La biografia di Adam Gopnik
New York, 1956

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Adam Gopnik scrive per il New Yorker dal 1986. Durante la sua collaborazione con la rivista, ha scritto pezzi umoristici e di fiction, recensioni di libri, profili, réportages e più di un centinaio di storie per la rubrica "The Talk of the Town and Comment". Gopnik è diventato critico d'arte per il New Yorker nel 1987. Nel 1990 ha collaborato con Kirk Varnedoe, allora curatore di pittura e scultura al MoMA, all'esposizione "High & Low: Modern Art and Popular Culture", scrivendo (assieme allo stesso Varnedoe) nel contempo il libro dallo stesso titolo. Nel 1995 Gopnik si è trasferito a Parigi e ha cominciato a scrivere la rubrica "Diario parigino" per la rivista. Una collezione (aggiornata e integrata) dei suoi essais parigini, "Paris to the moon", pubblicato nel 2000. Durante il suo soggiorno parigino, ha anche scritto un romanzo d'avventura, "The king in the window", che è stato pubblicato nel 2005. Gopnik ha editato l'antologia "American in Paris", per la Library of America, e ha scritto le introduzioni alle nuove edizioni delle opere di Maupassant, Balzac, Proust e Alain Fournier. Il suo libro più recente, "Through the Children's Gate: A home in New York" (in Italia "Una casa a New York", Guanda, 2010), riunisce e espande i suoi saggi sulla vita a New York e sul crescere due bambini in quella città. Gopnik ha vinto tre volte il National Magazine Award for Essays and for Criticism, e anche il George Polk Award for Magazine Reporting. Gopnik vive a New York.
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