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La biografia di Kipling Rudyard

Bombay, 1865 - Londra, 1936
Kipling Rudyard

Trascorse la prima infanzia in India dove il padre, J. Lockwood Kipling, esperto d’arte e pittore egli stesso, era conservatore del museo di Lahore. Nel 1871 fu mandato in Inghilterra, a Southsea, presso una parente anziana: vi passò anni di solitudine e di infelicità, dai quali prenderà più tardi spunto per un celebre racconto, Bee bee, pecora nera (Baa, baa, black sheep, in Wee Willie Winkie..., 1888). Nel 1878 K. entrò nello United Service College di Westward Ho, Devonshire, che K. descriverà nei realistici racconti di Stalky e Soci (Stalky & Co., 1899). In India tornò nel 1882 come giornalista; è a questo periodo che risale l’assunzione dei temi e degli interessi che diventeranno caratteristici dello scrittore, come il rapporto tra i dominatori bianchi e la popolazione indigena, la funzione civilizzatrice dei britannici (il famoso «fardello dell’uomo bianco»), Le prime prove narrative: Tre soldati (Soldiers three) e Racconti dalle colline (Plain tales from the hills), entrambe apparse nel 1888, che diedero notorietà al nuovo scrittore prima ancora del suo rientro in patria nel 1889. Ma una vera popolarità K. l’ottenne con le Ballate di caserma (Barrack-room ballads, 1892), testi poetici miranti a definire il significato politico ed etico dell’azione inglese in India, ma spesso più liberamente aperti (come poi i capolavori kiplinghiani) all’esaltazione della libertà e della creatività individuale. I massimi risultati di K. si ebbero con i due Libri della giungla e specialmente con un altro romanzo, Kim (1901).  I libri della giungla celano sotto le strutture della fiaba un originale impianto ideologico, che mette a fuoco il problema del rapporto dell’individuo con la società e del primato della legge morale sugli impulsi esistenzial. A tanta ampiezza tematica corrispondono soluzioni stilistiche che conciliano felicemente la scioltezza narrativa e la compattezza formale. Nel racconto, un genere coltivato lungo tutto l’arco della sua carriera, queste qualità toccano vertici assoluti, sia nelle già citate raccolte giovanili, sia in quelle della maturità.  Quanto alla sua opera poetica, popolarissima fino circa agli anni Venti e poi trascurata dalla critica, rivela oggi, grazie anche alla lettura che ne diede Th.S. Eliot, notevoli pregi: il ritmo vigoroso, che riecheggia spesso le severe cadenze degli inni metodisti, l’abilità nell’uso del metro della ballata, e una sincerità nell’esprimere la propria visione degli eventi e degli uomini che non a caso provocò qualche risentimento nella regina Vittoria (La vedova a Windsor, The widow at Windsor).

Da: Enciclopedia della letteratura, Garzanti 2007




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