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HOME | martedì 09 febbraio 2010 |
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| Titolo |
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Alla corte di re moda |
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| Autore |
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Fedi Daniela; Serlenga Lucia |
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| Dati |
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215 p., brossura |
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| Prezzo |
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€ 13,50 |
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| Prezzo IBS |
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€ 13,50 |
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| Editore |
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Salani |
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| EAN |
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9788884518286 |
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Alla corte di re Moda di Daniela Fedi e Lucia Serlenga"Aspiranti Sozzani e piccole Wintour, emuli di Stefano Tonchi, sbiadite imitazioni di Anna Piaggi, simbolo della moda italiana nel mondo, chi s'illude di avanzare in carriera mettendosi in testa un'improbabile cappellino, sappia che la vita dell'icona di stile è durissima. Autorevolezza, professionalità, persuasione, diffusione, un pizzico d'arroganza sono solo alcune delle necessarie frecce all'arco di chi detta legge nel mondo dei fashion media. Ma per raggiungere le vette più ardite del potere si richiedono anche diplomazia e fermezza soprattutto quando sulla bilancia ci sono milioni di dollari d'investimenti pubblicitari da una parte, indipendenza e autonomia di giudizio dall'altra. Spesso le due cose sono inconciliabili. Con buona pace dello stile.
Quello del giornalismo, s'intende."
Bisogna esordire con una certezza: la categoria giornalista di moda (o esperto, o critico) non raccoglie molte simpatie, comunque la si guardi.
Non le raccoglie da parte degli stilisti, che se leggono critiche anche solamente velate alle proprie creazioni scatenano putiferi lanciando fulmini come Giove; non le raccolgono da parte del pubblico, che li invidia per la presunta vita modaiola e spensierata che conducono; non le raccolgono neppure da parte dei colleghi che il più delle volte li snobbano come gruppo di privilegiati dediti alla futilità; e neppure tra loro si sono simpatici a vicenda.
"In miniera è peggio" in effetti "anche se lì non bisogna portare i tacchi alti", vero anche questo.
Ma allora, se le protagoniste della cronaca fashion di quotidiani e riviste di tutto il mondo sono così insopportabili (a volte peggio della protagonista de Il diavolo veste Prada) perché dovremmo leggere un libro proprio su di loro?
Perché nel raccontare queste storie, delle quali le due autrici sono testimoni dirette, essendo esse stesse parte di questo mondo, si racconta anche il backstage della moda che, oltre a rappresentare quell'importante fetta di fatturato che non vogliamo di certo buttar via, costituisce il ponte tra artigianto e arte ed è da molti anni uno dei palcoscenici più importanti del gusto e dell'estetica italiani nel mondo.
 | Virginie Mouzat
 | Sia ben chiaro, non si parla solo italiano in queste pagine, anzi.
La maggior parte delle giornaliste di cui si narrano le vicende professionali sono straniere: dalla bellissima Virginie Mouzat, responsabile moda per Le Figaro a Cathy Horyn, critico di moda del New York Times, all'inconfondibile Suzy Menkes, alla mitica Anna Wintour "una leggenda su cui fioriscono leggende di ogni tipo" e la sua omologa francese Carine Roitfeld, direttice di Vogue Paris.
Ma certo non mancano le voci italiane, prima fra tutte l'inimitabile Anna Piaggi, inarrivabile icona della moda e dell'originalità.
Poi Irene Brin, l'antesignana, e Natalia Aspesi (che di Anna Piaggi è cugina) la più "intelletuale" del gruppo. Su di loro Daniela Fedi e Lucia Serlenga hanno raccolto anche aneddoti e curiosità, come quella volta che Walter Albini (nel lontano 1976) scrisse all'entrata della sua sfilata "È vietato l'ingresso ai cani e alla Mulassano", solo perché la storica firma di moda del Corriere della Sera, Adriana Mulassano, "aveva stroncato la collezione precedente. 'Poi siamo diventati amici' racconta lei, ricordando anche che per esprimerle solidarietà nessun giornalista entrò in sala. Forse un tempo contavano altri valori. E di sicuro gl'interessi in gioco erano meno consistenti".
