La biografia di Anne Enright
Dublino, 1962

Anne Enright è nata a Dublino, dove vive e lavora. Prima di La veglia (Bompiani 2008), pubblicato in 25 lingue, ha pubblicato una raccolta di racconti, The Portable Virgin, che le è valsa il Rooney Prize, tre romanzi, The Wig My Father Wore, What Are You Like?, finalista al Whitbread Novel Award e vincitore dell’Encore Award, e The Pleasure of Eliza Lynch, e un libro di non fiction, Making Babies: Stumbling into Motherhood. L'ultimo libro pubblicato in Italia è Il piacere di Eliza Lynch (Bompiani, 2010).
La stanza dell'autrice
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Questo è solo uno scorcio del salotto del piano terra. C’è molto spazio ed è piacevole la luce che entra dalle finestre affacciate sul giardino di fronte e sul retro che danno sulle colline Wicklow. Io tendo a sparire dietro una scrivania più ergonomica una volta che sono profondamente immersa nella stesura di un libro, ma è da questa che comincio e ho scritto tutti i Making Babies con la carrozzina di fianco alla scrivania. Non mi impongo degli orari precisi. Per la maggior parte del tempo me ne sto seduta qui e tutto è nel computer o nella mia testa. Infatti la maggior parte delle carte sul tavolo sono di mio marito, il quale di sera naviga in internet o lavora dal divano, che ora non si vede nella foto. Fuori visuale c’è anche lo scatto di un’ enorme foto fatta dal satellite di due fiumi al confine tra Argentina e Paraguay che ho utilizzato per The Pleasure of Eliza Lynch. La scrivania era descritta come “Georgiana” a quell’asta in cui sventolai il cartellino, perciò l’abbiamo subito riempita di incisioni, ci abbiamo rovesciato il tè e tutto il resto. La sedia “Louis Ghost” di Philippe Starck è un po’ minty, ma non mi interessa. È molto comoda e mi piace l’idea del fantasma seduto alla scrivania. Le stampe che vedete sono di Alice Maher e Ian Joyce e risalgono, in modi diversi, ai giorni in cui lavoravo per la televisione irlandese. La scatola di legno sul pavimento conteneva champagne, un regalo di mia sorella quando ho vinto il premio Man Booker. Ora la uso per raccogliere tutte le mie lettere e cartoline che mi furono spedite dopo questo evento. Sulla scrivania c’è un trofeo di carta fatto dai miei bambini in giugno nel 2007. La porta è aperta, perché in questi giorni la casa è così. Il computer è sempre connesso a internet per la stessa ragione. I bambini guardano i DVD nel portatile del padre, quelli che si vedono nella foto. Ho una sedia dove leggo vicino alle finestre, ma non metto qui i libri, bensì al piano di sopra. Non mi piace quando le persone frugano tra i miei scaffali, ma posso scrivere ovunque e per il momento mi metto qui. (Fonte: guardian.co.uk) Traduzione di Anna Zizola
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