Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale. Nel 1954 si è laureato, all'età di 22 anni, all'Università di Torino, con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d'Aquino.
Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, poi, presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze ed infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Inoltre, ha fatto parte del Gruppo 63, rivelandosi un teorico acuto e brillante.
Dal 1959 al 1975 ha lavorato, presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 viene nominato professore di Semiotica all'Università di Bologna, dove impianta una vivace e agguerrita scuola. Negli anni 1976-'77 e 1980-'83 ha diretto l'Istituto di Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo, presso l'Università di Bologna.
I suoi saggi spaziano dall’estetica medievale (
Il problema dell’estetica in Tommaso d’Aquino, 1956;
Arte e bellezza nell’estetica medievale, 1987), alla semiotica (
Trattato di semiotica generale, 1975;
Semiotica e filosofia del linguaggio, 1983;
La ricerca della lingua perfetta, 1993), soffermandosi sui codici della comunicazione artistica (
Opera aperta, 1962;
Apocalittici e integrati, 1964). Noto per le brillanti inchieste sulla cultura di consumo (
Diario minimo, 1963;
Il superuomo di massa, 1976;
Sette anni di desiderio, 1983;
Il secondo diario minimo, 1992), ha ottenuto un successo mondiale con il romanzo
Il nome della rosa (1980, premio Strega), thriller gotico d’ambientazione medievale e conventuale che sviluppa, con lucido razionalismo, la fitta trama di un dibattito ideologico. Più elaborati, nel linguaggio e nella tecnica compositiva, i romanzi successivi (
Il pendolo di Foucault, 1988;
L’isola del giorno prima, 1994;
Baudolino, 2000;
La misteriosa fiamma della regina Loana, 2004). Critico verso le concezioni ontologiche dell’interpretazione, ha posto l’accento sulla relazione autore-lettore in diversi scritti:
La struttura assente (1968),
Lector in fabula (1979),
I limiti dell’interpretazione (1990),
Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994, ciclo di conferenze tenuto alla Harvard University nel 1993),
Tra menzogna e ironia (1998),
Sulla letteratura (2002). Si ricordano inoltre:
La definizione dell’arte (1968),
Le forme del contenuto (1971),
Sugli specchi e altri saggi (1985),
Kant e l’ornitorinco (1997),
Storia della bellezza (2004),
A passo di gambero (2006) e la felice traduzione dei funambolici
Esercizi di stile (1983) di R.Queneau.
Tra i suoi ultimi libri: il romanzo
Il cimitero di Praga (2010), la raccolta di saggi
Costruire il nemico (2011).
(dall'
Enciclopedia della Letteratura Garzanti)