Non poteva mancare lo specchio italiano della Wintour, Franza Sozzani, che dal 1988 dirige Vogue Italia. "Si dice che senza il suo intervento stilisti celeberrimi non avrebbero raggiunto l'attuale visibilità. Mentre altri, entrando in rotta di collisione con Franca, ne sarebbero usciti a pezzi".
Eccezione che conferma la regola un uomo: Stefano Tonchi, l'unico italiano nato in Italia assunto dal New York Times per un ruolo prestigioso, anzi due: style editor del supplemento domenicale e direttore di T Magazine.
Un capitolo è dedicato a chi la moda ce la racconta sul piccolo schermo, sul web, nei blog... e fin qui i giornalisti, ma non dimentichiamo che in questo mondo c'è un'altra figura professionale importante, lo stylist, e le due autrici ne svelano ogni segreto.
Le prime pagine
Capitolo I
ESSERE E APPARIRE
Alla scoperta di un mondo
 | | Anna Wintour | Il diavolo non veste solo Prada. E può essere molto più cattivo della feroce direttrice di un'immaginaria rivista patinata in cui nessuno lavora sul serio, Stendiamo poi un pietoso velo sulla visione assurda data da Prêt-à-porter, l'unico film cretino di un maestro come Robert Altman.
Diciamo la verità: il mondo del giornalismo di moda non offre una grande immagine sotto quegli importanti riflettori della società che sono cinema e letteratura. Capire perché è al tempo stesso facile e impossibile. Si tratta infatti di un mestiere fantastico che ti mette davvero a contatto con bellezza, futuro e creatività: la materia di cui sono fatti i sogni.
Tutto ciò produce poi un business colossale che in Italia rappresenta la seconda voce attiva della bilancia dei pagamenti (la prima è il turismo) e che in Francia è una gloria nazionale fin dai tempi di Jean- Baptiste Colbert, ministro delle Finanze sotto il Re Sole.
Dunque è impensabile che a farlo siano solo delle favolose nullità con un unico problema da risolvere: essere abbastanza magre per entrare nei modelli da passerella. C’è anche questo, inutile negarlo. Ma non può mancare quel misto di talento, dedizione e competenza che qualunque professione altamente specializzata esige.
 | Anna Piaggi
 | Tutto ciò produce poi un business colossale che in Italia rappresenta la seconda voce attiva della bilancia dei pagamenti (la prima è il turismo) e che in Francia è una gloria nazionale fin dai tempi di Jean- Baptiste Colbert, ministro delle Finanze sotto il Re Sole.
Dunque è impensabile che a farlo siano solo delle favolose nullità con un unico problema da risolvere: essere abbastanza magre per entrare nei modelli da passerella. C’è anche questo, inutile negarlo. Ma non può mancare quel misto di talento, dedizione e competenza che qualunque professione altamente specializzata esige."
© 2008 Adriano Salani editore
Daniela Fedi e Lucia Serlenga - Alla corte di re moda
215 pag., 13,50 € - Edizioni Salani 2008
ISBN 978-88-8451-828-6
Le autrici
Daniela Fedi è una penna storica del panorama Moda e delle sue evoluzioni. Attenta ai fenomeni economici e di costume, ha maturato una lunga esperienza nel settore scrivendo per periodici come Panorama, Elle, 100 Cose e Harper’s Bazaar Italia. Da anni è il critico di moda del quotidiano Il Giornale.
Lucia Serlenga dopo la laurea in sociologia ha iniziato a lavorare per varie testate occupandosi anche d’immagine. È stata colonna portante di Fashion, il settimanale della moda italiana e ha diretto il mensile Notebook per un anno; recentemente collabora da freelance coi più importanti giornali italiani.
| 24 settembre 2008 | | Di Giulia Mozzato |
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