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La biografia di Ajani Gianmaria

Italia, 1955
Ajani Gianmaria

Gianmaria Ajani, professore ordinario di Diritto comparato presso l'Università di Torino, dove insegna anche diritto cinese, si occupa del rapporto tra regole e mercato nei sistemi postcomunisti. Ha insegnato Diritto europeo a Wuhan e Berkeley. Tra i numerosi studi pubblicati, Diritto dell'Asia orientale (con M. Timoteo e A. Serafino, 2007). Con Einaudi ha pubblicato Colpirne uno per educarne cento (2008).
(Dal sito Einaudi)



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I libri in catalogo

I libri di Ajani Gianmaria

  • Codice dei consumatori
    L'opera prende spunto dal decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 "Codice del consumo", e include i testi delle Direttive comunitarie in materia di protezione dei consumatori, sia documenti recenti (come la Direttiva CE 2005/29 sulle pratiche commerciali sleali e la Direttiva CE 2002/65 sulla commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori), sia la normazione che pur non riguardando direttamente la protezione dei consumatori, finisce comunque per coinvolgerla. Comprende la legge 17 agosto 2005, n. 173, sulla disciplina della vendita diretta a domicilio e forme di vendita piramidali e il decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, sulla tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire.
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  • Colpirne uno per educarne cento. Slogan e parole d'ordine per capire la Cina
    Alcuni slogan del linguaggio politico cinese sono entrati nell'immaginario collettivo di un'intera generazione di occidentali, dalla fine degli anni '60 a tutti gli anni 70. Allo stesso modo, essi hanno marcato alcune fasi salienti della storia della Cina moderna. Rileggere questi slogan significa ricomporre il quadro sociale e politico del tempo, ma conduce anche ad altre interessanti scoperte. Nella Cina post-moderna, il famoso slogan maoista "servire il popolo" è diventato il nome di un sito di e-commerce, dove acquistare, tra gli altri, "prodotti per soli adulti". Allo stesso tempo, anche la politica attuale continua a produrre parole d'ordine come viatico a profondissime trasformazioni, dall'"arrichitevi innanzitutto" coniato da Deng Xiaoping, al sacrosanto "la povertà non è socialista". Agli slogan veri e propri si affiancano espressioni e modi di dire dallo straordinario potere evocativo: il libro ci aiuta a scoprire cosa siano "gli otto vecchiumi" o il "demone-toro e lo spirito-serpente". In ossequio alla tradizione, la Cina continua a "usare il passato per servire il presente".
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  • I diritti dell'arte contemporanea
    L'arte contemporanea non conosce limiti. Il diritto pone regole, e limiti. Perché allora accostare al diritto l'arte, fino a proporre un "Manifesto per i Diritti dell'Arte Contemporanea"? La risposta è in quell'aggettivo, "contemporanea", che distingue l'azione artistica di oggi dal patrimonio creativo che si è accumulato nel tempo. Il diritto conosce bene l'arte classica e moderna, fatta di statue, quadri, oggetti. È invece imbarazzato di fronte all'arte contemporanea, che negli ultimi decenni ha mischiato i generi e innovato i modi dell'espressione, in una ricerca sempre più convinta verso la smaterializzazione dell'opera, giocando con la confusione fra artista/soggetto e pubblico/fruitore. Il dialogo fra artisti, operatori e giuristi che per la prima volta è raccolto in queste pagine ci conduce a una nuova comprensione dei Diritti dell'Arte Contemporanea, intesi non come limite, ma come occasione di comunicazione.
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IN ARRIVO | Casi e materiali di sistemi giuridici comparati
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