WUZ  
  HOME | venerdì 12 marzo 2010
Cerca nel sito
RECENSIONE

Ordina questo libro su IBS
Titolo Breviario comico. A perpetua memoria
Autore Serra Michele
Dati 192 p., brossura
Prezzo € 13,00
Prezzo IBS € 13,00
Editore Feltrinelli
EAN 9788807490712
Ordina questo libro su IBS

Breviario comico, a perpetua memoria di Michele Serra


"La buona notizia, tanto inutilmente attesa per anni dagli uomini di buona volontà, si è diffusa quando nessuno più ci sperava: le scarpe con la punta acuminata e i pantaloni con la vita bassa stanno passando di moda."

Non solo l'Italia è sull'orlo del baratro, sia in senso economico-politico che sociale e culturale, ma sono molti i paesi che condividono con noi situazioni, momenti, scelte paradossali, che osservate con gli occhi di chi è abituato a vedere in tutto l'aspetto più ironico, possono dare vita a riflessioni addirittura esilaranti, anche se ci sarebbe ben poco da ridere.
Dobbiamo ancora una volta ringraziare Michele Serra se riusciamo per qualche ora, leggendo il suo Breviario comico, a sorridere della quotidianità e della storia di quest'ultimo decennio.


In realtà sono ancor meno di dieci gli anni che Serra ci racconta in quest'album di istantanee, un diario del mondo e soprattutto dell'Italia che va dal 2002 al 2008, una raccolta "ragionata" di pezzi che hanno caratterizzato la collaborazione con L’Espresso.
Munitevi di fazzoletto di carta: vi servirà per asciugarvi le lacrime, ma non prodotte dalla disperazione della lettura, ma quelle generate dalle risate. 

Imperdibile (e da sola varrebbe il libro) la cinquina dello Strega del 2002, una critica feroce, quanto "nascosta", alle scelte dei grandi editori e al valore dei premi letterari. Caustico l'intervento sulle nuove povertà del 2003 ("gli economisti sono sorpresi: non avevano previsto che se la spesa media di una famiglia è di circa 2500 euro al mese, uno stipendio di 1500 euro non basta a coprirla") che suggerisce un fantastico Piano di Risparmio familiare. Particolarmente attuale l'intervento su Giorgio Napolitano datato 2006 che potete leggere qui sotto...


"L'Italia che viene fuori rileggendo cinque-sei anni di satire se devo sintetizzare - dice Serra in un'intervista che vi proponiamo interamente - è un'Italia arcaica. Forse la cosa che mi colpisce di più in questo paese è la sua immutabilità, diciamo il suo falso movimento, l'impressione di un paese travolto dalla globalizzazione, dal postmoderno, dalla confusione del mondo, ma sotto questa superficie caotica, liquida mi sembra che gli elementi solidi che si ritrovano sono quasi sempre il familismo, la raccomandazione, la stanzialità sostanziale di questo paese in cui secondo le statistiche istat il 70% sposa un compaesano o una compaesana. Un senso di arcaicità, di modernità ancora non digerita."

