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RECENSIONE

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Titolo La classe
Autore Bégaudeau François
Dati 223 p., brossura
Prezzo € 16,00
Prezzo IBS € 16,00
Editore Einaudi
Collana Einaudi. Stile libero big
EAN 9788806196318
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La classe di François Bégaudeau

L'inchiesta di Wuz - La scuola è il futuro dell'Italia >>>

"Siamo entrati, si sono divisi tra le file, seduti, calmati. La classe profumava di pulito e si sentiva l'umidità dei giorni di inattività. Ho chiesto a Kevin di andare a prendere del gesso in sala dei prof. Ha sorriso di riflesso ma era felice di sfangare cinque minuti di noia."


Questo romanzo, quando è uscito in Francia nel 2006, ha avuto un enorme successo: si parla di scuola e questo è un argomento (la scuola, la formazione, gli studenti, i giovani...) che oltralpe suscita sicuramente molto interesse.
La frase può apparire polemica nei confronti della poca attenzione che dalle nostre parti si dedica al mondo della scuola che spesso attira la curiosità della stampa e dei cittadini solo quando è in "ebollizione", quando lamenta insomma dei problemi, magari gravi, che però lasciano indifferenti i più.


Ma che cosa significa vivere ogni giorno entre les murs, dentro le mura di un'aula? quali meccanismi si instaurano nella relazione docente alunni? come è vissuta o come non è percepita l'autorità? quali cambiamenti epocali sono avvenuti in una classe da quando la società europea, quella francese ma sempre di più anche quella italiana, è diventata multietnica

Il libro di Bégaudeau presenta, come la fotografia scattata da un fotografo ricco di sensibilità, questo universo ben poco conosciuto e spesso rapidamente dimenticato. E per di più lo fa dall'interno di quelle mura: Bégaudeau infatti è il professore della classe in questione.
Il libro si apre con il momento in cui professore e 25 studenti fanno la reciproca conoscenza: da parte degli uni nessun timore reverenziale, tutt'altro, e da parte del docente di certo nessuna paura: l'esperienza e l'intelligenza lo guidano a districarsi tra le frasi sfottenti, le pigrizie, le domande imbarazzanti che a turno i ragazzi gli pongono.   


C'è chi ha una conoscenza approssimativa del francese (i ragazzi arrivano da tanti diversi paesi del mondo); chi considera la scuola un inutile, ma inevitabile fastidio; chi difende il proprio linguaggio e ridicolizza quello letterario; chi ancora sente che c'è un vero e proprio muro tra sè e l'istituzione e non ha di certo voglia di abbatterlo...


C'è poi l'universo dei docenti, i loro dialoghi, gli scoramenti e le preoccupazioni del privato che incombono sul lavoro, gli incoraggiamenti reciproci e le confidenze accorate...

Quando poi la provocazione di qualcuno tra gli studenti (il più ribelle? il più ingenuo? il più problematico?) si fa più ardita è difficile per il docente fare le scelte giuste, didatticamente corrette e pedagogicamente utili.


E poi deve saper ben mescolare cultura alta, nozioni, cronaca e informazione spicciola: per far passare quella si può attirare l'attenzione con questa, un po' di grammatica e un po' di calcio, qualche brano letterario e qualche commento sui programmi televisivi o sugli attori...

Alla fine del libro non si traggono conclusioni, non è possibile. Non si fanno graduatorie di merito, la vita non assolve né condanna nessuno, tutti hannio delle buone ragioni e dei gravi torti e la scuola è in questo senso una vera palestra per la sopravvivenza, un microcosmo speculare al mondo esterno, una sintesi dei problemi tra generazioni e tra diverse culture. 
Da uesto libro è stato tratto il film omonimo di Laurent Cantet, vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes 2008.



Le prime pagine


Venticinque Arrivato il giorno, fuori dalla metro, mi sono fermato, alla brasserie per non essere in anticipo. Al bancone di ottone, il cameriere in divisa ascoltava con un solo orecchio un quarantenne i cui occhi occhialuti scivolavano a zig zag su un articolo di giornale.
- Quindicimila vecchi in meno, largo ai giovani.
Per fare i duecentocinquanta metri restanti ci avrei messo due minuti, cosi per ripartire ho aspettato le nove meno uno. All'altezza del macellaio cinese ho rallentato per non raggiungere Bastien e Lue le cui mani si stringevano in fondo alla via. Passato l'angolo non ho potuto evitarli mentre scherzavano con un bidello davanti alla grande porta a battenti in legno massiccio aperta sull'androne.
- Per un attimo ho sperato che fosse bruciato tutto.
- Possiamo sempre piazzare una bomba, no ?

Mi sono lasciato gli sghignazzi alle spalle. Il cantiere estivo non era finito, gli operai in blu passavano dal portico piastrellato alla corte interna con lunghe travi sottili in spalla, che posavano in verticale contro uno dei muri di cinta.
La porta della sala era stata ravvivata di blu.
In disparte, Gilles scalpitava intorno al tavolo ovale, con un pacchetto di sigarette stizzito in mano.
- Ciao.
- Ciao.

Distribuiti sui divani grigi dell'angolo salotto, i nuovi arrivati ascoltavano Daniele che si sforzava di farli rilassare. Ho preso posto nel cerchio irregolare, un pezzo di chiappa sul tavolo che reggeva la macchinetta del caffè. Una tizia sopra i trenta era la più loquace.
- Comunque lo sapevo che al rientro il rischio era questo.
Un'altra tizia sopra i trenta ha rincarato.
- Aspetta a dirlo «dentro», che è un attimo e sei fuori.

Ci siamo zittiti, loro hanno aspettato di vedere.
Dopo aver lasciato i bicchieri di plastica nel cestino, ci siamo mossi verso la sala riunioni dove il preside ha sperato che le vacanze fossero passate bene. Gli astanti hanno mormorato un sì ostentatamente venato di rimpianto per la loro fine, il preside ha detto be' si che pretendete. Poi si è schiarito la voce per cambiare registro.
- Nonostante metà di voi siano con noi solo da quest'anno, è chiaro a tutti che ci sono scuole più riposanti di questa. Avrete modo di vedere che qui gli allievi non mancano di spontaneità. Alcuni sono anche esageratamente spontanei.


© Einaudi

François Bégaudeau – La classe
223 pag., 16,00 € – Edizioni Einaudi 2008 (Einaudi Stile Libero Big)
ISBN 978-88-06-19631-8


L'autore



03 novembre 2008 Di Grazia Casagrande


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