 |
|
 |
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
| Titolo |
 |
La storia siamo noi. Calaciura, Camilleri, Colombati, Desiati, Franchini, Genna, Janeczek, Lagioia, Liviano D'Arcangelo, Pariani, Petrignani, Pugno, Scurati, Vassalli |
 |
|
|
|
| Dati |
|
416 p. |
|
| Prezzo |
|
€ 17,50 |
|
| Prezzo IBS |
|
€ 14,00 |
|
| Editore |
|
Neri Pozza |
|
| Collana |
|
Bloom |
|
| EAN |
|
9788854502598 |
 |
 |
 |
|
|
 |
La Storia siamo noiAlcuni dei nostri migliori autori hanno scelto di raccontare di nuovo la storia d’Italia. La prima antologia del racconto storico. La prima Storia d’Italia narrata da: Calaciura – Camilleri – Colombari – Desiati – Franchini – Genna – Janeczek – Lagioia – Liviano D’Arcangelo – Pariani – Petrignani – Pugno – Scurati – Vassalli
Quattordici scrittori di generazioni diverse affrontano la Storia d’Italia, dall’Ottocento fino ai nostri giorni. Si immedesimano nelle grandi figure, da Garibaldi ad Agnelli, o nei destini individuali, una studentessa del Sessantotto, un soldato che rientra in patria al termine della guerra, una moglie picchiata con ferocia alla fine degli anni Settanta. Immaginano i grandi eventi – le Cinque giornate di Milano, la battaglia di Montecassino, la tragedia di Ustica, il caso Moro – con impegno e gusto letterario, coraggio e discrezione. Per narrare e rivelare i sentimenti collettivi, i cambiamenti epocali, i sogni e gli amari risvegli di una nazione che ha ancora tutto da raccontare. I momenti che hanno segnato la nascita e lo sviluppo dell’Italia moderna sono stati raramente rappresentati nelle pagine di romanzi e racconti. Lo stesso vale per le personalità che hanno attraversato le vicende della politica, dell’economia, della cultura, e per le circostanze contraddittorie e dolorose del recente passato.
Oggi il resoconto più fedele, lo sguardo più attento sulle storie d’Italia sembra appartenere ai giornalisti, ai reporter, alle inchieste televisive. Eppure la letteratura ha sempre saputo scrutare nel profondo della realtà, nel mistero degli eventi e degli individui, descrivendo epoche e avvenimenti con una sensibilità e una verità che a volte appare irraggiungibile per gli storici o per il cronista. È l’arte e il paradosso della finzione, capace di sfiorare il nucleo profondo dei fatti, delle trasformazioni, dello spirito dei tempi.
Indice e temi
1. Antonio Scurati, Nell’ora che non trascorre (1848, le Cinque giornate di Milano) 2. Giosuè Calaciura, I Mille a Palermo (1860) 3. Antonio Franchini, Gli ultimi due italiani di Kobarid (1917, Caporetto, Kobarid oggi) 4. Mario Desiati, Il medico del quieto vivere (1927-30, il fascismo e la vita quotidiana, storia d'amore tra una tisica e un lebbroso ad Acquaviva delle Fonti, Puglia) 5. Andrea Camilleri, Antonio Canepa, il separatista (il separatismo siciliano, 1943-45) 6. Helena Janeczek, Un fiume che in Texas si chiamava Rapido (1944, la battaglia di Montecassino) 7. Sebastiano Vassalli, Come le foglie. Tre storie di soldati italiani dopo l’8 settembre 1943 (1943-45, reduci italiani tornano a casa da ogni parte del mondo) 8. Laura Pariani, Liberté, Egalité, Marrons Glacés. Anno scolastico 1968-69 (una studentessa liceale e il Sessantotto) 9. Sandra Petrignani, Undici colpi (1978, il caso Moro) 10. Laura Pugno, A History of Violence. Sette scene dalla sera e notte del 26 aprile 1979 (la sera della trasmissione Processo per stupro) 11. Giancarlo Liviano D’Arcangelo, Dimmi, luce del cielo (1980, Ustica) 12. Nicola Lagioia, Hotel Kämp (Milano, gennaio 1994) (1994, Indro Montanelli lascia il Giornale) 13. Leonardo Colombati, Il Re (2003, la morte di Gianni Agnelli) 14. Giuseppe Genna, Oggi: gli Ultimi (2008, una discesa negli inferi di Milano, sotto la stazione Centrale)
Un brano da un racconto
Laura Pariani Liberté, Egalité, Marrons Glacés Anno scolastico 1968-69