Le prime pagine

                                                                             2006

Giorgio Napolitano

   Nella corsa al Quirinale, i due schieramenti si sono comportati secondo la loro natura politica. Il centrosinistra puntava su personalità di esperienza e sicura fedeltà istituzionale, come Cavour e Napolitano. Il centrodestra su figure più spigliate e innovative, come Vallanzasca o Califano, oppure su una donna, che potesse effettuare il discorso di fine anno scosciata (molto curiosa la gaffe di Berlusconi, convinto che una donna presidente ci fosse già stata: Gronchi Rosa). Negli incontri preparatori fra i due schieramenti si era molto parlato del metodo Saragat (una variante del metodo champe-nois che fece salire al Colle, per fermentazione, l'indimenticabile statista, detto anche "il senatore a vite"). Alla fine si è deciso di procedere con il metodo tradizionale, che consiste nel telefonare a oltranza, giorno e notte, a una ristretta rosa di persone anziane, sperando che almeno una senta la suoneria e risponda. Così è accaduto per Giorgio Napolitano. La cui biografia politica, comunque, mette al riparo il paese da ogni sorpresa. Smentiamo una volta per tutte, intanto, il famoso gossip che lo vorrebbe figlio naturale di Umberto di Savoia. È falso: dei due, Napolitano è il padre.
   Figura storica del movimento operaio, Napolitano fondò giovanissimo la corrente Attendista, che si proponeva l'instaurazione del socialismo per esaurimento naturale del capitalismo, al massimo in una decina di secoli. Fu tra gli oppositori della Comune di Parigi, da lui ritenuta un obiettivo troppo ambizioso, e prematuro per i tempi. In alternativa, propose la Comune di Mentone, per le dimensioni ridotte e il clima mite della cittadina rivierasca. Benché sia di carattere molto riflessivo, gli storici gli attribuiscono non pochi colpi di testa. Come quando, durante una sparatoria della polizia di Sceiba contro un corteo operaio, avvicinò un vicequestore apostrofandolo duramente con una frase rimasta celebre: "Per cortesia, signore, sia così savio da sollecitare i suoi uomini a non aprire il fuoco su persone inermi, in modo da non mettere a repentaglio l'incolumità fisica di innumerevoli cittadini italiani il cui solo torto è prendere parte a una manifestazione pubblica autorizzata, come certifica il fascicolo che ho qui sottobraccio e che ora sottoporrò alla sua attenzione". Morirono diciannove persone.
   Prudente, rispettoso degli awersari, molto attento alle forme, Napolitano non ha mai alzato la voce, nemmeno quando, durante una storica seduta della segreteria del Pci, rimase bloccato in ascensore per due giorni, silenzioso e paziente. Al congresso di Livorno del 1921, quando nacque il Pci, Napolitano era contrario alla scissione dai socialisti. Non solo: era l'unico che propugnasse, al contrario della scissione, l'allargamento della sinistra a tutto il resto del paese, dal Rotary al Vaticano, dalla Juventus al Club alpino. Tessitore instancabile di rapporti politici cordiali e collaborativi, conquista gli interlocutori per sfinimento. Celebri alcuni episodi. Pur di levarselo di torno, il capo dei terroristi altoatesini, snidato in una malga della Val Passiria, giurò fedeltà a Roma e scese a valle per consegnarsi ai carabinieri. Durante la Resistenza, contrario agli attentati contro i nazifascisti perché il rumore assordante disturbava gli abitanti del quartiere, Napolitano praticò una strategia alternativa: avvicinava i militari tedeschi per la strada e faceva "bum" con la bocca, fuggendo poi velocissimo benché già anziano. Fu tra gli oppositori più convinti delle invasioni di Ungheria e Cecoslovacchia: in entrambe le occasioni mandò a "l'Unità" lo stesso, storico editoriale, intitolato Invadere un paese straniero epura maleducazione. Saputo della candidatura al Quirinale, Napolitano ha fatto sapere ai suoi sponsor che la definizione "corsa al Colle" gli pareva eccessiva, e poco consona alla dignità istituzionale dei candidati. Ha proposto di sostituirla con "lenta ma sicura camminata di avvicinamento al Colle". Secondo gli analisti, un'eventuale presidenza Napolitano avrebbe un'unica possibile controindicazioni: che egli stesso si addormenti mentre pronuncia il discorso di fine anno.

© 2008, Feltrinelli

Michele Serra – Breviario comico. A perpetua memoria
192 pag., 13 € – Edizioni Feltrinelli 2008 (Varia)
ISBN 978-88-07-49071-2


L'autore

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954. 
Titolo di studio maturità classica. Vive e lavora tra Milano e Bologna. Ha cominciato a scrivere a vent’anni sull’Unità, nella quale era entrato come dimafonista. Prima inviato, poi corsivista e commentatore, dal 1997 scrive sulla Repubblica e dal 2002 anche sull’Espresso. In passato ha collaborato a molte testate, tra le quali Epoca e Panorama.
Come autore, ha scritto testi teatrali per Antonio Albanese, Luca De Filippo, Beppe Grillo, Claudio Bisio, Milva, Davide Riondino e Andrea Brambilla. In televisione ha lavorato con Adriano Celentano, Gianni Morandi, Luciana Littizzetto e molti altri artisti. Da quattro anni è co-autore della trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”.
Ha pubblicato, sempre per Feltrinelli, un romanzo (Il ragazzo mucca), due libri di racconti (Il nuovo che avanza e Cerimonie), due libri di poesie, tre raccolte di articoli.
Nel 1991 ha fondato “Cuore”, settimanale satirico che ha diretto fino al 1994.

Leggi il commento dell'autore su questo libro
Michele Serra: articoli, notizie, recensioni su Wuz.it
La bibliografia




Torna alla bibliografia-inchiesta sulle questioni più dibattute dell'Italia 2008
 >>>



11 luglio 2008 Di Giulia Mozzato


Condividi su:


Copyright © 1996/2010 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato. Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
Concessionaria di pubblicità MYads.it
Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria
Dati audience certificati Audiweb
Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie
Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione