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HOME | martedì 16 marzo 2010 |
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| Titolo |
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Dopo lunga e penosa malattia |
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| Autore |
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Vitali Andrea |
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| Dati |
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176 p., rilegato |
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| Prezzo |
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€ 14,60 |
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| Prezzo IBS |
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€ 14,60 |
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| Editore |
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Garzanti Libri |
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| Collana |
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Narratori moderni |
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| EAN |
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9788811686521 |
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Dopo lunga e penosa malattia, un romanzo di Andrea VitaliQualche domanda all'autore su questo romanzo
"Era pallida, infreddolita. Stretta nelle spalle, teneva le mani nelle tasche del cappotto. S'era portata un passo avanti a Elsa e al dottore, poi s'era girata di scatto. Alle sue spalle un pallido sole autunnale, la linea della montagna, il profilo scuro del campanile."
Vitali ci trasporta sempre nei suoi luoghi, il lago di Como, le nebbie che sfumano il paesaggio, le persone semplici che vi abitano. Ma in questo romanzo, il primo vero giallo dello scrittore, tutti sembrano essere diversi, e peggiori, di quanto appaiano. L'elemento biografico, al di là dei paesaggi, è anche presente nella professione del protagonista: medico di base anche lui (come Vitali) alle prese con l'ambulatorio e i mille malanni degli anziani. Ma le analogie si fermano qui e come chi conosce bene questo scrittore troverà molti elementi di novità, pur nella scrittura "sussurrata" a lui abituale. Il romanzo si apre con un morto, un caro amico del medico chiamato nottetempo a certificarne la scomparsa, il dottor Carlo Lonati. Si tratta della morte improvvisa del notaio Luciano Galimberti che, gravemente malato di cuore (tanto quanto il suo amico medico) non faceva però presagire una così rapida fine. C'è qualcosa che non torna però a Lonati che pure certifica la morte per infarto: uno strano odore di fritto che proviene dal cadavere, delle tracce di scarpe infangate che portano dalla porta d'ingresso alla camera da letto... Eppure a detta della neovedova nessuno era uscito la piovosa sera precedente. Ma ciò che mette davvero in allarme il medico è il manifesto di lutto che appare nelle strade e che sottolinea come la morte del notaio sia venuta "dopo lunga e penosa malattia". Ma come è possibile un'affermazione del genere? la morte è stata improvvisa e imprevista: c'è qualcosa davvero di oscuro in tutto ciò. C'è molto più di un sospetto quando poi si viene a sapere che le pillole per il cuore, trovate sul comodino del defunto, messe in tasca dal Lonati e fatte analizzare dall'amico farmacista, in realtà sono semplici zuccherini.
Telefonate anonime e silenziose, un po' di indagine, conversazioni clandestine con la figlia fanno scoprire l'esistenza di un'altra donna nella vita del morto. I sospetti del medico cadono subito sulla moglie del notaio... Ma fermiamo qui il racconto della trama perché è davvero ben congeniata, è capace di spiazzare il lettore e di tenerlo sulle spine fino all'ultima riga (e in un certo senso anche un po' oltre!).
Cerchiamo di analizzare invece il metodo che, a nostro avviso, ha guidato Vitali. Prima di tutto fornire al lettore delle tracce, degli spunti che lo inducano a farsi un'opinione. E lavorare su questi per buona parte del libro, rafforzando sempre di più alcune certezze. Qualche dubbio, qualche indizio che devia il percorso apparentemente logico viene comunque lasciato trapelare, ma è facile che sfuggano al lettore. Un protagonista che non è professionalmente un investigatore e che quindi può cadere nei tranelli che gli vengono tesi; una figura fragile, piena di dubbi e perplessità con un rapporto forte con la moglie con cui ha condiviso un'intera vita e a cui mente con molta sofferenza, e solo per proteggerla. Una serie di figure di secondo piano delineate con cura, uomini e donne come se ne possono trovare a decine in un paese del nord. Il paesaggio, sempre così importante in Vitali, che crea un'atmosfera di freddo inospitale e di oscurità (tante le scene notturne) anche interiore.
