|
|
 |
|
| |
HOME | venerdì 12 marzo 2010 |
 |
|
|
|
|
|
 |
|
 |
 |
 |
|
 |
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
| Titolo |
 |
Se li conosci li eviti |
 |
| Autore |
|
Gomez Peter; Travaglio Marco |
|
| Dati |
|
571 p., brossura |
|
| Prezzo |
|
€ 14,60 |
|
| Prezzo IBS |
|
€ 14,60 |
|
| Editore |
|
Chiarelettere |
|
| Collana |
|
Principioattivo |
|
| EAN |
|
9788861900547 |
 |
 |
 |
|
|
 |
Se li conosci li eviti di Peter Gomez e Marco TravaglioRaccomandati, riciclati, condannati, imputati, ignoranti, voltagabbana, fannulloni del nuovo Parlamento
"Mi sono battuto fino all'ultimo perché Enzo Biagi restasse alla Rai" (Silvio Berlusconi, febbraio 2008) "Non penso affatto di presentarmi come leader del centrosinistra" (Walter Veltroni, gennaio 2006) "Voglio che sia a tutti chiaro che non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi" (Gianfranco Fini, novembre 2007) "Italia, Italia, vaffanculo!" (Mario Borghezio, luglio 2005) "Veltroni leader del Pd? Non finché vivo" (Massimo D'Alema, giugno 2006) "Un uomo, con il mio curriculum, l'avrebbero già fatto presidente della Repubblica" (Anna Finocchiaro, maggio 2005)
Marco Travaglio è al centro di una bufera proprio in questi giorni per le sue affermazioni sul Presidente del Senato Renato Schifani fatte durante il programma Che tempo che fa. Non entriamo nel merito del giudizio se fosse lecito o meno, giusto o sbagliato parlarne in una trasmissione televisiva senza contraddittorio. Resta comunque il fatto (ed è un fatto) che le considerazioni anche gravi fatte dal giornalista non erano nuove. Basta aprire questo saggio a pagina 268 ed eccole lì, tutte in fila. Forse davvero i libri (Gomorra e I complici sono eccezioni che confermano la regola) sono considerati inutili, degni di poca attenzione, destinati a una élite di cui non vale la pena preoccuparsi. Ma la televisione... e beh, sì, quella è un'altra cosa. Tutti coloro che denunciano come nei paesi democratici sia normale e "sano" il contraddittorio, la polemica tra politici e giornalisti che svolgono il proprio lavoro d'inchiesta, sono tacciati d'eresia. Ma sarebbe forse più corretto domandarsi quanto ci sia di vero in ciò che viene pubblicamente denunciato dai giornalisti più attenti e su questo punto dovrebbero intervenire i politici accusati, per ribattere punto su punto e dimostrare (dove possibile) la correttezza dei loro comportamenti o rispondere davanti agli elettori dei propri errori. Che di fatto i libri come questo (in classifica da numerose settimane) abbiano avuto poco effetto sull'opinione pubblica e sul giudizio degli italiani è appurato. Li abbiamo conosciuti (quasi tutti a dire il vero perché alcuni si nascondono molto bene) e li abbiamo rivotati. Sì, è vero che le liste elettorali delle ultime elezioni erano blindate, ma di fatto attraverso determinate scelte di voto abbiamo anche premiato i soliti noti. E molti di quei noti erano presentati in modo molto chiaro in queste pagine, e prima delle votazioni perché il libro (non certo l'unico a denunciare i guai della politica italiana) è uscito a marzo.
Marco Travaglio e Peter Gomez non sono teneri con nessuno: tra i raccomandati, ricilati, condannati, imputanti ma anche ignoranti voltagabbana e fannulloni del Parlamento troviamo appartenenti a tutti i partiti e gli schieramenti principali. Le "colpe" dei singoli sono differenti, è ovvio, e anche il peso politico di conseguenza. E qualcosa vorrà pur dire anche il numero: proporzionato alla rappresentanza ma che con grande evidenza indica quali siano i partiti meno "attenti" alle proprie liste elettorali.
Che dire ancora? Prendete questo libro come un repertorio a cui attingere quando un politico non vi convince: ne troverete molti insospettabili che invece nascondono comportamenti quanto meno incoerenti e poco seri. Ma potete anche leggere l'elenco dei buoni con cui si apre il volume: sono i Magnifici Venti della XV legislatura, sono poche pagine ma fanno sperare. E per quelli che non troverete... ci auguriamo un futuro senza macchia e con molto impegno.
La casa editrice Chiarelettere ha aperto un blog che segue costantemente il lavoro di Peter Gomez e Marco Travaglio e in questi giorni la "vicenda Travaglio". Potete leggere nelle sue pagine due interventi importanti sul tema: l'opinione di Dario Fo e quella di Pino Corrias. Commenti e informazioni anche sul sito ufficiale della casa editrice dove potrete vedere la registrazione dell'incontro con Barbacetto, Gomez, Travaglio, De Magistris e Santoro all'ultima Fiera del Libro di Torino.
