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La biografia di Vidal

(New York 1925 - Los Angeles 2012) scrittore statunitense. Nipote per parte materna del senatore Gore dell’Oklahoma, visse, nell’infanzia e nell’adolescenza, a Washington, che sarà al centro del suo interesse di narratore. Nella sua vastissima produzione, che comprende saggi, come Una nave che affonda (Reflections upon a sinking ship, 1969), e Le parole e i fatti (Matters of fact and fiction, 1977), testi teatrali (L’uomo migliore, The best man, 1960, nt), e numerosi romanzi, prevale una critica, lucida e corrosiva, delle realtà sociali e politiche degli Stati Uniti. Da un lato V. ha reinventato e interpretato la storia americana nel ciclo «Cronache americane» composto da sette romanzi storici − tra cui Washington D.C. (1967), Burr (1973), 1876 (1976), Hollywood, 1990 − e conclusosi con L’età dell’oro (The golden age, 2000), dall’altro ha ipotizzato un futuro, che è uno specchio distorto del presente, in farse apocalittiche come Myra Brekinrige (1968). Altre opere narrative, Duluth. Tutta l’America in una città (Duluth, 1983) e Lincoln (Lincoln: A novel, 1984), confermano come V. sia in grado di ricondurre le opposte potenzialità romanzesche del fantastico e dello storico a un’unica forma di veggenza, a un sapiente uso visionario della parola narrativa. Se Duluth rappresenta, in un’America futuribile dominata dal fittizio e dall’irreale, la società americana attuale, Lincoln, facendo del mitico presidente il personaggio di un romanzo, lo sottrae all’ufficialità e all’agiografia per farne il tormentato protagonista del rapporto dell’uomo politico americano con il potere. Dissacrante ritratto di un Cristo omosessuale è In diretta dal Golgota (Live from Golgota, 1992). Temperamento eclettico ed eccentrico, V. è anche autore di romanzi gialli (con lo pseudonimo di Edgar Box), di sceneggiature cinematografiche (da Improvvisamente l’estate scorsa, 1959, di J.L. Mankiewicz, a Dimenticare Palermo, 1990, di F. Rosi), di opere teatrali e raccolte di saggi tra cui La fine dell’impero (Screening history, 1992) e due j’accuse contro l’amministrazione Bush e contro la guerra: Guerra perpetua per pace perpetua (Perpetual war for perpetual peace, 2002, nt) e L’invenzione degli Stati Uniti (Inventing a nation, 2003).


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