È l'ultimo giorno delle vacanze estive. Lilia ha passato il pomeriggio a ricoprire i nuovi libri scolastici con carta da pacchi marrone e a ornare - sua madre direbbe «imbrattare» - queste copertine con personalissimi collage di fotografie ritagliate dai giornali. La madre l'ha sorpresa mentre era intenta a incollare sul davanti dell'antologia latina l'immagine dei carri armati russi a Praga. Ha guardato la foto con aria di riprovazione. «Che c'entra con la scuola?» ha chiesto. C'entra, c'entra... ha pensato Lilia, ma si è limitata ad alzare le spalle per evitare d'infognarsi in una discussione. Un provvidenziale squillo del telefono ha fatto si che la madre si allontanasse e non avesse perciò tempo di esaminare il retro della copertina, altrimenti avrebbe avuto ben altro da ridire. Lilia, infatti, ci ha incollato un'immagine del Maggio francese, una coppia di studenti che amoreggia in un cortile della Sorbona, più un piccolo ritratto del Che: non la foto terribile del suo cadavere che la tivù ha propinato l'anno passato per dimostrare a tutto il mondo che lui era proprio morto, ma un ritratto del «comandante» mentre ride con un libro in mano. Dal diario, ottobre '68: Alzarsi in piedi all'arrivo della prof, preghiera, sedersi a comando, ascoltare la Rozza fare la domanda di rito: «Allora, ragazzi, avete passato bene le vacanze?» con un tono che vorrebbe dimostrare conciliazione e interesse, ma che suona falso e lontano le millanta miglia. «Per nulla» ho risposto io e in classe è calato un momento di gelo. «Caleffi, vedo che non hai perso il vizio di contestare!» ha sospirato la prof. No che non contesto, dico solo che con quello che è successo a Praga neanche due mesi fa, per non parlare della bomba H francese, dei bombardamenti in Vietnam... «Ma che c'entra? Qui siamo a scuola» ha sbottato la Rozza, passando come se niente fosse a dettarci il programma della materia. I soprannomi che davamo ai professori ai tempi del liceo: la Rozza di latino e greco, per il viso grossolano, quasi un vero e proprio muso; la Papera d'italiano, per la camminata a culo ondulante; il Gran Vermo di filosofia; il prof di chimica detto Coltello, perché anche quando sorrideva - anzi, soprattutto quando sorrideva - era più pericoloso del solito; la Frugasepolcri di storia dell'arte; Super Dux, il preside, per le sue simpatie fasciste... Al telegiornale notizie confuse su un eccidio di studenti in piazza delle Tre Culture a Città del Messico. Povera Lilia. Non è stato un bell'inizio d'anno. La Papera ieri ha voluto che ciascuno degli alunni le scrivesse i titoli dei libri letti quest'estate. Tu ci hai messo: Cent'anni di solitudine di Garcia Màrquez, II ballo del conte d'Ordì di Radiguet, Bonjour, tristesse di Francoise Sagan, La vita agra di Bianciardi, un po' di Prévert, Una vita violenta e Ali dagli occhi azzurri di Pasolini, L'ombra sulle colline & Arpino, L'assoluto naturale e II prete bello di Parise, II male oscuro
di Berto. In classe stamattina la prof ha commentato le vostre scelte: tutti gli elenchi tranne il tuo. Alla fine delle lezioni ti ha chiamato in disparte: «Ti sarai accorta, Caleffi» ha detto sospirando, «che non ho letto i titoli delle tue letture... Ti devo dire a questo riguardo due cose. Primo: non volevo che i tuoi compagni ne venissero a conoscenza e le tue curiosità triviali potessero infettare anche loro. Secondo: sono preoccupata per te, perché mi sembra che ti sia messa su una cattiva strada...». Tu sei rimasta senza parole. D'altra parte che potevi risponderle? Cosa crede la Papera? Che a diciassette anni tu possa solo guardare Carosello? Certo la tua prof coltiva una sua idea di letture estive come una specie di idillico quadretto di sieste armoniose... Non sei stata a ribattere: scalpitavi perché rischiavi di perdere la corriera per il paese. Infatti l'hai presa per un pelo.
