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La biografia di Grasso Pietro

Palermo, 1945
Grasso Pietro

Procuratore nazionale antimafia, subentrato nel 2005 a Pier Luigi Vigna.
Di origine palermitana, inizia il suo cursus honorem entrando in magistratura nel 1969, a Barrafranca.
Verso la metà degli anni settanta comincia a indagare sulla pubblica amministrazione e sulla criminalità organizzata.
Viene nominato titolare dell’inchiesta sull’omicidio del presidente della regione Sicilia, Piersanti Mattarella.
Giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa nostra del 1984.
Consulente della commissione antimafia, diventa in seguito Procuratore della repubblica di Palermo.
Con Feltrinelli pubblica nel 2008 Pizzini, veleni e cicoria, analisi del fenomeno mafioso ai tempi di Bernardo Provenzano (alla cui cattura ha contribuito in modo determinante).
Successivamente scrive, assieme ad Alberto La Volpe, Per non morire di mafia. Nel 2011 esce invece, scritto a quattro mani con Enrico Bellavia, Soldi sporchi. Come le mafie riciclano miliardi e inquinano l'economia mondiale.
Il 17 marzo 2013 viene eletto Presidente del Senato della Repubblica.



Articoli, recensioni, interviste

I libri di Grasso Pietro

  • L' inconscio non abita più qui. Psicologia clinica e psicoterapia nella società dell'illusione di massa
    Il volume esamina alcune criticità metodologiche della ricerca in psicologia clinica, valutandone le implicazioni nell'ambito formativo e della prassi clinica, nonché le ricadute sull'assetto culturale dei sistemi di convivenza. Affronta il silenzio della psicologia sui problemi emergenti posti alla società contemporanea dallo sviluppo tecnologico e dai processi della cosiddetta globalizzazione e, all'opposto, l'imbarazzante contributo offerto da tempo alla riproduzione di modelli di vita conformistici e alla costruzione del consenso: dal "pensiero positivo" con il suo ottimismo banalizzante, alle ricerche centrate sulla "felicità" o la "salute", alla fausse naïveté con cui le neuroscienze ripropongono il riduzionismo cerebrocentrico rispetto allo studio della mente come dominio complesso, alla pretesa di oggettivare, misurare, semplificare, correggere modelli di condotta trattati come deficit piuttosto che come espressioni adattive da interpretare perché vengano comprese ed elaborate.
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  • Lezioni di mafia. La storia, i crimini e i misteri di Cosa nostra, le indagini dell'antimafia. Con 2 DVD
    L'aula magna della Suprema Corte di Cassazione a Roma è il luogo simbolico scelto da Pietro Grasso per le sue "Lezioni di mafia", un progetto televisivo voluto per svelare i delitti e i traffici di una delle più potenti e sanguinarie organizzazioni criminali. Il suo racconto, che il libro riprende e approfondisce, si addentra nel mondo di Cosa nostra spiegando la struttura della Cupola, la creazione del consenso, gli affari, i rapporti con la politica e la Chiesa, il ruolo delle donne, le stragi, le indagini dell'antimafia. Ciascuna delle dodici lezioni affronta un tema, offrendo un'informazione di base sul fenomeno mafioso e mostrando quanto sia pericoloso, per la sopravvivenza delle istituzioni e della stessa democrazia, quel sistema sociale e culturale, così diffuso nel nostro Paese, dove si intrecciano l'intimidazione, il clientelismo e la rassegnazione a vivere nell'illegalità.
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  • Liberi tutti. Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia
    Muoiono di mafia non solo le vittime della delinquenza organizzata, ma tutti coloro che si rassegnano a vivere nell'illegalità e nell'ingiustizia: chi chiude gli occhi di fronte ai reati; chi fa affari eludendo la legge; chi cerca i favori dei potenti; chi accetta il clientelismo e il compromesso per ottenere un beneficio. La mafia infatti non è solo un fenomeno criminale, ma un sistema sociale e culturale ben radicato, che sembra offrire a chi ne fa parte protezione, aiuto economico e senso di appartenenza, come hanno spiegato boss di peso diventati collaboratori di giustizia. Per questo, ammette Pietro Grasso, per i giovani privi di prospettive di impiego e le persone abbandonate dalle istituzioni a