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La biografia di Ongaro Alberto

Venezia, 1925
Ongaro Alberto

Giornalista, scrittore e autore di fumetti italiano, nella sua vita avventurosa, che l’ha visto per molti anni inviato speciale per “l’Europeo”, ha viaggiato in tutto il mondo e soggiornato a lungo in America del Sud e in Inghilterra. 
Amico e collaboratore di Hugo Pratt, è stato sceneggiatore di numerosi fumetti ed ha collaborato con il Corriere dei Piccoli.
È autore di molti romanzi, tra cui La Partita (premio Super Campiello), L’ombra abitata, La strategia del caso. Con Piemme ha pubblicato Il segreto dei Ségonzac, La taverna del Doge Loredan, Il segreto di Caspar Jacobi e Il ponte della solita ora.



I libri in commercio

I libri di Ongaro Alberto

  • Athos. Vita, avventure segrete e morte presunta di un personaggio
    Nel suo letto di morte, in uno stato sospeso fra il sogno e iI ricordo, sperando di ricevere notizie del figlio Raul disperso, il leggendario moschettiere Athos rivede la sua vita tempestosa, in perpetua relazione con il mistero, l'intrigo, il pericolo. Fra tutte, torna a lui la prima avventura che segnò il suo destino: quando, poco più che ragazzo, dopo un fortunoso naufragio rifiutò l'invito a entrare nell'Ordine dei Cavalieri di Malta e accettò invece un incarico assai più rischioso. Sfidando il mistero del momento ineffabile dell'ultimo passaggio, Alberto Ongaro fa proprio il personaggio di Dumas, amatissimo insieme agli inseparabili Porthos, Aramis e D'Artagnan, in un romanzo che interroga il senso dell'avventura umana di fronte all'ineluttabilità della sua fine.
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  • La partita
    Francesco Sacredo, giovane nobiluomo veneziano, torna nella sua città dall'esilio a Corfù, cui è stato costretto dall'Inquisizione. La laguna, trasformata dal gelo in una trappola di ghiaccio, lo accoglie lugubre come la sorte che lo attende. Durante la sua assenza il vecchio padre ha infatti perso al gioco tutti i suoi averi, vinti dalla contessa tedesca Matilde von Wallenstein. La nobildonna, vedova e smodatamente ricca grazie a una sfacciata e diabolica fortuna al gioco, concede al giovane una possibilità: recuperare d'un colpo, in un'ultima partita, tutti i beni persi dal padre. La posta in gioco è però altissima, perché ciò su cui il giovane Sacredo deve puntare è la sua vita stessa. Se perde, infatti, diverrà anch'egli uno dei beni acquisiti dalla contessa, che ne "prenderà possesso". Sconfitto, Sacredo fugge per sottrarsi al destino che tragicamente incombe, cercando nell'avventura il contrappunto alla solitudine. Una fuga che si trasforma anch'essa in una partita senza fine contro il destino.
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  • Un uomo alto vestito di bianco
    È Singapore il fulcro ipnotico di questa storia, o meglio il Raffles Hotel di Singapore, luogo mitico e senza tempo dove soggiornarono celebri scrittori come Conrad e Maugham. Al lussuoso albergo, che sembra abitato da un genius loci che si diverte a intrecciare le vite dei suoi ospiti in trame da romanzo, approda un reporter veneziano in cerca di uno dei suoi più cari amici, il giornalista e scrittore Alexander Blackmouth, misteriosamente scomparso. Tutto ha avuto inizio in una piovosa giornata estiva al Club della Stampa Estera di Londra, quando una strana telefonata dall'Indonesia strappa Alexander dal pranzo con l'amico, spingendolo a lasciare precipitosamente il Club senza poi dare più notizie di sé. Incuriosito e preoccupato, il reporter decide di mettersi sulle sue tracce. L'indagine si trasforma ben presto in un'avventura dal sapore esotico e irresistibile, i cui principali indizi sono le sottolineature di Alexander sui libri più amati, il suo impermeabile abbandonato al club, un messaggio sulla sua segreteria telefonica e dei loschi figuri ingaggiati dalla mafia cinese... Né Penny, la bella sorella del giornalista scomparso, né il suo fedele segretario Jonathan Sage riescono a fornire elementi risolutivi, ma una cosa è certa: la bussola dell'indagine punta decisamente a Oriente e l'Amore, quello con la A maiuscola, potrebbe essere la chiave del mistero che avvolge la figura in dissolvenza di Alexander Blackmouth. Nella libreria di 1 lettori
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  • La maschera di Antenore
    Sospesa fra Venezia e Parigi, la vita di Stefano Pietra è quella di un giovane pittore che non è ancora riuscito ad affermare il proprio talento e si barcamena in attesa di una grande occasione. A offrirgliela è l'amica Hélène de Surgérès, che lo presenta a Emmanuel Cordier, noto mercante d'arte. Per Stefano una mostra da Cordier vorrebbe dire la svolta tanto attesa e, forse, un trampolino per riconquistare anche lei, la bella enigmatica Hélène, che lui ha amato dal primo istante in cui l'ha vista, e che l'ha riamato intensamente per poi lasciarlo senza motivo apparente, come rapita da un rivale che in silenzio aveva sempre abitato nel suo cuore. Da Cordier Stefano fa conoscenza con Francois Ronan, un critico d'arte. L'uomo sembra molto interessato a lui e le sue attenzioni, che inizialmente lusingano Stefano, finiscono in breve per allarmarlo, cariche come sono di un presagio funesto che il giovane pittore non sa come interpretare. Ronan, che per l'aspetto gli ricorda un ufficiale nazista, si rivela indecifrabile proprio come il pezzo più prezioso della sua collezione privata: un'antica maschera funebre di origine micenea alla quale tiene sopra a ogni cosa. Quel che è certo è che l'uomo cova un oscuro segreto ed è preda di una misteriosa ossessione. Il suo istinto di prevaricazione sembra trascinare tutto ciò che tocca e non tarderà a travolgere anche Stefano in un gorgo di angoscia e mistero, gelosia e vendetta, al cui centro vi è un arcano rituale dallo sconcertante potere. Nella libreria di 1 lettori
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  • Il ponte della solita ora
    Francesco Soria è un musicista. Scrive colonne sonore per il cinema e ha un certo successo. Una sera, mentre sta cercando di telefonare a Roma, la comunicazione viene interrotta da un'interferenza. All'altro capo una voce di donna. Sta parlando con qualcuno e, dal tono della conversazione, Soria capisce che si tratta di un amante. È una storia finita, ma lei gli chiede un ultimo incontro "a quel ponte di legno, alla solita ora". Forse è la nota di rimpianto nelle parole della donna a scatenare in Soria un'irrefrenabile curiosità. Deve conoscerla, deve dare un corpo a quella voce. E' l'inizio di una serie di congetture e di appostamenti, che lo portano finalmente a identificare la sconosciuta. Il suo nome è Frederika von Klausen, una giovane di grande bellezza, sposata con un nobile tedesco, che frequenta Venezia di tanto in tanto. Quando il conte Andrea dal Fumo, uomo affascinante e grande seduttore, viene trovato morto, probabilmente ucciso, Francesco si fa l'idea che sia proprio lui l'uomo della telefonata e che sia stata Frederika a ucciderlo. Evidentemente anche la polizia la pensa allo stesso modo, perché la giovane viene incriminata. Ma le cose non sono come sembrano...
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