© Neri Pozza editore Calaciura Camilleri Colombati Desiati Franchini Genna Janeczek Lagioia Liviano D'Arcangelo Pariani Petrignani Pugno Scurati Vassalli – La storia siamo noi 426 pag., 17,50 € – Edizioni Neri Pozza 2008 ISBN 978-88-545-0259-8
Giosuè Calaciura è nato a Palermo nel 1960. Ha esordito nel 1998 con La guerra di Malacarne, a cui sono seguiti altri tre romanzi, Sgobbo (Baldini Castoldi, 2002, premio selezione Campiello), La figlia perduta (Bompiani, 2005) e Urbi et orbi (Baldini Castoldi, 2006). Vive a Roma e collabora con Radio Tre e diverse testate giornalistiche. Leonardo Colombati è nato a Roma nel 1970. Ha esordito nel 2005 con il romanzo Perceber (Sironi), seguito nel 2007 da Rio (Rizzoli). Ha curato la raccolta dei testi di Bruce Springsteen Come un killer sotto il sole (Sironi, 2007). È redattore della rivista Nuovi Argomenti. Mario Desiati (1977), originario di Martina Franca, vive a Roma ed è consulente editoriale e redattore di Nuovi Argomenti. Ha esordito come romanziere nel 2003, con Neppure quando è notte (peQuod), ha pubblicato nel 2004 la raccolta di poesia Le luci gialle della contraerea e nel 2006 è uscito il suo secondo romanzo, Vita precaria e amore eterno (Mondadori). Antonio Franchini è nato a Napoli nel 1958 e vive e lavora a Milano. Ha esordito nel 1991 con Camerati. Quattro novelle sul diventare grandi (Leonardo). Del 1996 è Quando scriviamo da giovani (Sottotraccia). Una scelta dei racconti contenuti in questi due libri è stata ripubblicata nel 2003 sempre con il titolo Quando scriviamo da giovani. Ha poi pubblicato: Quando vi ucciderete, maestro? (Marsilio, 1996), Acqua, sudore, ghiaccio (Marsilio, 1998), L’abusivo (Marsilio, 1998), Cronaca della fine (Marsilio, 2003) e Gladiatori (Mondadori, 2005). Giuseppe Genna, nato a Milano nel 1969, è autore di saggi e romanzi, tra cui Catrame (Mondadori, 1999), Nel nome di Ishmael (2002), Non toccare la pelle del drago (2003), Grande Madre Rossa (2004), L’anno luce (il Saggiatore, 2005), Dies Irae (Rizzoli, 2006) e Hitler–romanzo (Mondadori, 2008). È tradotto in molti paesi del mondo. Helena Janeczek è nata a Monaco di Baviera nel 1964, e vive in Italia dal 1983. Ha pubblicato i romanzi Lezioni di tenebra (Mondadori, 1997) e Cibo (Mondadori, 2002). Collabora con la rivista Nuovi Argomenti ed è consulente editoriale. Nicola Lagioia è nato a Bari nel 1973. Ha esordito con il romanzo Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (minimum fax, 2001). Ha curato l’antologia di letteratura italiana La qualità dell’aria. Nel 2004 è uscito il romanzo Occidente per principianti (Einaudi). È uno dei quattro scrittori della Babette Factory, autori di 2005 dopo Cristo (Einaudi, 2005). Sempre nel 2005 ha pubblicato per Fazi il saggio Babbo Natale. Dove si racconta come la Coca-Cola ha plasmato il nostro immaginario. Dirige la collana di narrativa italiana Nichel, per minimum fax. Giancarlo Liviano D’Arcangelo è nato a Bologna nel 1977 ed è cresciuto a Martina Franca, in Puglia. Ha esordito con il romanzo Andai, dentro la notte illuminata (peQuod, 2007, finalista al premio Viareggio), è studioso di mass media e ha pubblicato di recente articoli e racconti su Medicine Show e Rassegna Sindacale. Laura Pariani è nata a Busto Arsizio nel 1951. Vive tra Orta San Giulio e Buenos Aires. Ha esordito nel 1993 con la raccolta di racconti Di corno o d’oro (Sellerio, Premio Grinzane Cavour). Tra i suoi libri Il pettine (Sellerio, 1995), La spada e la luna (Sellerio, 1995), La perfezione degli elastici (e del cinema) (Rizzoli, 1997, Premio Selezione Campiello), La Signora dei porci (Rizzoli, 1999, Premio Grinzane Cavour), Quando Dio ballava il tango (2002), L’uovo di Gertrudina (2003, Premio Selezione Campiello), La straduzione (Rizzoli, 2004), Dio non ama i bambini (Einaudi, 2007). Sandra Petrignani è nata nel 1952 a Piacenza e da qualche anno vive in Umbria. Ha scritto il libro di viaggio Ultima India; i racconti raccolti in Il catalogo dei giocattoli (Baldini Castoldi Dalai, 2002), Vecchi (Baldini Castoldi Dalai, 1999), Poche storie (Theoria, 1993); i romanzi Navigazioni di Circe (Baldini Castoldi Dalai, 1997), Come cadono i fulmini (Theoria, 1987), Come fratello e sorella (Baldini Castoldi Dalai, 2001); le interviste Le signore della scrittura (La Tartaruga, 1996). Con Neri Pozza ha pubblicato La scrittrice abita qui, libro finalista al Premio Strega 2003, e Care presenze. Laura Pugno è nata a Roma nel 1970. Ha pubblicato Tennis, poesie con alcune prose di Giulio Mozzi (Nuova Editrice Magenta, 2001), Sleepwalking. Tredici racconti visionari (Sironi, 2002), Il colore oro, poemetto con foto di Elio Mazzacane (Le Lettere, 2007), il romanzo Sirene (Einaudi, 2007) e il testo teatrale DNAct (Zona, 2008). Antonio Scurati (Napoli, 1969) esordisce come narratore nel 2002 con Il rumore sordo della battaglia (Premio Fregene, Premio Chianciano) poi ripubblicato in una nuova versione (Bompiani, 2006) seguito da Il sopravvissuto (Bompiani, 2005, Premio Campiello) e da Una storia romantica (Bompiani, 2007, Premio Mondello). Oltre ai romanzi, ha pubblicato i saggi Guerra. Narrazioni e culture nella tradizione occidentale (Donzelli, 2003, finalista al Premio Viareggio), Televisioni di guerra (Ombre Corte, 2003) e La letteratura dell’inesperienza (Bompiani, 2006). Scurati è ricercatore in Cinema, Fotografia, Televisione all’Università IULM di Milano, coordina il Gruppo di ricerca sui linguaggi della guerra e della violenza presso l’Università di Bergamo, è editorialista de La Stampa, columnist di Internazionale e direttore artistico del festival milanese Officina Italia. I suoi libri sono in corso di traduzione in diversi paesi stranieri tra i quali Francia, Germania, Spagna, Corea, Olanda, Israele.
Condividi su: |
 |
|
 |
|
|
|
 |
|
 |
|