volte è più facile stare dalla parte della mafia piuttosto che contro di essa. In questa testimonianza, che è anche un bilancio del proprio impegno contro il crimine, il procuratore nazionale antimafia dipinge il vero volto dell'organizzazione, rivelandone le origini, i metodi e le regole segrete. E spiega, in un appello appassionato rivolto soprattutto ai giovani, come attraverso la cultura della legalità e un progetto democratico di sviluppo economico si può sperare di riscattarsi dalla violenza che domina dove il potere delle cosche è più forte. Un sogno, obietta qualcuno, un compito impossibile. Forse. Ma un compito affrontato ancora, dopo quarant'anni di lavoro, con l'entusiasmo del bambino che, giocando a nascondino, correva forte per gridare: "Liberi tutti!". Voto della community: 7,0
    Nella libreria di 1 lettori
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  • Per non morire di mafia
    La mafia non si arrende mai. Non è la dichiarazione di chi teme la sconfitta, ma il promemoria di un magistrato impegnato da trent'anni contro la criminalità organizzata. Pietro Grasso, il Procuratore Nazionale Antimafia, racconta in questo libro la difficile guerra condotta contro la Cupola siciliana, affrontando questioni delicate come i legami tra mafia e politica, gli scontri all'interno della magistratura, le carenze legislative e di mezzi. E ci ricorda che Cosa Nostra non è stata sconfitta, ma solo colpita a un fianco. Perché il sistema si è riprodotto con nuove strategie, che richiedono nuove armi per fronteggiarlo. Una testimonianza rigorosa e misurata, resa da chi ha fatto della lotta alla mafia il compito di ogni giorno. Un compito rischioso, silenzioso e concreto.
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  • Liberi tutti. Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia
    Muoiono di mafia non solo le vittime della delinquenza organizzata, ma tutti coloro che si rassegnano a vivere nell'illegalità e nell'ingiustizia: chi chiude gli occhi di fronte ai reati; chi fa affari eludendo la legge; chi cerca i favori dei potenti; chi accetta il clientelismo e il compromesso per ottenere un beneficio. La mafia infatti non è solo un fenomeno criminale, ma un sistema sociale e culturale ben radicato, che sembra offrire a chi ne fa parte protezione, aiuto economico e senso di appartenenza, come hanno spiegato boss di peso diventati collaboratori di giustizia. Per questo, ammette Pietro Grasso, per i giovani privi di prospettive di impiego e le persone abbandonate dalle istituzioni a volte è più facile stare dalla parte della mafia piuttosto che contro di essa. In questa testimonianza, che è anche un bilancio del proprio impegno contro il crimine, il procuratore nazionale antimafia dipinge il vero volto dell'organizzazione, rivelandone le origini, i metodi e le regole segrete. E spiega, in un appello appassionato rivolto soprattutto ai giovani, come attraverso la cultura della legalità e un progetto democratico di sviluppo economico si può sperare di riscattarsi dalla violenza che domina dove il potere delle cosche è più forte. Un sogno, obietta qualcuno, un compito impossibile. Forse. Ma un compito affrontato ancora, dopo quarant'anni di lavoro, con l'entusiasmo del bambino che, giocando a nascondino, correva forte per gridare: "Liberi tutti!".
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  • Per non morire di mafia
    La mafia non si arrende mai. Non è la dichiarazione di chi teme la sconfitta, ma il promemoria di un magistrato impegnato da trent'anni contro la criminalità organizzata. Pietro Grasso, il Procuratore Nazionale Antimafia, racconta in questo libro la difficile guerra condotta contro la Cupola siciliana, affrontando questioni delicate come i legami tra mafia e politica, gli scontri all'interno della magistratura, le carenze legislative e di mezzi. E ci ricorda che Cosa Nostra non è stata sconfitta, ma solo colpita a un fianco. Perché il sistema si è riprodotto con nuove strategie, che richiedono nuove armi per fronteggiarlo. Una testimonianza rigorosa e misurata, resa da chi ha fatto della lotta alla mafia il compito di ogni giorno. Un compito rischioso, silenzioso e concreto.
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