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La biografia di Arendt Hannah

Linden, 0/0/1906 - New York, 1975
Arendt Hannah

Hannah Arendt fu allieva di Heidegger, Bultmann e Jaspers. Emigrata a Parigi all'avvento del nazismo, nel 1941 si trasferí negli Stati Uniti; docente all'università di Chicago, a Berkeley, Princeton e, dal 1967, alla New School for Social Research di New York è autrice di numerose opere, tra le quali ricordiamo: Le origini del totalitarismo (Einaudi 2009), Responsabilità e giudizio (Einaudi 2004), Lettere (con Martin Heidegger, Comunità 2001), Antisemitismo e identità ebraica. Scritti 1941-1945 (Comunità 2002), Che cos'è la politica? (ivi 2001), Sulla rivoluzione (ultima edizione «Piccola Biblioteca Einaudi», 2009) e Responsabilità e giudizio («Piccola Biblioteca Einaudi», 2010).



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I libri di Arendt Hannah

  • Alcune questioni di filosofia morale
    Tra il 1965 e il 1966 Hannah Arendt tenne due corsi universitari, il primo alla New York School for Social Research e il secondo all'Università di Chicago, intitolato "Proposizioni morali fondamentali". Il corso alla New School fu suddiviso in quattro lunghe lezioni. Questo volume contiene il testo delle lezioni tenute a New York, a cui sono state aggiunte in nota le variazioni più rilevanti del corso di Chicago. Nella libreria di 1 lettori
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  • Antologia. Pensiero, azione e critica nell'epoca dei totalitarismi
    In occasione del centesimo anniversario dalla nascita di Hannah Arendt, una raccolta antologica di saggi centrati sulla questione fondamentale del totalitarismo, ripresi dai due volumi dell'Archivio Arendt. Il volume comprende i seguenti testi: "Che cosa resta? Resta la lingua"; "Ripensando a Franz Kafka"; "Colpa organizzata e responsabilità universale"; "L'immagine dell'inferno"; "Le tecniche delle scienze sociali e lo studio dei campi di concentramento"; "Le uova alzano la voce"; "A tavola con Hitler"; "Umanità e terrore; "Comprensione e politica"; "La natura del totalitarismo"; "Religione e politica"; "Gli ex comunisti"; "Una replica a Eric Voegelin"; "Sogno e incubo"; "L'umanità nei tempi oscuri: riflessioni su Lessing".
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  • Archivio Arendt. Vol. 2: 1950-1954.
    In questo secondo volume dell'Archivio Arendt sono raccolti diciassette saggi, contemporanei agli anni della grande riflessione arendtiana sul totalitarismo. Dall'indice: Gli intellettuali e la religione; Le tecniche delle scienze sociali e lo studio dei campi di sterminio; I postumi del dominio nazista: reportage dalla Germania; Le uova alzano la voce; A tavola con Hitler; Umanità e terrore; Comprensione e politica; La natura del totalitarismo; Heidegger la volpe; Comprendere il comunismo; Religione e politica; Gli ex comunisti; Una replica a Eric Voegelin; Sogno e incubo; L'Europa e la bomba atomica; La minaccia del conformismo; L'interesse per la politica nel recente pensiero filosofico europeo.
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  • Archivio Arendt. Vol. 1: 1930-1948.
    Il volume d'esordio della traduzione italiana degli "Uncollected and Unpublished Works by Hannah Arendt", raccoglie testi composti e pubblicati durante gli anni trenta e quaranta fino a poco tempo fa inediti. Dagli articoli e recensioni della giovane studiosa - che spazia dalla filosofia alla letteratura - ai saggi sofferti dell'apolide - che sta cercando di venire a capo "dell'impensabile" - ogni testo reca traccia dell'autenticità di un pensiero che ha contribuito a disegnare la fisionomia filosofica e intellettuale della nostra epoca. Nella libreria di 1 lettori
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  • La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme
    Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il "New Yorker", sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati. Nella libreria di 2 lettori
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  • Carteggio. 1946-1951
    Quando Hannah Arendt e Hermann Broch si incontrarono per la prima volta nel maggio del 1946, lui aveva sessant'anni, lei quaranta. La Arendt doveva ancora pubblicare i suoi libri più importanti, Broch invece con "La morte di Virgilio" aveva raggiunto l'apice della celebrità come scrittore. Entrambi appartenenti a famiglie ebree assimilate, in Germania quella di lei, in Austria quella di lui; entrambi subirono l'odio razziale nazista e infine trovarono in New York la prima tappa del loro esilio americano. Il carteggio, proposto nella traduzione di Vito Punzi, documenta una stretta amicizia. Il volume, oltre al saggio introduttivo di Roberto Rizzo, il maggior studioso di Broch in Italia, comprende i tre saggi scritti dalla Arendt su Broch.
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