Le prime pagine
Introduzione
Questo è un libro di pronto soccorso, per aiutare i cittadini prima a orientarsi tra le liste elettorali e poi a conoscere i nuovi parlamentari. Che, essendo stati decisi a tavolino dalle segreterie dei partiti grazie alla legge Porcellum da tutti ferocemente deplorata e da tutti voluttuosamente utilizzata, si conoscono per nome e cognome prim'ancora di andare a votare. Come già nel 2006, anche ora non possiamo bocciare chi ci ha delusi e premiare chi si è comportato bene. Perché, salvo rarissime eccezioni, ogni lista contiene i buoni (pochissimi) e i cattivi (tanti, troppi). Con tutta l'approssimazione che deriva dalla fretta e dai continui stop and go dei partiti nella compilazione delle liste, abbiamo tentato di raccontare «chi ha fatto che cosa». Con più di centocinquanta schede sui candidati presentabili (operazione che ha richiesto pochissimo sforzo) e su quelli impresentabili (una faticacela). Diversamente da altri nostri libri, non ci siamo limitati al criterio dei precedenti e delle pendenze penali. Convinti che non basti essere incensurati per fare politica (aiuta, ma non è sufficiente), abbiamo scovato anche i fannulloni, i voltagabbana, i cambiacasacca, gli ignoranti, i nemici della legalità e della libertà d'informazione, i corresponsabili dello scandalo della monnezza in Campania, gli amici dei ladri e dei mafiosi che non hanno mai valicato i confini del codice penale, quelli che hanno comprato casa a Roma sottocosto grazie al cognome che portano o alla carica che ricoprono, quelli che sono finiti in lista perché parenti o raccomandati, quelli che hanno votato decine di leggi vergogna e magari oggi, confidando nell'amnesia generale, hanno pure la spudoratezza di auspicarne l'abolizione. II giudizio su chi è stato buono e chi cattivo, naturalmente, dipende dal nostro personalissimo parere. Qualcuno lo condividerà, qualcun altro no. Ma nessuno potrà mettere in dubbio la veridicità dei fatti che abbiamo raccontato e puntualmente verificato, indicandone regolarmente le fonti. Dunque, nella prima parte, abbiamo compilato le «nostre liste»: con i nomi dei parlamentari che, durante la scorsa legislatura, si sono meritati la rielezione (o l'avrebbero meritata se fossero stati candidati) per aver lavorato bene o aver bocciato leggi canaglia come l'indulto extra-large e il bavaglio mastelliano ai giornalisti; e con quelli che sarebbe stato meglio non rivedere mai più in Parlamento. Nella seconda parte, un'antologia di tutto il peggio delle «loro liste», partito per partito. Si scoprirà che non tutti coloro che promettevano candidature «nuove» e «pulite» hanno mantenuto l'impegno. Anzi, soprattutto a destra, ma in parte anche nel centrosinistra, hanno mentito spudoratamente. Veltroni e Franceschini avevano promesso di non candidare condannati, nemmeno in primo grado, e neppure personaggi sottoposti a giudizio. Invece hanno candidato almeno due pregiudicati, qualche condannato in primo e secondo grado e diversi imputati e indagati. Berlusconi, a suo modo, è stato di parola: si era impegnato a non presentare «supposti autori di reati», infatti ha candidato decine di colpevoli non supposti, ma sicuri. Il fatto, comunque, che si sia posto il problema della moralità nelle urne, per la prima volta dal biennio magico 1992-93, è già un fatto rivoluzionario. Così come la scomparsa dalle liste del Pdl di alcuni «impresentabili rinunciabili» (ad altri il Cavaliere non poteva proprio dire di no): da Mastella a Cirino Pomicino ad Alfredo Vito. Il merito è tutto di Beppe Grillo e delle centinaia di migliaia di persone che hanno dato voce alla sua battaglia per un Parlamento Pulito. Senza la loro pressione dal basso, ai piani alti tutto sarebbe continuato come prima. La prova evidente che l'impegno dei cittadini è sempre utile: nel Palazzo si fa né più né meno quello che la gente tollera che sia fatto. Quindi, bisogna insistere e non arrendersi mai.
© 2008, Chiarelettere editore
Peter Gomez, Marco Travaglio – Se li conosci li eviti 571 pag., 14,60 € – Edizioni Chiarelettere 2008 (Principioattivo) ISBN 978-88-61-90054-7
| 16 maggio 2008 | | Di Giulia Mozzato |
Condividi su: |
 |
|
 |
|
|
|
 |
|
 |
|
|
Copyright © 1996/2010 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati. Wuz è un marchio registrato. Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359. Concessionaria di pubblicità MYads.it Con la collaborazione di Argentovivo per il settore editoria libraria Dati audience certificati Audiweb Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie Eventuali comunicazioni e segnalazioni utili possono essere inviate alla redazione |
|
|
|