi fallimenti.
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  • Isole senza mare
    "Isole senza mare" è la storia parallela di due donne che attraversano l'Otto e il Novecento: Aquila, nobile caduta in povertà e costretta a lasciare la Spagna, vende se stessa e tenta il riscatto diventando l'amante del marchese Campana, collezionista di arte e di vite altrui, un amore che la trascinerà in una trama di ossessioni, vendette e fantasmi. Nina, ultima erede di una catena di donne che dalla Spagna sono fuggite, ha più di ottant'anni, ha vissuto il Fascismo e una difficile intimità famigliare percorsa da molti nodi silenziosi: orfana di padre, sposa tardiva, madre mancata. Aquila e Nina amano con infelicità, entrambe sono esiliate: legate a doppio filo da rimandi, coincidenze ed eredità, le loro vicende si intrecciano con un coro di indimenticabili personaggi sullo sfondo del Mediterraneo. A cavallo del tempo, protagonisti assoluti di "Isole senza mare" sono l'identità femminile, l'amore, deluso ora dalla morte, ora dal tradimento, e la solitudine invincibile delle donne alla soglia delle grandi come delle piccole trasformazioni.
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  • Una lunga notte
    Nella Siracusa del '700 il poeta e bibliotecario Gustavo Ladonna deve comporre un poema per il notabile e borghese Quadramò, addetto al macello della città. L'ispirazione si fa desiderare e perciò il poeta decide di ricorrere ai servigi di Frà Colella, prete napoletano nonché suo fedelissimo fornitore d'oppio. I due si chiudono in sagrestia: mentre Ladonna si abbandona a sonni deliranti sotto l'effetto della droga, il frate inizia a raccontare le gesta di paesani contemporanei e trapassati. Le sue opere suscitarono l'invidia dei più grandi artisti del tempo tra cui il medico e rivale Desnoués. A questo punto si interrompono i racconti di Frà Colella e dai fumi dell'oppio si alza la voce di Ladonna, la cui memoria sembra essersi risvegliata per miracolo.
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IN ARRIVO | La città difficile. Venti racconti da e per Napoli
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