Dopo tanta ironia, dopo tanta leggerezza di toni, questo Vitali sconosciuto convince i lettori, e convince il passaggio a un genere ormai tanto affermato nel panorama letterario italiano, interpretato in modo originale e perfettamente calzante con le caratteristiche del suo autore.
Le prime pagine
1.
II telefono suonò poco prima della mezzanotte. Il dottor Carlo Lonati e sua moglie Elsa stavano dormendo. Aveva cominciato a soffiare un vento teso, freddo, piovigginava. Le drizze delle barche a vela ormeggiate nel molo tintinnavano. La donna dormiva sdraiata sul fianco sinistro. Ci vollero tre squilli prima che aprisse gli occhi. Scrutò il buio della stanza, i geometrici giochi della luce dei lampioni sul soffitto. Diede un colpetto di gomito al marito. Il dottore russava. «Suona il telefono», disse. Era per lui, non poteva essere altrimenti a quell'ora di notte. Il dottor Lonati grugnì. «Sento», rispose sbadigliando. Il suono del telefono sembrava amplificato. «Arrivo», mormorò l'uomo. Poggiò i piedi sul pavimento freddo. Non aveva mai usato ciabatte. Si avviò. L'apparecchio era appeso al muro, all'altro capo del corridoio. Il Lonati lo percorse senza accendere la luce. Sollevò la cornetta, chiuse gli occhi. Il vento adesso fischiava facendo sbattere da qualche parte una persiana. «Pronto», disse. «Dottor Lonati?» Era una voce femminile. Il dottore sbadigliò. «Chi parla?» chiese. «Sono Laura, dottore.» La voce tremava. «Laura Galimberti.» «Cosa c'è?» chiese il Lonati. «Tuo padre sta male?» «Molto.» «Uno dei suoi attacchi di angina?» «Sì», confermò la ragazza. «Ma forse è più grave. Non passa. » II dottor Lonati si stava togliendo la giacca del pigiama. La lasciò cadere a terra. Sua moglie accese la luce della camera da letto. Il fondo del corridoio si illuminò. «Gli avete dato la trinitrina? Anche due, tre pastiglie sotto la lingua?» «Tre pastiglie, ma il dolore non passa.» «Vengo subito», disse il dottore. «Dammi il tempo di vestirmi.» Riattaccò la cornetta, corse in camera. Elsa era seduta nel letto. «Chi sta male?» chiese. «Luciano.» «L'angina?» «Se non è un infarto. Laura mi ha detto che continua ad avere dolore.» La donna controllò che il marito si coprisse per bene. «Fa freddo», disse. Il Lonati aveva lo sguardo corrucciato. Il vento soffiava a ondate irregolari, forti e rumorose. «Non correre», raccomandò Elsa al marito. Poi chiuse la porta, restò lì, ferma, ascoltando i passi di lui che scendeva le scale. Fuori cadeva ancora una pioggia micronizzata. Il vento aveva quasi completamente spazzato il ciclo. Il dottore non aveva preso con sé un ombrello ma non pensò di ritornare indietro. Tra la sua casa e quella del notaio Luciano Galimberti c'erano sì e no cinquecento metri. Il rumore delle drizze sbattute contro gli alberi delle barche lo accompagnò sino al ponte sul Pioverna. Il fiume s'era ingrossato per la pioggia dei giorni precedenti. Correva con un rumore di cascata, l'acqua scura, bianca di spuma. Attraversato il ponte il dottore giunse davanti al portone d'ingresso della casa del notaio. Si passò una mano sui capelli bagnati. La porta era già aperta, non dovette suonare il campanello.
© 2008, Garzanti
Andrea Vitali – Dopo lunga e penosa malattia 176 pag., 14,60 € - Edizioni Garzanti 2008 (Narratori moderni) ISBN 978-88-11-68652-1
| 28 novembre 2008 | | Di Grazia Casagrande |
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